Sintomi delle allergie a farmaci e insetti

Redazione A cura di “La Redazione”

Le allergie possono manifestarsi con diversi disturbi e varie intensità. La manifestazione più grave è lo shock anafilattico, per cui occorre andare subito al Pronto soccorso

Allergie nei bambini: è importante individuarle presto

Cutanei

Orticaria, con pomfi o vescicole; eritema (cioè arrossamento e irritazione) da medicamento (per esempio, nel corso di una cura con antibiotici o antinfiammatori); eczema atopico (o dermatite atopica, che si manifesta con chiazze arrossate).

Gastrointestinali

Gonfiore improvviso delle mucose (i tessuti di rivestimento) esterne e interne della bocca; afte recidivanti in bocca; esofagite, cioè infiammazione dell’esofago (il condotto che va dalla bocca allo stomaco), che spinge il bimbo a rifiutare il cibo o a non inghiottirlo; reflusso gastroesofageo, che dà al bimbo malessere notturno; vomito, sintomo immediato che facilmente rimanda all’alimento allergizzante; diarrea, che si manifesta anche 24 ore dopo il contatto con l’allergenee quindi è più difficile da interpretare; malassorbimento, segnalato da pallore, anemia profonda, scarso accrescimento; dolori addominali ricorrenti, specie nel secondo e terzo anno di vita.

Respiratori

Respiro rumoroso, leggero russare, prurito al nasino, che spinge il bimbo a sfregare il nasino contro il cuscino (è la rinite allergica, che può comparire già nel primo anno di vita); otite media, specie nel primo anno, che lo fa piangere di notte e smettere se viene preso in braccio; laringite, cioè mal di gola, che si manifesta con accessi di tosse notturna spasmodica; asma, che si rivela con accessi di tosse secca di giorno e soprattutto di notte, fino ad arrivare a un sottile sibilo nel respiro.

Shock anafilattico

Non è un sintomo, ma la reazione immediata e improvvisa (anche se rara) dell’organismo: rappresenta una seria emergenza che porta alla perdita totale dei sensi. Occorre portare immediatamente il bambino al Pronto soccorso.

Pubblicato il 19.1.2015 Aggiornato il 27.1.2015
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Vaccino pertosse-difterite-tetano: quando farlo in gravidanza?

11/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato.   »

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti