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I brividi nei bambini sono contrazioni muscolari involontarie che possono comparire in caso di freddo, febbre o infezioni.
Possono manifestarsi improvvisamente e provocare tremori alle braccia, alle gambe o a tutto il corpo.
Nella maggior parte dei casi sono una risposta naturale dell’organismo, ma è importante valutare i sintomi associati, l’età e le condizioni generali del bambino per capire quando è necessario rivolgersi al pediatra o richiedere assistenza urgente.
Quali sono le cause
A volte il bambino riferisce di avere freddo, anche quando la temperatura ambientale è normale. In altri casi, i brividi compaiono insieme alla febbre oppure precedono un aumento della temperatura corporea.
Per comprendere le possibili cause, è importante osservare come si presenta l’episodio, quanto dura e se sono presenti altri disturbi. Non tutti i tremori hanno la stessa origine e, sebbene spesso siano legati a situazioni comuni, in alcune circostanze possono indicare una condizione che richiede una valutazione medica.
Febbre
Una delle cause più frequenti è la febbre, che rappresenta una risposta dell’organismo a diverse condizioni, soprattutto alle infezioni. Quando il corpo modifica la propria temperatura di riferimento per contrastare un agente infettivo, può attivare contrazioni muscolari rapide e involontarie per produrre calore.
Durante questa fase, il bambino può tremare, avere la pelle d’oca e sentire molto freddo, anche se la temperatura sta aumentando. I brividi possono quindi comparire prima che il termometro registri una febbre elevata.
Questo fenomeno si osserva spesso durante le infezioni virali, come influenza e altre infezioni respiratorie, ma può accompagnare anche alcune infezioni batteriche.
La presenza dei brividi, da sola, non permette di stabilire quale sia la malattia responsabile: è necessario considerare anche sintomi come tosse, mal di gola, dolore all’orecchio, vomito o disturbi urinari.
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Freddo
I brividi da freddo sono una reazione fisiologica con cui l’organismo cerca di mantenere stabile la propria temperatura. Le contrazioni muscolari producono calore e aiutano a limitare la dispersione termica.
Nei bambini, questo fenomeno può verificarsi dopo essere stati all’aperto con temperature basse, dopo aver indossato vestiti bagnati o in seguito a un bagno in acqua fredda. In queste situazioni, i tremori tendono a ridursi quando il bambino viene portato in un ambiente adeguatamente caldo e viene asciugato e vestito con indumenti asciutti.
È importante, tuttavia, distinguere una normale reazione al freddo da una possibile ipotermia, cioè un abbassamento anomalo della temperatura corporea. Se il bambino rimane freddo, appare confuso, molto sonnolento o presenta un colorito insolito, è necessaria una valutazione urgente.
Infezioni e altre malattie
Oltre alle comuni infezioni respiratorie, i brividi possono accompagnare altre malattie che provocano febbre e malessere generale. Tra queste rientrano alcune infezioni gastrointestinali, delle vie urinarie e che interessano gola o tonsille.
Quando i brividi sono particolarmente intensi, si ripetono oppure si associano a un peggioramento rapido delle condizioni generali, è importante non sottovalutarli. In alcuni casi, infatti, possono comparire in presenza di infezioni importanti, comprese quelle che richiedono un trattamento tempestivo.
Non è possibile distinguere un’infezione lieve da una più seria basandosi esclusivamente sull’intensità dei tremori o sul valore della temperatura. Anche l’aspetto generale del bambino, la respirazione, la capacità di bere e il livello di reattività forniscono informazioni fondamentali.
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Emozioni, stanchezza e fame
Non sempre i brividi sono legati a una malattia. Nei bambini più grandi, alcuni tremori possono comparire in situazioni di ansia, paura, agitazione o forte emozione.
Anche la stanchezza può favorire piccoli tremori transitori, soprattutto dopo una giornata particolarmente impegnativa.
In alcune circostanze, i tremori possono essere associati alla fame o a una riduzione della glicemia, cioè della quantità di zucchero presente nel sangue. Questa possibilità merita particolare attenzione nei neonati e nei bambini molto piccoli, soprattutto se i tremori sono accompagnati da pallore, sudorazione, debolezza o alterazioni del comportamento.
Se gli episodi si ripetono senza una causa evidente, compaiono anche in assenza di febbre o sono accompagnati da altri sintomi, è opportuno parlarne con il pediatra. Sarà il medico a valutare se siano necessari approfondimenti.
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Cosa fare
Quando compaiono i brividi nei bambini, la prima cosa da fare è mantenere la calma e osservare attentamente le condizioni generali. È utile verificare se il bambino è cosciente, risponde normalmente, respira senza difficoltà e riesce a bere. Queste informazioni aiutano a capire se sia possibile monitorare la situazione a casa oppure se sia necessario chiedere assistenza medica.
Misurare la temperatura corporea
Se il bambino trema e riferisce di avere freddo, è consigliabile misurare la temperatura con un termometro. La sensazione di freddo, infatti, non indica necessariamente che la temperatura corporea sia bassa: durante l’aumento della febbre, il bambino può avere brividi anche quando il termometro mostra valori elevati.
