Rast test: cos’è e come funziona

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli

Si tratta di un esame di laboratorio che si effettua su un campione di sangue, in caso di sospetta allergia. Serve a scoprire a quali sostanze specifiche l'organismo è sensibile.

Rast test: cos’è e come funziona

Il RAST test (o test di radioallergoassorbimento) è un esame che serve a valutare la quantità di IgE (immunoglobuline E) specifiche, cioè gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario contro un determinato allergene.

Questi anticorpi possono essere prodotti, per esempio, contro alcune tipologie di pollini (betulla, graminacee), oppure contro particolari tipi di muffe o contro gli acari della polvere e altre sostanze. In condizioni normali le IgE sono presenti in quantità molto basse; un livello più elevato può indicare la presenza di un’allergia.

Il test viene effettuato su un campione di sangue ottenuto tramite prelievo venoso; non è necessaria una preparazione specifica, come il digiuno o la sospensione dei farmaci abituali. Tuttavia, è preferibile seguire le indicazioni del medico riguardo all’eventuale sospensione di antistaminici o cortisonici prima dell’esame.

Come funziona

Il RAST test è un esame di laboratorio che permette di individuare la presenza di IgE specifiche nel sangue, cioè anticorpi diretti contro singoli allergeni. Il principio alla base è una reazione immunologica controllata: il campione di sangue del paziente viene messo a contatto, in laboratorio, con sostanze allergeniche selezionate (come pollini, alimenti o acari).

Se nel sangue sono presenti IgE specifiche per uno di questi allergeni, si legheranno ad esso formando un complesso rilevabile tramite tecniche di analisi. Il risultato viene espresso in valori quantitativi o in classi (da 0 a 6), che indicano il livello di sensibilizzazione: più alto è il valore, maggiore è la probabilità che il soggetto sia allergico a quella sostanza.

È importante sottolineare che il test non misura la gravità dei sintomi, ma solo la risposta immunitaria, motivo per cui i risultati devono sempre essere interpretati dal medico insieme alla storia clinica del paziente.

RAST test completo

Quando si parla di “RAST test completo” si fa generalmente riferimento a pannelli di analisi che includono un ampio numero di allergeni, sia inalanti sia alimentari. Questi pannelli possono comprendere pollini, acari della polvere, muffe, peli di animali e diversi alimenti comuni.

Si tratta di una soluzione utile soprattutto nei bambini o nei casi in cui non sia chiara la causa dei sintomi allergici.

Oggi però si tende a preferire un approccio mirato, selezionando gli allergeni da testare in base ai sintomi e all’anamnesi, per evitare risultati poco significativi o falsi positivi. Un pannello troppo ampio, infatti, può evidenziare sensibilizzazioni che non hanno una reale rilevanza clinica.

Proteine del latte

Il RAST test è frequentemente utilizzato anche per indagare le allergie alimentari, tra cui quella alle proteine del latte vaccino, particolarmente comune nei neonati e nei bambini piccoli. In questo caso il test ricerca IgE specifiche contro diverse componenti del latte, come caseina, alfa-lattoalbumina e beta-lattoglobulina.

Questa distinzione è importante perché può fornire indicazioni più precise sul tipo di allergia e sulla sua possibile evoluzione nel tempo. Ad esempio, alcuni bambini possono essere sensibili solo a determinate proteine e tollerare il latte cotto o prodotti derivati.

Anche in questo caso, i risultati devono essere interpretati con cautela e integrati con l’osservazione clinica e, quando necessario, con altri test diagnostici.

Il RAST test è mutuabile?

Il RAST test può essere effettuato tramite il Servizio Sanitario Nazionale, ma solo se prescritto dal medico curante o da uno specialista con un’indicazione clinica appropriata. In questi casi, l’esame è accessibile pagando il ticket previsto, che può variare in base alla regione e alla struttura, oppure gratuitamente per chi ha diritto all’esenzione (ad esempio per età, reddito o patologie specifiche).

È importante sapere che il test non viene generalmente prescritto come screening preventivo, ma solo quando esiste un sospetto fondato di allergia. Inoltre, per ogni impegnativa può essere previsto un numero limitato di allergeni testabili, motivo per cui spesso il medico seleziona quelli più rilevanti in base ai sintomi del paziente.

Quando farlo

Il RAST test è indicato quando si sospetta una reazione allergica e si desidera individuare con precisione la sostanza responsabile. Può essere prescritto dal medico in presenza di sintomi ricorrenti come rinite, congiuntivite, tosse persistente, difficoltà respiratorie o manifestazioni cutanee come orticaria ed eczema.

