Allergia autunnale: ecco come prevenirla

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/10/2014 Aggiornato il 24/10/2014

Anche in autunno possono comparire allergie. Per prevenirle, è bene pulire con attenzione le abitazioni ed esporsi molto al sole

Allergia autunnale: ecco come prevenirla

Nell’immaginario collettivo è la malattia primaverile per eccellenza. Invece, l’allergia può comparire anche in autunno e perfino in inverno, sebbene con una frequenza minore. Prevenirla, però, non è impossibile. Basta adottare alcuni accorgimenti ad hoc. Lo hanno ribadito gli esperti riuniti in occasione del congresso della Simer (Società italiana di medicina respiratoria).

La primavera resta la stagione più a rischio

La primavera rappresenta sicuramente la stagione più a rischio per quanto riguarda l’allergia. Infatti, è proprio in quel periodo che si verifica la maggior concentrazione di pollini nell’aria. Tuttavia, non bisogna dimenticare che alcune piante maturano più tardi e che i pollini non sono gli unici responsabili di rinite, asma e altri disturbi respiratori. Anche gli acari della polvere ricoprono un ruolo molto importante da questo punto di vista. Specialmente durante i mesi più freddi, quando il ricambio dell’aria negli ambienti chiusi è inferiore, il loro livello tende ad aumentare. Ecco perché le persone allergiche non possono considerarsi fuori pericolo nemmeno in autunno e in inverno.

Non trascurare la pulizia

Come proteggersi allora? Per prima cosa, è bene pulire con attenzione tutte le stanze dell’abitazione, così da eliminare il maggior numero possibile di acari. “Nelle prossime settimane aumenterà la concentrazione degli allergeni degli acari della polvere nelle stanze. Per difendersi è consigliabile prepararsi con un’accurata pulizia di ogni ambiente chiuso” conferma G. Walter Canonica, direttore della clinica delle Malattie dell’apparato respiratorio e allergologia dell’università di Genova. Sarebbe bene che quest’opera di pulizia venisse riservata anche agli uffici, alle scuole, agli ospedali, insomma a tutti quei luoghi pubblici in cui si trascorre molto tempo, in modo da ridurre ulteriormente il rischio di allergia.

Un aiuto dalla vitamina D

In secondo luogo, è importantissimo esporsi il più possibile al sole. Si tratta, infatti, del modo migliore per fare una buona scorta di vitamina D, che per il 90% viene prodotta proprio grazie ai raggi solari. Sembra che questa sostanza, fra le altre cose, svolga un’azione molto efficace contro le allergie respiratorie. La conferma arriva anche da una recente ricerca italiana, secondo cui c’è un legame fra un aumentato rischio di sviluppare malattie allergiche e bassi livelli di vitamina D nel sangue. “È noto il rapporto tra luce e allergie. In Paesi che non hanno una forte esposizione al sole, la popolazione è maggiormente soggetta alle patologie autoimmuni rispetto a chi vive in località più soleggiate” conferma Carlo Mereu, presidente Simer.

In breve

APRIRE LE FINESTRE OGNI GIORNO

Per combattere le allergie è importante anche cercare di favorire il ricambio dell’aria: aprire le finestre tutte le mattine, anche se solo per pochi minuti. Se possibile evitare le ore più trafficate, così da non far entrare troppo smog in casa.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Educazione di una piccina: quali istruzioni vanno seguite?

27/05/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

I bambini non sono robot: non ci si può aspettare che basti impartire una semplice dritta per ottenere i comportamenti desiderati.   »

Talco al cambio del pannolino? Meglio di no!

25/05/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Il talco è un prodotto che non è opportuno usare per la cura dei bambini perché può causare vari problemi.   »

Fertilità della donna dopo i 40 anni: cosa la influenza?

19/05/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

L'età anagrafica condiziona fortemente la possibilità di concepire. Ma non solo: altri fattori entrano in gioco e tra questi c'è il peso corporeo.  »

Fai la tua domanda agli specialisti