Calendario fioriture e allergie stagionali: i rimedi utili

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Michele Miraglia Del Giudice - Professore specialista in Pediatria

Con l'arrivo della primavera i sintomi delle allergie respiratorie si fanno sentire di più a seconda di quando iniziano a diffondersi alcuni allergeni in base alle fioriture.

Calendario fioriture e allergie stagionali: i rimedi utili

Le allergie stagionali comportano manifestazioni allergiche che si verificano in determinati periodo dell’anno perché sono legate ad allergeni stagionali, solitamente pollini di piante che fioriscono in primavera. Ci sono anche allergie stagionali estive, autunnali e invernali, a seconda del periodo di fioritura.

Conoscere il calendario delle fioriture è utile per sapere quando si è più a rischio, quindi per assumere i rimedi contro i sintomi che si presentano e i farmaci suggeriti dall’allergologo.

Calendario fioriture per periodo e regioni

Ecco il calendario delle fioriture, in cui compaiono le piante che causano più spesso problemi di allergie stagionali, diffondendo nell’aria i pollini che sono causa di disturbi allergici.

Graminacee: da fine aprile a settembre

La caratteristica di queste piante è la tipica forma “a spiga” di specie come mais, segale, erba mazzolina e loglio.

Le graminacee sono diffusissime in Italia perché si adattano a qualsiasi clima e alle variazioni del clima, sono molto resistenti e si trovano soprattutto nell’Italia del Nord, un po’ meno nel Centro e nelle Isole dove sono comunque presenti.

La fioritura dura per un lungo periodo, così come la capacità di causare allergia:

  1. al Nord i pollini sono diffusi da fine aprile fino a settembre
  2. al Centro da aprile a luglio e quindi a settembre, perché con il caldo intenso la fioritura si riduce.
  3. al Sud i fastidi si avvertono da fine marzo a luglio, quindi a settembre.

L’aumento della temperatura fa sì che anche al Centro e al Nord le graminacee già a marzo inizino a produrre pollini, quindi a scatenare i sintomi nelle persone sensibili alle allergie.

Nocciolo: da dicembre a marzo

Questa pianta a fusto medio-bassa fiorisce da dicembre a marzo. È diffusa un po’ ovunque in Italia nelle zone pianeggianti e collinari, nelle isole soprattutto nelle aree montane. Provoca soprattutto rinite e chi ne è allergico deve prestare attenzione perché potrebbe risultare anche predisposto ad allergie alimentari per i cibi che contengono le nocciole

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Parietaria: da febbraio a ottobre

È una pianta erbacea spontanea, bassa, con foglie allungate color verde intenso. Si adatta a qualsiasi ambiente crescendo in boschi, sentieri, alla base di muri a secco, ai margini delle strade. Fiorisce per un lunghissimo periodo, soprattutto con i cambiamenti climatici, da febbraio fino all’autunno.

Il periodo in cui crea allergia è quindi molto ampio, tanto che gli esperti mettono in guardia le persone sensibili che, con il clima caldo e secco, possono iniziare ad avvertire fastidi già a metà febbraio.

Betulla: da febbraio ad aprile-maggio

È una pianta o, meglio, un gruppo di piante a fusto alto e legnoso oppure basse a cespuglio. Le betulle vivono soprattutto nelle zone appenniniche fino a 1700 metri e nella Pianura Padana.

Privilegiano i climi temperati e freddi, fiorendo da febbraio ad aprile, che sono i mesi più critichi per chi soffre di allergia alla betulla. La produzione cessa prima dell’estate, quindi è possibile andare incontro a un miglioramento dei sintomi.

Cipresso: da febbraio ad aprile

Resistente, a fusto alto, cresce bene in ambienti e climi diversissimi, anche con freddo intenso e siccità. Fanno parte della famiglia del cipresso anche la tuia, il ginepro e la sequoia. Il cipresso e le altre piante della sua specie, oltre che rinite e starnuti, possono provocare forme di asma allergico nei soggetti più sensibili.

La pollinazione, e quindi il periodo più a rischio, va da febbraio ad aprile.

Olivo: da marzo ad agosto

È un sempreverde, di altezza variabile, con tronco grigiastro e irregolare, diffuso soprattutto nelle regioni mediterranee e in generale nelle zone con clima caldo-temperato. “Parenti” dell’olivo, che appartengono quindi alla famiglia delle oleacee, sono il frassino, il ligustro, il gelsomino e altre.

Producono pollini da aprile (con il caldo intenso, già a marzo) fino a giugno al Nord e al Centro Italia, mentre al Sud il periodo critico si spinge fino all’estate inoltrata.

Platano: da marzo a maggio

Fa parte di una famiglia di piante legnose ad alto fusto, utilizzate da tempo sia per il legname sia a scopo ornamentale nelle città per valorizzare piazze e viali, oltre che per assicurare ombra e frescura.

