Allergie: attenzione all’aria di casa

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 27/04/2015 Aggiornato il 27/04/2015

Nel 16% dei casi le allergie si sviluppano a causa di sostanze presenti nell’aria di casa. Ecco quali sono i “nemici” più pericolosi e come combatterli

Allergie: attenzione all’aria di casa

La primavera rappresenta una delle stagioni più insidiose per le persone che soffrono di allergie. Tuttavia, a differenza di quanto si pensa comunemente, la colpa di starnuti, naso gocciolante e occhi rossi, non è sempre e solo dei pollini. In 16 casi su 100 a scatenare le allergie sono sostanze presenti dentro casa, come muffe e acari, che purtroppo non hanno una “stagionalità”. Ecco perché in queste situazioni l’allergia è praticamente una costante.

I sintomi più comuni

Secondo una ricerca condotta recentemente da Assosalute, Associazione nazionale farmaci di automedicazione, su un campione 1.000 italiani di età compresa fra i 18 e i 64 anni, il 16% delle persone soffre inesorabilmente di allergie tutte le primavere. I sintomi più comuni? Sicuramente gli starnuti (56%) e il fastidio agli occhi (53,4%). Anche il prurito nasale e la lacrimazione (oltre 45%), però, non sono affatto rari. Oltretutto le allergie non si limitano a causare sintomi fisici, ma incidono pesantemente anche sulla qualità di vita. Basti pensare che, proprio per colpa di questa problematica, quasi il 40% dei partecipanti ha ammesso di non dormire bene la notte, il 28,3% di soffrire di scarsa concentrazione e il 26% di rinunciare addirittura di trascorrere del tempo all’aria aperta.

Come difendersi da acari e muffe

I nemici dei soggetti allergici, però, non sono solo i pollini. Non bisogna dimenticare il ruolo di alcune sostanze “disperse” nell’aria indoor, in particolare gli acari della polvere e le muffe. Ecco allora alcuni consigli per limitare i rischi. Cercare di prevenire le muffe, mantenendo la casa il più possibile asciutta e riducendo l’accumulo di umidità. Per esempio, aprendo le finestre mentre si cucina e dopo aver fatto il bagno, usando un deumidificatore, asciugando le pareti della doccia dopo essersi lavati, togliendo subito gli indumenti bagnati dalla lavatrice.

  • Ricoprire i materassi e i cuscini con fodere anallergiche e cercare di ridurre l’uso di tappeti, tendaggi e moquette.
  • Pulire con regolarità le superfici su cui possono depositarsi acari e allergeni (moquette, libreria, mobili)
  • Non accumulare carta, dove si possono insidiare allergeni, e utilizzare contenitori specifici per i rifiuti.
  • Lavare gli animali domestici una volta alla settimana, così da rimuovere gli allergeni dal loro pelo.
  • Controllare condizionatori e deumidificatori, perché nei loro filtri e condotti possono annidarsi acari, polveri, muffe, sostanze di varia origine responsabili di numerose allergie e problemi respiratori.
  • Non ostruire le grate dei condizionatori.
  • Usare prodotti per la pulizia naturali, perché alcune sostanze presenti nelle loro formulazioni, come disinfettanti, detergenti, sgrassanti, lucidi per mobili, possono rilasciare sostanze chimiche irritanti. In ogni caso, quando li si utilizza, aprire sempre le finestre.
  • Non lasciare accesi apparecchi elettronici, specie ad alto voltaggio, negli ambienti più frequentati: comportano l’emissione di campi elettromagnetici e ozono (ossigeno triatomico O3), che può risultare nociva.

 

In breve

QUANDO SERVONO I FARMACI

Per combattere i fastidi provocati dalle allergie si può ricorrere ai farmaci da automedicazione. Per esempio, contro i sintomi del “raffreddore da fieno” si può ricorrere ad antistaminici a uso topico (spray nasali e colliri) o orale. Si possono anche impiegare farmaci vasocostrittori con funzione decongestionante e i prodotti per l’igiene nasale (soluzioni saline isotoniche e ipertoniche). Specialmente nel caso dei bambini, comunque, è sempre bene chiedere consiglio al medico e/o al pediatra prima di assumere medicinali.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Bimbo di 16 mesi molto vivace: che fare?
16/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' normale che a 16 mesi il bambino voglia misurarsi con le sue nuove capacità psicomotorie: quello che gli si deve impedire è di farsi male, ma in generale è meglio non eccedere con i no.  »

Dubbi sulla lunghezza della circonferenza cranica
15/07/2019 Gli Specialisti Rispondono

La valutazione dell’andamento della crescita del cranio è un dato molto importante nel primo anno di vita e deve essere confrontato con il peso, la lunghezza e più genericamente con lo sviluppo globale del bambino.  »

Quanto peserà il mio bambino?
21/06/2019 Gli Specialisti Rispondono

L'ecografia fornisce una stima del peso del bambino, che va considerata con prudenza in quanto il margine di errore in più o in meno è circa del 10 per cento. Indicare quanto peserà esattamente il bambino alla nascita non è dunque possibile.   »

Fai la tua domanda agli specialisti