Una temperatura pari o superiore a 38 °C viene generalmente considerata febbre nei bambini. È importante annotare il valore rilevato, l’orario della misurazione e l’eventuale presenza di altri sintomi, soprattutto se i brividi si ripetono.
La temperatura, tuttavia, non è l’unico parametro da considerare. Un bambino con febbre moderata ma molto abbattuto può avere bisogno di una valutazione medica, mentre un bambino con febbre più alta può apparire relativamente in buone condizioni. Lo stato generale è un elemento essenziale per valutare la situazione.
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Come aiutare il bambino durante i brividi
Se il bambino ha freddo, è possibile coprirlo con indumenti comodi o una coperta leggera, senza esagerare con gli strati. Se invece i brividi sono comparsi dopo l’esposizione al freddo, è opportuno spostarlo in un ambiente riparato, togliere gli indumenti bagnati e asciugarlo delicatamente.
Quando è presente la febbre, è importante offrire liquidi frequentemente, rispettando l’età e le normali modalità di alimentazione. Nei neonati allattati al seno è generalmente opportuno proseguire con le poppate abituali. Nei bambini più grandi, acqua e altri liquidi adeguati all’età aiutano a prevenire la disidratazione.
Il riposo è altrettanto importante. Non è necessario costringere il bambino a mangiare se ha poco appetito, purché riesca a bere e non presenti segnali preoccupanti. È preferibile evitare di coprirlo eccessivamente, così come ricorrere a bagni freddi, spugnature fredde o applicazioni di ghiaccio per abbassare la temperatura.
Quando preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi, i brividi legati a un’infezione comune o a una temporanea esposizione al freddo si risolvono senza conseguenze. Tuttavia, alcuni segnali richiedono attenzione perché possono indicare una malattia più seria.
Nei lattanti molto piccoli, la febbre richiede particolare prudenza. Un bambino di età inferiore a 3 mesi con una temperatura pari o superiore a 38 °C deve essere valutato tempestivamente da un medico, anche se sembra stare relativamente bene. Tra i 3 e i 6 mesi, una temperatura pari o superiore a 39 °C richiede una rapida valutazione pediatrica.
È opportuno contattare il pediatra anche quando la febbre persiste, si ripresenta frequentemente oppure si associa a un peggioramento delle condizioni generali. La stessa attenzione è necessaria nei bambini con malattie croniche o con difese immunitarie ridotte.
Sintomi da valutare urgentemente
I brividi devono essere considerati con particolare attenzione quando si accompagnano a difficoltà respiratoria, sonnolenza insolita, scarsa reattività o confusione. Anche un bambino che rifiuta ripetutamente di bere, urina molto meno del solito o presenta segni di disidratazione deve essere valutato da un professionista sanitario.
Un altro segnale importante è la comparsa di un’eruzione cutanea che non scompare alla pressione. Se il bambino presenta anche rigidità del collo, forte mal di testa o una marcata sensibilità alla luce, è necessario escludere condizioni serie, come alcune infezioni del sistema nervoso.
In presenza di difficoltà respiratoria importante, perdita di coscienza, convulsioni, colorito bluastro o grigiastro, oppure difficoltà a svegliare il bambino, occorre chiamare immediatamente i soccorsi. Lo stesso vale per una sospetta infezione grave accompagnata da un rapido deterioramento delle condizioni generali. Non bisogna attendere che la febbre aumenti ulteriormente prima di chiedere aiuto.
Brividi o convulsioni febbrili?
È importante distinguere i normali brividi dalle possibili convulsioni febbrili.
Durante i brividi, il bambino generalmente rimane cosciente, riconosce chi gli sta vicino e risponde agli stimoli, anche se può essere spaventato e tremare intensamente.
Durante una convulsione, invece, possono comparire perdita di coscienza o di contatto, irrigidimento del corpo, scosse ritmiche degli arti e alterazioni della respirazione. Non sempre è facile distinguere i due fenomeni a distanza, soprattutto nei bambini piccoli.
Se si sospetta una convulsione per la prima volta, è necessario richiedere immediatamente assistenza medica. Nel frattempo, bisogna proteggere il bambino da eventuali urti, non immobilizzarlo e non mettere nulla nella sua bocca. È importante osservare la durata dell’episodio e verificare che possa respirare.
In breve
I brividi nei bambini possono essere causati da febbre, infezioni, freddo, stanchezza o emozioni intense. È importante misurare la temperatura, offrire liquidi e osservare le condizioni generali. Se compaiono difficoltà respiratorie, convulsioni, sonnolenza insolita o febbre nei neonati sotto i tre mesi, occorre assistenza medica tempestiva.
Fonti / Bibliografia
- Brividi - Ospedale Pediatrico Bambino GesùTra le cause più frequenti vi è l'esposizione a un ambiente freddo, ma possono manifestarsi anche in corso di febbre e infezioni
- Tremori - Ospedale Pediatrico Bambino GesùNei neonati e lattanti il pediatra dovrà sempre attentamente indagare se vi sono stati problemi durante la gravidanza o se vi è stata una sofferenza al momento del parto
