Il 3% dei bambini soffre di allergie alle proteine del latte vaccino

Redazione A cura di “La Redazione”

Aumentano i casi di allergie alle proteine del latte vaccino (Pvl), soprattutto tra i bambini con meno di un anno di vita e nei neonati allattati al seno. I consigli degli esperti 

Il 3% dei bambini soffre di allergie alle proteine del latte vaccino

Le allergie alle proteine da latte vaccino possono avere conseguenze anche importanti: dai ricorrenti disturbi gastrointestinali con vomito, rigurgito e dolori addominali, a episodi che coinvolgono le vie aeree con tosse insistente, secrezione nasale e difficoltà respiratorie, fino a reazioni cutanee con eczemi, orticarie, angioedemi (gonfiori) e, nei casi più gravi, shock anafilattico.

Presenti nel latte materno e in formula

Spiega il dottor Giuseppe Mele, pediatra e presidente di Paidòss, l’Osservatorio nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza: “Le proteine del latte vaccino, contenute anche nel latte artificiale, non sottoposte a processo di idrolizzazione rappresentano una delle cause principali di allergie alimentari nei bambini piccoli con un picco di prevalenza del 2-3% nel primo anno di vita, mentre nei neonati allattati al seno materno il problema insorge a causa del passaggio di queste sostanze dalla dieta materna al latte”.

Eliminarle dalla dieta

Prosegue il dottor Mele: “Se in seguito all’esecuzione di esami specifici per la ricerca delle IgE specifiche (immunoglobuline) o al prick test cutaneo da eseguirsi non prima dei 3 mesi, viene accertata un’allergia alle proteine del latte, occorre eliminare dalla dieta del picoclo queste sostanze e, a seconda dell’età del bambino, della sintomatologia e dell’eventuale presenza di altre allergie alimentari, introdurre una formula sostitutiva estensivamente idrolizzata (Ens), con idrolizzati di caseina o di proteine del siero per risolvere gli episodi di rigurgito ed evitare le intolleranze secondarie”.

Fino all’anno di età

“La dieta di esclusione – conclude Giuseppe Mele –  è indicata almeno per i primi 6 mesi e, se necessario, fino all’età di 9-12 mesi. I bambini con reazioni immediate gravi devono seguire la dieta di esclusione anche fino ai 18 mesi di vita prima di riprendere un’alimentazione normale, previa ripetizione del test per le allergie IgE specifiche”.

 
 
 

In breve

DOVE SI TROVANO LE PROTEINE DEL LATTE

Le proteine del latte (Pvl) sono contenute non solo nel latte vaccino, compreso quello artificiale, ma anche nei latticini e nei formaggi. Spesso sottovalutate o misconosciute per la variabilità dei sintomi ma anche per le manifestazioni assimilabili anche ad altre cause, l’allergia da proteine da latte vaccino può avere implicazioni importanti che richiedono approfondimenti clinici e di laboratorio per definire con certezza il tipo di allergia e impostare la terapia giusta. 

Pubblicato il 13.5.2019 Aggiornato il 14.5.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Piccolissima che non “aggancia lo sguardo”

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita.   »

Pancione che si indurisce molto alla 27 settimana di gravidanza: che fare?

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale.   »

C’è un test prenatale per verificare la paternità?

23/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Cristiana De Petris

Esiste un test prenatale che si effettua sul sangue della madre che permette di identificare il padre del bambino. Per l'esame, serve comunque anche un campione di sangue di uno dei due presunti padri.   »

Calendario mestruale: come si usa per rimanere incinta?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti