Allergie: anche l'inverno è una stagione a rischio

Redazione A cura di “La Redazione”

Vetri doppi, caldo e umidità favoriscono lo sviluppo degli acari, esponendo i bambini al rischio allergie

Allergie: anche l'inverno è una stagione a rischio

Quando si parla di allergie tutti pensano subito alla primavera. In effetti, nella maggior parte dei casi è proprio nella stagione della fioritura delle piante che si manifestano i sintomi tipici di queste malattie. Eppure nemmeno l’inverno è un periodo “sicuro” da questo punto di vista: gli acari, fra i responsabili più frequenti delle allergie dei bambini, amano gli ambienti caldi e umidi, tipici dei mesi più freddi. La conferma arriva dagli esperti della Società italiana di allergologia asma e immunologia clinica.

Gli acari sono nemici dei bambini

Gli acari sono parassiti che vivono nella polvere e possono scatenare fastidiose forme allergiche, specialmente nei bambini. Nell’età infantile, infatti, sono fra i primi responsabili di riniti  allergiche e fenomeni asmatici. “I parassiti della polvere sono la causa del 70 per cento dei fenomeni asmatici e delle riniti allergiche in età pediatrica” conferma il professor Walter Canonica, direttore della Clinica di malattie dell’apparato respiratorio e allergologia Di.M.I.dell’Università degli Studi di Genova. Ecco perché i genitori dovrebbero prendere tutte le misure necessarie per fare in modo che non si annidino in quantità eccessive all’interno dell’abitazione.
 

In inverno ci sono le condizioni ideali

A differenza dei virus, gli acari amano il caldo. Si sviluppano molto più facilmente in presenza di umidità e alte temperature. Ecco perché proliferano soprattutto in inverno, quando in casa ci sono tutte condizioni ideali per la loro sopravvivenza. Il riscaldamento, l’umidità elevata, la presenza dei vetri doppi, l’abitudine di aerare poco le stanze sono tutti fattori “amici” degli acari e, dunque, delle allergie dei bambini.

I consigli utili

Proteggere i più piccolo, comunque, è possibile. Come? Innanzitutto è bene imparare ad aprire le finestre per qualche minuto almeno due-tre volte al giorno, cercando di evitare le ore più trafficate della giornata. In secondo luogo, è importante cambiare le lenzuola una volta alla settimana, per evitare che si accumuli polvere. Per lo stesso motivo sono da preferire le doghe in legno.

Si può ricorrere anche al “vaccino”

Secondo gli esperti esiste, poi,un’arma molto potente nella lotta alle allergie da acaro: l’immunoterapia specifica: si tratta di una cura che desensibilizza progressivamente l’organismo agli acari, trasformandoli da nemici in sostanze innocue o quasi. “L’immunoterapia specifica (Ait) è una soluzione sempre più consigliata e sicura per limitare nel tempo i sintomi e contenere l’asma” conferma Canonica.

 

In breve

NIENTE TAPPETI

Per ridurre il rischio di allergie da acari è utile anche evitare il più possibile i ricettacoli di polvere, come tappeti, cuscini e tendaggi pesanti.

Pubblicato il 7.1.2015 Aggiornato il 7.1.2015
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti