Rinite allergica: sintomi, quanto dura e rimedi

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Riconoscerla è importante non solo per dare sollievo al bambino. Una rinite non controllata, infatti, può disturbare il sonno, la concentrazione e le attività quotidiane.

rinite allergica bambini

Naso che cola, starnuti a raffica, occhi che prudono e lacrimano. Nei bambini, la rinite allergica può assomigliare a un raffreddore che non passa, perlomeno all’inizio.

A differenza del raffreddore, però, non è causata da un virus: è una risposta del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue, come pollini, acari della polvere, muffe o allergeni degli animali.

Può essere stagionale, quando è legata soprattutto ai pollini, oppure presente durante tutto l’anno. Lavaggi nasali, farmaci, alcune semplici attenzioni a casa e all’aperto possono aiutare a controllare i sintomi.

Sintomi tipici

Le cause non sono ancora state definite con certezza, sebbene siano stati individuati alcuni fattori di rischio, come la predisposizione genetica e l’esposizione al fumo.

Nei bambini predisposti, la loro inalazione innesca una reazione infiammatoria delle prime vie respiratorie (essenzialmente la mucosa del naso) e degli occhi, che si manifesta con una combinazione di sintomi abbastanza caratteristica. I più frequenti sono:

  • starnuti consecutivi, detti anche “a salve”
  • naso che cola, con secrezioni generalmente molto acquose e limpide
  • naso chiuso e difficoltà a respirare attraverso le narici
  • prurito al naso, che può portare il bambino a strofinarlo spesso
  • bruciore, prurito, arrossamento e lacrimazione degli occhi, soprattutto quando è presente anche una componente di congiuntivite allergica
  • fastidio alla luce
  • sensazione di muco o solletico in gola o necessità di schiarirsi frequentemente la voce
  • tosse, che può comparire anche per il passaggio delle secrezioni dal naso alla gola.

Un elemento che può aiutare a distinguere la rinite allergica da un semplice raffreddore è la ricorrenza dei sintomi. Se, per esempio, il bambino comincia a starnutire e ad avere il naso che cola ogni primavera, oppure manifesta gli stessi disturbi quando è a contatto con la polvere o con un animale, è opportuno parlarne con il pediatra.

Spesso, nel tempo, la rinite evolve in asma.

Quanto dura

La durata della rinite allergica dipende soprattutto dall’allergene che la provoca e dalla frequenza con cui il bambino vi entra in contatto. Gli esperti distinguono innanzitutto tra rinite allergica stagionale e perenne.

  1. La rinite allergica intermittente o stagionale compare soprattutto nei periodi in cui sono presenti nell’aria i pollini a cui il bambino è sensibilizzato. I sintomi, quindi, tendono a ripresentarsi ogni anno nella stessa stagione e ad attenuarsi quando la concentrazione dei pollini diminuisce.
  2. La rinite allergica perenne, invece, può manifestarsi durante tutto l’anno, perché è legata ad allergeni presenti stabilmente nell’ambiente, come acari della polvere, muffe e allergeni degli animali.

Questa distinzione, però, non permette da sola di stabilire quanto dureranno i sintomi o con quale frequenza compariranno. Una rinite stagionale, per esempio, può dare disturbi solo in alcuni momenti, mentre una rinite perenne può avere periodi di maggiore o minore intensità.

A influenzare la durata e l’intensità dei disturbi, infatti, sono diversi fattori, come l’allergene responsabile, il livello di esposizione, la sensibilità individuale del bambino e l’efficacia delle strategie di prevenzione e di trattamento. Per questo non è possibile stabilire in anticipo quanto durerà un episodio di rinite: l’andamento può essere molto diverso da un bambino all’altro.

Scopri qui il nostro approfondimento sull’allergia agli acari della polvere

Come si riconosce

Riconoscere i sintomi di una rinite allergica è importante non solo per dare sollievo al bambino.

Una rinite non controllata, infatti, può avere conseguenze importanti, in particolare può disturbare il sonno, la concentrazione e le attività quotidiane, come quelle scolastiche e sportive.

In caso di dubbi, dunque, è importante rivolgersi al pediatra. Quando indicato, il medico può richiedere una valutazione allergologica e test specifici per individuare gli allergeni responsabili.

I rimedi più efficaci: dai lavaggi nasali agli antistaminici e cortisonici

Il trattamento della rinite allergica nei bambini varia in base all’età, alla causa, alla frequenza dei sintomi e alla loro intensità. Per questo è importante evitare il fai da te e seguire le indicazioni del medico.

Spesso sono indicati i lavaggi nasali con soluzione fisiologica o salina perché aiutano a rimuovere il muco e le particelle allergeniche dalla mucosa nasale, migliorando la congestione.

Il medico potrebbe consigliare anche una cura farmacologica. Fra i farmaci più utilizzati ci sono i decongestionati in spray, che riducono l’irrorazione sanguigna della mucosa nasale, dando sollievo immediato.

Nelle situazioni più complesse o quando i sintomi non si attenuano, il medico può valutare l’impiego di un antistaminico, generalmente scegliendo molecole di seconda generazione, meno sedative. Si trovano sottoforma di spray e soluzioni orali e vanno usati una o due volte al giorno per  più cicli.

Quando la rinite è persistente o i sintomi sono più importanti si potrebbe ricorrere ai corticosteroidi nasali, che agiscono direttamente sull’infiammazione della mucosa nasale.

In alcuni casi, quando un singolo trattamento non è sufficiente, lo specialista può optare per una terapia combinata.

Per i bambini con allergia documentata e sintomi significativi non adeguatamente controllati, il medico può inoltre prendere in considerazione l’immunoterapia allergene-specifica, che mira a modificare la risposta dell’organismo nei confronti dell’allergene responsabile.

Consigli pratici per ridurre i segni dell’allergia in casa e all’aperto

Ridurre l’esposizione agli allergeni è una parte importante della gestione della rinite, anche se eliminarli completamente dall’ambiente non è sempre possibile.

Per gli acari della polvere

  • Lavare lenzuola, federe e coperte regolarmente, preferibilmente a 60 °C quando i materiali lo consentono
  • Utilizzare coprimaterasso e copricuscino antiacaro per creare una barriera tra il bambino e gli allergeni
  • Ridurre tappeti, moquette, peluche e tende pesanti nella cameretta, perché possono trattenere polvere e acari
  • Lavare spesso i peluche e tenere lontani dal letto quelli che non possono essere lavati
  • Spolverare con un panno umido per evitare di sollevare la polvere nell’aria
  • Passare regolarmente l’aspirapolvere, preferibilmente con un apparecchio dotato di filtro HEPA
  • Mantenere la camera fresca e poco umida: gli acari proliferano più facilmente negli ambienti caldi e umidi
  • Evitare di accumulare oggetti e tessili sul letto, dove possono raccogliere polvere.

Se il bambino è allergico agli acari della polvere, può essere utile concentrarsi soprattutto sulla camera da letto. Gli acari proliferano negli ambienti caldi e umidi e si concentrano in particolare in materassi, cuscini, biancheria, tappeti e mobili imbottiti.

Per i pollini

  • Nelle ore centrali della giornata chiudere le finestre e i finestrini dell’auto
  • Quando il bimbo esce all’aperto, fargli indossare un paio di occhiali scuri
  • Tenere sempre fuori o sempre in casa gli animali domestici
  • Non far passeggiare il piccolo in campi o giardini in cui l’erba è stata tagliata da poco
  • Quando si rientra a casa, cambiare e lavare il bimbo per eliminare i pollini che si sono attaccati ai vestiti e ai capelli
  • Non stendere le lenzuola all’aperto per evitare che raccolgano pollini
  • Limitare le attività all’aperto nelle fasce orarie o nelle condizioni ambientali più sfavorevoli, seguendo i calendari e bollettini pollinici della propria zona.

Per le muffe

  • In casa mantenere un tasso di umidità intorno al 50-55%, se serve anche usando deumidificatori o umidificatori
  • Se la casa non è dotata di un impianto di ventilazione meccanica, aerare con frequenza le stanze, almeno una volta al giorno
  • Eliminare le eventuali macchie alle pareti con gli appositi prodotti o con acqua e candeggina
  • Rimuovere il materiale organico in decomposizione vicino alle abitazioni.

Per gli animali domestici

  • Tenere l’animale fuori dalla cameretta del bambino e limitarne la presenza nelle stanze più utilizzate dal piccolo
  • Evitare che salga sul letto, sul divano o sui mobili imbottiti dove il bambino trascorre molto tempo
  • Lavare regolarmente la biancheria e i tessili con cui l’animale entra in contatto
  • Pulire frequentemente gli ambienti, utilizzando, se possibile, un aspirapolvere con filtro HEPA
  • Insegnare il bambino a lavare le mani dopo aver accarezzato l’animale, soprattutto prima di mangiare o andare a dormire
  • Quando possibile, spazzolare e pulire l’animale all’aperto
  • Ricordare che gli allergeni non si trovano soltanto nel pelo: possono essere presenti anche nella saliva, nelle scaglie di pelle e nell’ambiente.

Infine, attenzione al fumo di sigaretta: non è un allergene, ma è un irritante delle vie respiratorie e può peggiorare i disturbi nasali. Per un bambino con rinite, quindi è ancora più importante evitare l’esposizione al fumo.

 
 

In breve

La rinite allergica è una risposta infiammatoria delle mucose respiratorie, che si manifesta con starnuti consecutivi, naso chiuso e “gocciolante”, solletico alla gola e prurito al naso. Spesso compaiono anche bruciore e lacrimazione degli occhi. Le cure variano da bambino a bambino e possono comprendere lavaggi nasali, spray decongestionanti, antistaminici e/o corticosteroidi nasali. È importante anche seguire alcune strategie pratiche nella vita quotidiana per ridurre l’esposizione agli allergeni.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 1.10.2026 Aggiornato il 1.10.2026
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