Allergia al latte vaccino nei neonati, che cosa fare?

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 22/09/2022 Aggiornato il 22/09/2022

Sono ancora troppi i casi di diagnosi errati di allergia al latte vaccino nei neonati. Ecco perché è fondamentale sapere come valutare la questione e, con il supporto del pediatra, seguire la corretta profilassi

l'allergia al latte è frequente nei neonati

Tra le allergie che colpiscono maggiormente i neonati c’è quella al latte vaccino. Un disturbo che interessa l’1% dei piccoli nei primi due anni di vita a livello europeo. Il problema è che, con diagnosi di allergia troppo spesso frettolose e non effettuate in modo corretto, i casi di bambini che non consumano latte e derivati, perché erroneamente visti come allergici sale sensibilmente.

Perché il latte è importante?

Una prospettiva da non sottovalutare e a cui occorre prestare attenzione, anche perché gli alimenti a base di latte vaccino risultano fondamentali per accompagnare in modo sano la crescita dei piccoli in questa fase della loro vita. A rivelare questa tendenza è uno studio  condotto dall’équipe dell’allergologo pediatra dell’Imperial College di Londra, Robert Boyle e pubblicato sulla rivista Clinical and Experimental Allergy, che ha posto l’accento sul crescente numero di prescrizioni di alimenti speciali per i neonati.

Perché tanti neonati sono allergici al latte?

I dati parlano chiaro, con una quantità di prescrizioni “speciali” dieci volte superiore ai reali casi di piccoli allergici al latte vaccino. Le motivazioni dietro questo eccesso è, secondo gli esperti, da ricercare nella sempre maggiore tendenza a indicare come derivati da allergia nei neonati alcuni sintomi sospetti che, di per sé non giustificano la diagnosi finale. Non bastano, infatti, un rigurgito di latte, diarrea o pianti per diagnosticare un’allergia e, quindi, eliminare il latte dalla dieta dei neonati.

Come scoprire se un neonato è allergico al latte?

Ecco perché, anche gli esperti della Fondazione Umberto Veronesi  consigliano diagnosi precise e tempestive, condotte dal pediatra che, attraverso un prick test permette valutare l’azione di una goccia di latte vaccino  sulla pelle del piccolo e, in caso di esito positivo, avvia la prassi per la certificazione dell’allergia, con esami del sangue per individuare la presenza delle immunoglobuline tipiche degli allergici (IgE. immunoglobuline E), per poi passare all’ultimo step di valutazione con il test di provocazione orale sotto controllo medico, così da valutare sintomi immediati e muoversi nel modo migliore per porre rimedio alle complicanze.

L’allergia al latte dei neonati dura per sempre?

Appurato lo stato di soggetto allergico, la terapia prevede l’eliminazione del latte vaccino dalla dietra dei neonato. Il problema non è, comunque, nella maggior parte dei casi permanente. Ben il 90% dei neonati riesce, infatti, a consumare latte e derivati entro i tre anni di età.
In ogni caso, il latte vaccino nella dieta dei neonati non deve essere sostituito da “latti” di origine vegetale, come quelli di soia o di riso, non adatti ai piccoli, ma con formule fortificate con calcio o latte di altri animali, come quello di asina.

 

 

 
 
 

In sintesi

Come capire se un neonato è allergico al latte vaccino?

Un bambino allergico al latte vaccino rivela, anzitutto, una curva di crescita(HP) non ottimale, piange spesso ed è soggetto a disturbi gastrointestinali, che possono portare anche tracce di sangue nelle feci e vomito con bile, ma anche costipazione, angioedema, orticaria, coliche e, raramente, a problemi respiratori.

Come prevenire le allergie alimentari nei neonati?

È possibile ridurre il rischio di allergie alimentari nei neonati attuando alcune accortezze, per esempio smettendo di fumare, non escludendo il latte in gravidanza se non strettamente necessario. Dopo la nascita, l’allattamento al seno() aiuta, con meno casi di allergia al latte rispetto ai piccoli alimentati da subito con soluzioni artificiali. In ogni caso, il latte vaccino non va somministrato prima dell’anno di età.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Bimbo che rifiuta la mamma

03/10/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Non basta aver messo al mondo un bambino per diventare la figura di riferimento che predilige. Se sono altre persone a prendersene cura, non stupisce che le preferisca alla mamma.   »

Perdite di sangue nel primo trimestre: cosa può essere?

27/09/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta escluso, grazie all'ecografia, che il sanguinamento sia dovuto a un distacco o ad altre complicazioni, occorre capire se la causa potrebbe essere un'infezione.   »

Gravidanza: quando conviene annunciarla a parenti e amici?

26/09/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Non c'è una regola che stabilisce quando è opportuno comunicare a tutti che si è in attesa di un bambino. Il momento in cui farlo dipende da una scelta personalissima che ogni coppia deve fare in base al proprio sentire.  »

Fai la tua domanda agli specialisti