Asma e bimbi: ecco perché a volte la cura non funziona

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/06/2016 Aggiornato il 27/06/2016

Sempre più diffusa, l’asma colpisce un bambino su 10. Le cure ci sono ma non sempre funzionano: ecco perché

Asma e bimbi: ecco perché a volte la cura non funziona

L’ asma è una malattia sempre più diffusa, caratterizzata dalla iperespressione di immunoglobuline E (IgE) in risposta ad allergeni ambientali quali acari della polvere, pollini e muffe. Colpisce il 10-12% della popolazione pediatrica: in pratica, un bambino su 10. E non sempre la cura funziona.

Sintomi sotto controllo

Le linee guida stabiliscono come obiettivo primario il controllo dei sintomi (difficoltà di respiro, tosse ricorrente, sibili), che ostacolano la qualità della vita, attraverso una cura efficace, per evitare l’insorgenza di frequenti riacutizzazioni che possono portare al ricovero o addirittura mettere a rischio la vita del piccolo malato.

Se manca la lipossina A4

Il problema, però, è che la cura per l’asma nei bambini non sempre funziona. Per capire perché, un gruppo di ricercatori italiani e francesi hanno condotto uno studio all’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibim-Cnr) di Palermo e hanno scoperto che uno dei motivi potrebbe essere il deficit di una sostanza chiamata lipossina A4 (LXA4), un agente biologico con proprietà antinfiammatorie e antifibrotiche. Nello studio è stato osservato che i bambini con asma grave avevano livelli inferiori di LXA4 nelle vie aeree rispetto a bambini con asma intermittente. Tutti i piccoli asmatici avevano livelli più elevati di leucotriene B4 (LTB4), una molecola che funge da “controregolatore” della LXA4, e un’espressione ridotta del recettore della lipossina: il FPR2/ALXR (formyl peptide receptors2-lipoxin receptor).

Cortisonici meno efficaci

Questo complesso è coinvolto nell’attivazione del recettore dei corticosteroidi, quindi esiste un legame fra questi e la LXA4 nella regolazione del processo infiammatorio. Questi dati dimostrano perché la cura per l’asma nei bambini non sempre funziona: questo meccanismo potrebbe essere alla base di una ridotta risposta alla terapia cortisonica a lungo termine, che potrebbe favorire la persistenza dell’infiammazione, il mancato controllo della malattia e la ridotta qualità della vita del bambino. I risultati di questo studio suggeriscono il ricorso a nuove strategie terapeutiche basate sulla combinazione di lipossine e corticosteroidi, allo scopo di potenziare gli effetti della cura e diminuirne il dosaggio.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mondo tra i 100 e i 150 milioni di persone soffrono di asma. La Global Initiative for Asthma stima che in Europa ci siano oltre 30 milioni di asmatici.

 

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Pancione: quali traumi (urti, colpi, pressioni) possono danneggiare il bambino?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Qualsiasi trauma addominale che provoca dolore deve essere sottoposto velocemente all'attenzione di un medico del pronto soccorso ostetrico.   »

Risvegli notturni dopo mesi di sonno tranquillo

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che a nove mesi inizino i risvegli notturni: possono esserne corresponsabili l'ansia da separazione e la dentizione.   »

Bimbo “atopico”: quali accorgimenti per controllare l’eczema?

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

La detrmatite atopica è una malattia cronica che va trattata con i farmaci (in particolare, creme cortisoniche) e controllata mettendo in pratica alcune strategie relative allo stile di vita.  »

Feto con un ventricolo cerebrale lievemente più grande

22/11/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Se le dimensioni dei ventricoli cerebrali sono maggiori dell'atteso, ma non superiori ai quelle ritenute normali non si è autorizzati a pensare a una patologia.   »

Fai la tua domanda agli specialisti