Shock anafilattico: i 10 sintomi più comuni

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 15/01/2019 Aggiornato il 16/01/2019

Una puntura d’insetto, un cibo “vietato” o un farmaco: bastano pochi minuti per mettere a rischio la vita a causa di uno shock anafilattico. Di che cosa si tratta e come intervenire

Shock anafilattico: i 10 sintomi più comuni

Lo shock anafilattico da reazione allergica, soprattutto alimentare, è comune nei bambini ma non sempre viene riconosciuto subito. Ecco i segnali da osservare.  Nei bambini, fa sapere la Società italiana di allergologia e immunologia pediatrica (Siaip), la causa di shock anafilattico è riconducibile per oltre la metà dei casi ad allergia alimentare.

Attenzione alle allergie alimentari

Le allergie sono un problema molto diffuso, la rinocongiuntivite allergica ad esempio è presente nel 6,6% nei bambini di 6-7 anni di età e del 17,4% nei bambini di 13-14 anni di età; l’asma bronchiale colpisce nell’8,4%  bambini di 6-7 anni di età e nel 9,5% negli adolescenti di 13-14 anni di età; l’allergia alimentare nel 6% dei bambini. Questi dati non vanno affatto sottovalutati e sottostimati, visto che ancora oggi per allergia si continua addirittura a morire.

I campanelli d’allarme

Da parte degli allergologi pediatri arriva la raccomandazione di prestare molta attenzione ai campanelli d’allarme dello shock riconducibili nella maggior parte dei casi alla comparsa di orticaria angioedema (prurito con gonfiore) associata a sintomi respiratori o cardiovascolari oppure alla comparsa di sintomi in due o più distretti come quello cutaneo, respiratorio, cardiovascolare e gastrointestinale o ancora alla comparsa di ipotensione (pressione bassa).

Subito adrenalina in vena

In tutti questi casi occorre iniettare il prima possibile adrenalina per via intramuscolo, poiché lo shock può avvenire molto rapidamente e il più delle volte dei casi non si esce neppure ad arrivare in tempo al Pronto soccorso.

No ai test inutili

Secondo il dottor Roberto Bernardini, primario di pediatria dell’ospedale di Empoli e coordinatore dellaSiaip, alcuni test per le allergie sono privi di qualunque validità scientifica, provocano diagnosi errate e quindi un numero esponenziale di finti allergici. Tutto questo va a discapito dei pazienti stessi, in quanto sottoposti a diete sbagliate con conseguenze alterazioni nutrizionali, terapie mediche inutili con spreco di denari pubblici e con comparsa di effetti collaterali dovuti a farmaci usati impropriamente, nonché peggioramento della qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie, e a discapito di chi allergico lo è davvero e in modo anche grave.

Solo dagli allergologi

I genitori dovrebbero rivolgersi, in caso di sospetta allergia del loro bambino, a centri e pediatri specialisti nel settore e altamente qualificati che confermeranno o meno tale sospetto prescrivendo poi la corretta terapia farmacologica e la corretta dieta con un monitoraggio accurato del quadro allergico.

 

 

In breve

I 10 SINTOMI PIÙ COMUNI

Gli esperti dell’Aaito, l’Associazione allergologi immunologi territoriali ospedalieri, hanno stilato l’elenco dei 10 sintomi più comuni, che potrebbero indicare una reazione allergica alimentare: prurito al palmo delle mani e dei piedi, rossore e gonfiore generalizzato e orticaria, difficoltà respiratoria, dolori addominali, vomito e diarrea, abbassamento della voce e raucedine e infine debolezza da calo della pressione.

 

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