Nei bambini è particolarmente utile anche in caso di sospette allergie alimentari, che possono manifestarsi con disturbi gastrointestinali (come vomito o diarrea), irritabilità o problemi della pelle.

Questo esame risulta particolarmente vantaggioso quando non è possibile eseguire i test cutanei (prick test), ad esempio nei neonati, nei bambini molto piccoli, in presenza di dermatiti estese o quando il paziente assume farmaci che possono interferire con i risultati. Può inoltre essere utile nei casi in cui i sintomi non siano chiaramente riconducibili a un singolo allergene o quando si voglia monitorare nel tempo l’evoluzione di una sensibilizzazione allergica.

È importante ricordare che il test non va eseguito in modo “preventivo” o senza una reale indicazione clinica: la sua utilità è massima quando viene inserito all’interno di un percorso diagnostico guidato dal pediatra o dall’allergologo, che valuterà se e quali allergeni testare in base ai sintomi e alla storia del bambino.

Elenco alimenti

Nel contesto delle allergie alimentari, il RAST test può essere utilizzato per analizzare la presenza di IgE specifiche verso numerosi alimenti. In genere, gli allergeni più frequentemente testati sono quelli che provocano più comunemente reazioni, soprattutto nei bambini.

Tra gli alimenti più spesso inclusi nei pannelli allergologici troviamo:

  • latte vaccino (e proteine del latte come caseina, alfa-lattoalbumina, beta-lattoglobulina)
  • uovo (albume e tuorlo)
  • grano e altri cereali contenenti glutine
  • soia
  • arachidi
  • frutta a guscio (come nocciole, noci, mandorle)
  • pesce
  • crostacei e molluschi
  • pomodoro
  • kiwi
  • fragola

Non tutti questi alimenti vengono testati automaticamente: la scelta dipende sempre dai sintomi, dall’età del bambino e dalla sua storia clinica. Nei lattanti, ad esempio, l’attenzione si concentra soprattutto su latte e uovo, mentre nei bambini più grandi possono emergere allergie ad altri alimenti.

Bisogna poi considerare che il riscontro di IgE specifiche verso un alimento non equivale sempre a una vera allergia clinica: in alcuni casi si tratta di una semplice sensibilizzazione, che non provoca sintomi. Per questo motivo, i risultati del test devono sempre essere interpretati dal pediatra o dall’allergologo, che potrà eventualmente consigliare ulteriori approfondimenti o una dieta di esclusione mirata.

Valori di riferimento

I risultati del RAST test vengono generalmente espressi in classi, che vanno da 0 a 6, oppure in valori numerici che indicano la quantità di IgE specifiche presenti nel sangue. La classe 0 corrisponde ad un’assenza di sensibilizzazione, mentre le classi più alte indicano una maggiore presenza di anticorpi verso un determinato allergene. In linea generale, si considera:

  • classe 0: negativo
  • classe 1: sensibilizzazione molto bassa
  • classe 2: sensibilizzazione lieve
  • classe 3: sensibilizzazione moderata
  • classi 4–6: sensibilizzazione elevata

È importante però sottolineare che questi valori non indicano automaticamente la gravità dei sintomi: una persona può avere valori elevati senza manifestare reazioni significative, così come può avere sintomi evidenti con livelli più bassi. Il test misura infatti la risposta immunitaria, non l’intensità clinica dell’allergia.

Differenza tra RAST test e prick test

Il RAST test e il prick test sono due strumenti utilizzati per la diagnosi delle allergie, ma si basano su modalità diverse. Il prick test è un esame cutaneo che consiste nell’applicare piccole quantità di allergeni sulla pelle (di solito sull’avambraccio) e valutare l’eventuale comparsa di una reazione locale, come un pomfo o un arrossamento. È un test rapido, con risultato immediato, ed è spesso utilizzato come primo livello di indagine.

Il RAST test, invece, è un esame del sangue che misura le IgE specifiche in laboratorio. Risulta particolarmente utile quando il prick test non è eseguibile, ad esempio nei bambini molto piccoli, in presenza di dermatiti estese o quando si assumono farmaci che possono interferire con i test cutanei. Non comportando un’esposizione diretta della pelle agli allergeni, è considerato più sicuro nei soggetti con reazioni allergiche potenzialmente severe.

In molti casi, i due test non sono alternativi ma complementari: il medico può scegliere di utilizzarli insieme per ottenere un quadro diagnostico più completo e affidabile.

 
 
 

In breve

Le allergie a pollini, acari, alimenti e altre sostanze possono essere confermate dal RAST test, spesso usato in combinazione con altri esami: i risultati, però, devono sempre essere interpretati da un medico.

 

Pubblicato il 30.4.2026 Aggiornato il 4.5.2026
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