Il platano è una pianta resistente, che cresce bene anche se piove poco e l’ambiente è inquinato. In tutta Italia il periodo più critico per chi è allergico al platano è tra aprile e maggio, ma i più sensibili possono avere problemi di allergia già a marzo.

Sintomi nei bambini

Nel periodo delle allergie stagionali, i bambini possono esser soggetti a diversi sintomi, dovuti all’inalazione del pollini e al contatto degli stessi con le mucose degli occhi e delle prime vie aeree.

Se il bambino con le allergie stagionali è soggetto a oculorinite allergica, compaiono starnuti a salve, anche dieci o venti consecutivamente, fino alla mancanza di respiro.

Il naso è chiuso, soggetto ad abbondante scolo e compare una sensazione di solletico in gola. Gli occhi lacrimano e non sopportano la luce. Infine, possono comparire mal di testa e sensazione di disturbo all’orecchio.

Nel caso in cui il piccolo abbia problemi di allergia ai bronchi, compaiono sintomi asmatici con colpi di tosse secca e fastidiosa, sensazione di mancanza d’aria e respiro sibilante.

I segnali possono diventare più seri e il bambino ha difficoltà a respirare e a muoversi. Questo si verifica perché, se il bambino inspira i pollini verso i quali è sensibile, i bronchi irritati si restringono, si infiammano e producono grandi quantità di muco.

Il passaggio dell’aria viene quindi ostacolato e il soggetto avverte un senso di soffocamento. L’organismo cerca allora di correre ai ripari, aumentando la frequenza cardiaca e quindi la respirazione per catturare quanta più aria e ossigeno è possibile.

Rimedi utili

Esistono diversi modi per controllare le allergie stagionali. Vanno stabiliti dall’allergologo dopo la visita e i test specifici (come il Prick test o il Rast) per individuare l’allergene responsabile.

Per le manifestazioni asmatiche, il trattamento per risolvere la crisi impiega farmaci broncodilatatori, che permettono la distensione dei bronchi contratti. Per i bambini i più indicati sono i beta2-stimolanti, poiché provocano minori effetti collaterali, a patto che vengano somministrati nelle dosi prescritte dallo specialista.

Se i disturbi non riescono a essere controllati, l’allergologo prescrive cortisonici per aerosol, che presentano pochi effetti collaterali, oppure anti-leucotrieni.

In caso di oculorinite e pollinosi si impiegano spray che, vaporizzati nelle narici, calmano gli starnuti e le secrezioni nasali. Sempre sotto forma di spray sono disponibili antistaminici e cortisonici: la scelta è affidata allo specialista a seconda dell’efficacia del controllo dei sintomi.

Tra i rimedi naturali troviamo:

  • il ribes nigrum in macerato glicerico che va somministrato in gocce
  • la malva in decotto, efficace per la sua azione lenitiva e calmante.

È importante ricordare che anche prima di assumere qualsiasi rimedio naturale per le allergie stagionali dei bambini si deve chiedere al medico.

Il perché dell’aumento dei casi di allergie

Secondo dati recenti, negli ultimi anni i disturbi allergici e respiratori in tutto il mondo sono aumentati del 30%.

Le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevedono che, nel 2050 il 50% dell’intera popolazione mondiale sarà colpita da allergie, in modo particolare i bambini. I motivi sono diversi.

L’esposizione ai pollini nei primi mesi di vita e perfino già durante la vita intrauterina aumenterebbe la probabilità di essere soggetti ad asma e a manifestazioni allergiche respiratorie. Un rischio concreto, considerando che in Italia l’81,4% dei bambini vive in zone inquinate da polveri sottili, il 100% in 8 regioni: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Trentino e Veneto.

Anche il clima gioca un ruolo importante. “Il riscaldamento globale provoca in molte aree del mondo un’anticipazione della comparsa delle allergie stagionali” spiega il professor Michele Miraglia del Giudice, docente di Pediatria, di Allergologia e Pneumologia all’Università Vanvitelli di Napoli. “Le temperature mediamente più elevate favoriscono un aumento della concentrazione di biossido di carbonio, che favorisce la maggiore produzione di polline da parte di betulla e ambrosia”. Anche le concentrazioni dell’ozono peggiorano la rinite allergica e l’asma, oltre a manifestazioni cutanee come la dermatite atopica.

È quindi importante parlare con il pediatra e, in seguito, con uno specialista in allergologia pediatrica, se il bambino inizia a manifestare sintomi oppure se i disturbi vanno incontro a un peggioramento.

 
 
 

In breve

Le allergie respiratorie stagionali sono in aumento rispetto agli anni passati, anche per colpa dell’inquinamento dell’aumento medio delle temperature. Si deve parlare con il medico per capire come affrontarle se il proprio figlio ne soffre.

Pubblicato il 13.3.2026 Aggiornato il 13.3.2026
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