Allergia agli acari della polvere nei bambini: come accorgersene, sintomi, cosa fare

Francesca La Rana A cura di Francesca La Rana

Starnuti ripetuti, naso chiuso o che cola, prurito nasale e oculare, sintomi che persistono o si ripresentano durante tutto l’anno sono alcuni dei segnali più caratteristici. Tosse notturna e disturbi respiratori meritano particolare attenzione.

Bambina con raffreddore causato da allergie

L’allergia agli acari della polvere nei bambini è una delle forme più comuni di allergia respiratoria nell’infanzia. Gli acari sono organismi microscopici che vivono soprattutto negli ambienti domestici e trovano condizioni favorevoli in materassi, cuscini, lenzuola, tappeti, peluche e altri materiali in cui possono accumularsi polvere e residui organici.

A differenza delle allergie stagionali ai pollini, quella agli acari può provocare disturbi durante tutto l’anno, anche se i sintomi possono diventare più evidenti in alcuni periodi o negli ambienti chiusi e poco ventilati.

Riconoscere i segnali è importante perché una rinite allergica non controllata può incidere sul sonno, sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane del bambino. Inoltre, in alcuni casi, la sensibilizzazione agli allergeni inalanti può essere associata a manifestazioni respiratorie come l’asma.

Per questo, quando i disturbi sono frequenti o persistenti, è opportuno parlarne con il pediatra. La diagnosi può richiedere una valutazione allergologica e test specifici, come gli skin prick test, utilizzati per individuare eventuali sensibilizzazioni agli allergeni inalanti.

Cos’è e come funziona il prick test

Sintomi evidenti e a cosa fare attenzione

I segnali a cui prestare attenzione sono diversi, a cominciare da quelli che riguardano naso e occhi, fino alla respirazione e i problemi cutanei.

Disturbi nasali e oculari

I disturbi a carico del naso sono tra i segnali più caratteristici della rinite allergica. Il bambino può presentare starnuti ripetuti, naso che cola con secrezioni liquide e trasparenti, congestione nasale e soprattutto prurito al naso.

Può essere frequente anche il gesto di strofinarsi il naso verso l’alto, il cosiddetto “saluto allergico”.

L’allergia può interessare contemporaneamente anche gli occhi. In questo caso possono comparire:

  • prurito oculare
  • occhi arrossati
  • lacrimazione
  • sensazione di irritazione o fastidio.

Quando naso e occhi sono coinvolti insieme si parla di rinocongiuntivite allergica.

Un aspetto da osservare è la durata dei disturbi. Un normale raffreddore tende a essere legato a un episodio infettivo e generalmente si risolve in tempi relativamente brevi. Sintomi che si ripresentano frequentemente, senza febbre e soprattutto in determinati ambienti, meritano invece una valutazione da parte del pediatra.

Come riconoscere la congiuntivite nei bambini

Disturbi respiratori e notturni

L’allergia agli acari può essere associata anche a tosse e sintomi delle basse vie respiratorie, soprattutto nei bambini predisposti.

La congestione nasale può, inoltre, rendere più difficile respirare durante la notte, favorendo sonno disturbato, risvegli frequenti e respirazione a bocca aperta.

In presenza di asma allergico possono comparire sintomi come tosse ricorrente, respiro sibilante e difficoltà respiratoria. L’asma è una patologia infiammatoria delle vie aeree e può essere associata alla sensibilizzazione verso allergeni inalanti, tra cui gli acari della polvere.

Non bisogna però attribuire automaticamente ogni tosse agli acari. Nei bambini le infezioni respiratorie sono molto comuni e possono provocare tosse anche per diversi giorni. Se la tosse è ricorrente, compare prevalentemente di notte o durante l’attività fisica, oppure è accompagnata da difficoltà respiratoria, è importante sottoporre il bambino a una visita pediatrica.

Una difficoltà respiratoria importante, improvvisa o in rapido peggioramento richiede invece una valutazione medica tempestiva.

La nostra guida sui tipi di tosse nei bambini

Segnali cutanei

Nei bambini possono essere presenti anche problemi cutanei nel contesto di una predisposizione atopica.

È importante, tuttavia, distinguere l’allergia agli acari dalla dermatite atopica.

La dermatite atopica è una malattia infiammatoria della pelle che non deve essere considerata automaticamente una conseguenza dell’allergia agli acari.

La pelle può apparire molto secca e pruriginosa e possono comparire arrossamenti o lesioni tipiche della dermatite atopica. In questi casi è necessario un inquadramento medico, soprattutto quando il prurito è intenso o i disturbi interferiscono con il sonno.

Tutto quello che bisogna sapere sulla dermatite atopica

Cosa fare o evitare in casa

A diagnosi fatta, uno degli obiettivi principali è ridurre l’esposizione agli allergeni presenti nell’ambiente domestico.

Non è necessario trasformare la casa in un ambiente sterile. È più utile intervenire soprattutto nella camera da letto del bambino, dove il contatto con materassi e cuscini è prolungato.

Biancheria e letto

Materasso e cuscino rappresentano ambienti particolarmente favorevoli alla presenza degli acari.

Tra le misure consigliate rientra l’utilizzo di coprimaterasso e copricuscino antiacaro, realizzati con tessuti a trama sufficientemente fitta da costituire una barriera. Il lavaggio delle fodere antiacaro a temperature elevate è fortemente raccomandato.

Anche lenzuola, coperte e altri tessili del letto devono essere lavati regolarmente. Quando possibile, è preferibile scegliere materiali facilmente lavabili.

È inoltre utile evitare un’eccessiva quantità di tessili, coperte e imbottiture che possono trattenere polvere.

Cameretta e arredo

La cameretta dovrebbe essere facile da pulire, limitando gli elementi nei quali la polvere può accumularsi.

Vanno ridotti drasticamente:

  • tappeti
  • moquette
  • tende pesanti
  • imbottiti
  • oggetti decorativi
  • accumuli di libri e oggetti esposti alla polvere.

Per la pulizia dei pavimenti può essere utile un’aspirapolvere dotato di filtro HEPA, in grado di trattenere particelle molto piccole. La pulizia deve essere regolare, evitando possibilmente di sollevare la polvere nell’ambiente.

Peluche

I peluche possono accumulare polvere e rappresentare un serbatoio di allergeni.

Non è necessariamente necessario eliminarli tutti, ma è consigliabile limitarne il numero nella cameretta e scegliere, quando possibile, peluche lavabili.

Cambio d’aria e umidità

Gli acari proliferano più facilmente in ambienti caldi e umidi. Una corretta ventilazione degli ambienti contribuisce quindi a ridurre le condizioni favorevoli alla loro presenza.

È consigliabile arieggiare regolarmente la cameretta e gli altri locali, soprattutto dopo attività che producono molta umidità, come cucinare o fare la doccia.

Anche evitare di asciugare abitualmente il bucato all’interno dell’abitazione può contribuire a limitare l’aumento dell’umidità.

Inoltre di evitare gli umidificatori negli ambienti dei bambini allergici agli acari.

Fumo

Il fumo di tabacco non è un allergene specifico degli acari, ma rappresenta un importante irritante per le vie respiratorie.

Per questo è importante non fumare in casa, soprattutto quando è presente un bambino con rinite o altre problematiche respiratorie.

Trattamenti e rimedi

Il trattamento dell’allergia agli acari della polvere deve essere stabilito in base all’età del bambino, alla gravità dei sintomi e all’eventuale presenza di altre manifestazioni allergiche.

Il primo passo è una corretta valutazione pediatrica e allergologica. Se i sintomi suggeriscono una rinite allergica persistente, il medico può decidere di effettuare un percorso diagnostico per individuare l’allergene responsabile.

Riduzione dell’esposizione

La cosiddetta “bonifica ambientale” rappresenta una parte importante della gestione dell’allergia agli acari. Coprimaterassi e copricuscini antiacaro, lavaggio frequente della biancheria, riduzione di tappeti e peluche e corretta ventilazione possono contribuire a diminuire il contatto con gli allergeni.

Queste misure, tuttavia, non devono essere considerate una “cura” autonoma e non sempre sono sufficienti a eliminare completamente i sintomi.

Farmaci e terapie

Quando necessario, il medico può prescrivere farmaci antistaminici e, in presenza di rinite con importante congestione nasale, corticosteroidi nasali.

Anche i lavaggi nasali possono essere utili come parte della gestione della rinite, contribuendo a rimuovere secrezioni e allergeni dalla mucosa nasale.

È importante evitare il fai-da-te con farmaci antiallergici, soprattutto nei bambini piccoli. Dosaggio, principio attivo, modalità di somministrazione e durata della terapia devono essere stabiliti dal pediatra o dallo specialista.

In alcuni bambini selezionati può essere presa in considerazione l’immunoterapia allergene-specifica, una terapia che mira a modificare progressivamente la risposta dell’organismo all’allergene.

Non è indicata indistintamente per tutti i bambini allergici: la possibilità di utilizzarla dipende dalla diagnosi, dall’età, dal tipo di sensibilizzazione, dalla gravità dei sintomi e dalla valutazione dello specialista.  

I nostri consigli per fare bene i lavaggi nasali

 

 

 
 
 

In breve

L’obiettivo è creare un ambiente che riduca il più possibile l’esposizione agli allergeni e permetta al bambino di dormire, giocare e svolgere le proprie attività con il minor disagio possibile.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 10.9.2026 Aggiornato il 10.9.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Cefuroxima: si può assumere questo antibiotico in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le cefalosporine, categoria di antibiotici a cui appartiene anche il principio attivo cefuroxima, possono essere assunte, se necessario, sia in gravidanza sia in allattamento. Con particolare attenzione alla posologia.   »

Si possono avere gemelli a 42 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici.   »

Distacco e perdite dopo il transfer: ci sono speranze che la gravidanza prosegua?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Solo il trascorrere dei giorni potrà svelare se la gravidanza continuerà a evolversi oppure no: nel frattempo è una buona idea prendersi cura di sé, concedendosi quello che più piace e rilassa.   »

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Fai la tua domanda agli specialisti