Prevenire le allergie ai pollini: ecco come aiutare i bambini

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 17/05/2021 Aggiornato il 17/05/2021

In primavera, estate e perfino in autunno è importante adottare strategie semplici ma essenziali per prevenire le allergie ai pollini nei bambini

Prevenire le allergie ai pollini: ecco come aiutare i bambini

Dalla primavera fino a tutta l’estate e, qualche volta, per alcune settimane in autunno l’aria è satura di pollini, prodotti dalle piante nel periodo della fioritura. Le persone più sensibili in questo periodo sono soggette a starnuti, lacrimazione e bruciore agli occhi, pizzicore al naso, difficoltà di concentrazione. Succede perché i pollini, inalati durante gli atti respiratori, entrano in contatto con la mucosa degli occhi, del naso e della gola. Sono così piccoli e leggeri che riescono a raggiungere la parte terminale dei bronchi, dove avvengono gli scambi anidride carbonica-ossigeno, infiammando la mucosa. Almeno un bambino() su quattro è soggetto a pollinosi, con tutti i fastidi che conseguono. È possibile curare i sintomi ma soprattutto è essenziale prevenire le allergie ai pollini.

Efficaci misure di prevenzione

Adottare determinate strategie comportamentali può aiutare a prevenire l’insorgenza di disturbi allergici nei bambini. È importante iniziare già durante la gravidanza, soprattutto se in famiglia ci sono già persone soggette a queste manifestazioni.

– Durante la gestazione, la mamma dovrebbe quindi smettere di fumare e cercare di non esporsi al fumo passivo.

– Installare filtri speciali utili per ridurre il più possibile l’esposizione agli allergeni durante i viaggi o anche in casa. Si possono far applicare all’impianto di climatizzazione dell’auto o della propria abitazione e sono in grado di catturare anche i pollini più piccoli.

– Per la passeggiata del bambino è meglio scegliere le ore mattutine o serali, quando la concentrazione dei pollini nell’aria è minore. Le passeggiate vicino alle aree verdi sono concesse a patto che non sia una giornata di vento e che non siano stati effettuati da poco lavori di manutenzione con taglio di erba, piante o cespugli, che favoriscono la dispersione di pollini.

– Se è in arrivo un temporale, meglio restare a casa: l’aria secca ed elettrica rende i pollini ancora più leggeri e volatili. Dopo la pioggia, invece, l’aria è più pulita perché l’acqua trascina con sé gli allergeni verso il terreno.

– Nella scelta di un luogo per le vacanze, per prevenire le allergie ai pollini va tenuto presente che nelle località di mare la presenza di vento costante limita gli allergeni. Anche l’alta montagna, oltre i 1.500 metri, è una località salubre per gli allergici.

– A fine giornata, una rapida doccia prima di coricarsi, con lavaggio dei capelli, libera dai pollini che quindi non si depositano su lenzuola e cuscini, causando sintomi nelle ore notturne.

Ricorrere alle cure adeguate

È quindi importante prevenire le allergie ai pollini, ma altrettanto lo è tenerle sotto controllo con le cure adeguate. Se il bambino ha problemi di starnuti e scolo nasale, con lacrimazione degli occhi, si possono utilizzare spray da vaporizzare nelle narici, che calmano starnuti e secrezioni. L’allergologo può anche prescrivere antistaminici e cortisonici, sempre in spray, in caso di sintomi più intensi, oppure l’immunoterapia: il vaccino si può somministrare per via sublinguale, nasale e bronchiale, è efficace per desensibilizzare contro gli allergeni responsabili dei disturbi e causa pochissimi effetti collaterali, oltre a essere ben accettato anche dai bambini più piccoli. È essenziale iniziare la somministrazione alcuni mesi prima della stagione in cui compaiono i pollini. I vaccini nasale e bronchiale vengono somministrati tramite inalazione nella cavità nasale o nelle vie bronchiali. Il vaccino sublinguale viene somministrato in compresse o in gocce da mettere sotto la lingua. Un altro vantaggio è che i genitori possono somministrare il farmaco al bambino anche a casa.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Se si ha il dubbio che il bambino sia allergico, è bene parlarne con il pediatra che potrà suggerire una visita dall’allergologo pediatrico. Oltre all’anamnesi, ossia la raccolta di informazioni sulla storia medica del bambino, si effettuano esami come lo Skin Prick Test, il dosaggio di IgE specifiche e totali verso l’allergene e i test di provocazione nasale e oculare

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Tic in una bimba di tre anni e mezzo

17/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dott. Leonardo Zoccante

In presenza di tic che compaiono all'improvviso è buona regola prima di tutto effettuare alcuni specifici esami del sangue e un tampone faringeo per la ricerca dello streptococco.  »

Bimba di 18 mesi che non vuole più il latte

16/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

A svezzamento completato, il latte non è più indispensabile: come ottima alternativa c'è lo yogurt.   »

Una gravidanza dopo aver smesso l'”anello”: quanto ci vuole?

13/06/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

La possibilità di rimanere incinta dopo aver smesso la contraccezione ormonale varia da donna a donna: generalizzare non si può.  »

Fai la tua domanda agli specialisti