Allergia al latte vaccino nei neonati, che cosa fare?

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili

Sono ancora troppi i casi di diagnosi errati di allergia al latte vaccino nei neonati. Ecco perché è fondamentale sapere come valutare la questione e, con il supporto del pediatra, seguire la corretta profilassi

l'allergia al latte è frequente nei neonati

Tra le allergie che colpiscono maggiormente i neonati c’è quella al latte vaccino. Un disturbo che interessa l’1% dei piccoli nei primi due anni di vita a livello europeo. Il problema è che, con diagnosi di allergia troppo spesso frettolose e non effettuate in modo corretto, i casi di bambini che non consumano latte e derivati, perché erroneamente visti come allergici sale sensibilmente.

Perché il latte è importante?

Una prospettiva da non sottovalutare e a cui occorre prestare attenzione, anche perché gli alimenti a base di latte vaccino risultano fondamentali per accompagnare in modo sano la crescita dei piccoli in questa fase della loro vita. A rivelare questa tendenza è uno studio  condotto dall’équipe dell’allergologo pediatra dell’Imperial College di Londra, Robert Boyle e pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Allergy, che ha posto l’accento sul crescente numero di prescrizioni di alimenti speciali per i neonati.

Perché tanti neonati sono allergici al latte?

I dati parlano chiaro, con una quantità di prescrizioni “speciali” dieci volte superiore ai reali casi di piccoli allergici al latte vaccino. Le motivazioni dietro questo eccesso è, secondo gli esperti, da ricercare nella sempre maggiore tendenza a indicare come derivati da allergia nei neonati alcuni sintomi sospetti che, di per sé non giustificano la diagnosi finale. Non bastano, infatti, un rigurgito di latte, diarrea o pianti per diagnosticare un’allergia e, quindi, eliminare il latte dalla dieta dei neonati.

Come scoprire se un neonato è allergico al latte?

Ecco perché, anche gli esperti della Fondazione Umberto Veronesi  consigliano diagnosi precise e tempestive, condotte dal pediatra che, attraverso un prick test permette valutare l’azione di una goccia di latte vaccino  sulla pelle del piccolo e, in caso di esito positivo, avvia la prassi per la certificazione dell’allergia, con esami del sangue per individuare la presenza delle immunoglobuline tipiche degli allergici (IgE. immunoglobuline E), per poi passare all’ultimo step di valutazione con il test di provocazione orale sotto controllo medico, così da valutare sintomi immediati e muoversi nel modo migliore per porre rimedio alle complicanze.

L’allergia al latte dei neonati dura per sempre?

Appurato lo stato di soggetto allergico, la terapia prevede l’eliminazione del latte vaccino dalla dietra dei neonato. Il problema non è, comunque, nella maggior parte dei casi permanente. Ben il 90% dei neonati riesce, infatti, a consumare latte e derivati entro i tre anni di età.
In ogni caso, il latte vaccino nella dieta dei neonati non deve essere sostituito da “latti” di origine vegetale, come quelli di soia o di riso, non adatti ai piccoli, ma con formule fortificate con calcio o latte di altri animali, come quello di asina.

 

 

 
 
 

In sintesi

Come capire se un neonato è allergico al latte vaccino?

Un bambino allergico al latte vaccino rivela, anzitutto, una curva di crescita(HP) non ottimale, piange spesso ed è soggetto a disturbi gastrointestinali, che possono portare anche tracce di sangue nelle feci e vomito con bile, ma anche costipazione, angioedema, orticaria, coliche e, raramente, a problemi respiratori.

Come prevenire le allergie alimentari nei neonati?

È possibile ridurre il rischio di allergie alimentari nei neonati attuando alcune accortezze, per esempio smettendo di fumare, non escludendo il latte in gravidanza se non strettamente necessario. Dopo la nascita, l’allattamento al seno() aiuta, con meno casi di allergia al latte rispetto ai piccoli alimentati da subito con soluzioni artificiali. In ogni caso, il latte vaccino non va somministrato prima dell’anno di età.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 22.9.2022 Aggiornato il 22.9.2022
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti