Epidemia di bronchiolite: stop a cortisone e broncodilatatori secondo le nuove linee guida

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 20/02/2023 Aggiornato il 20/02/2023

La bronchiolite dei bambini può avere serie conseguenze. I pediatri spiegano come prevenire e affrontare in modo corretto questa infezione respiratoria, a fronte della nuova epidemia che sta colpendo l'Italia e gli altri paesi europei.

neonato con virus respiratorio sinciziale

Negli ultimi mesi c’è stata una vera e propria epidemia di bronchiolite: i casi di bronchiolite nei bambini sono infatti cresciuti in maniera esponenziale e ciò ha avuto delle ripercussioni sui reparti pediatrici di tutta Italia, già provati dall’epidemia influenzale e dalla SARS-CoV-2. La bronchiolite dei bambini è una seria affezione respiratoria, di tipo virale, che colpisce le estremità dei bronchi. Nei piccoli sotto l’anno di età può avere conseguenze gravi e richiedere il ricovero in ospedale. Nella maggior parte dei casi è causata dal Virus respiratorio sinciziale (VRS). Dopo una riduzione dei casi, legata alle misure di contenimento del Covid-19, negli ultimi mesi i contagi di bronchiolite sono tornati a salire. Per questa ragione gli esperti di numerose società scientifiche pediatriche, nelle ultime linee guida appena diffuse, spiegano come gestire la malattia e perché la prevenzione sia fondamentale.

 

Perché i casi di bronchiolite dei bambini stanno aumentando?

L’epidemia di bronchiolite nei bambini, quindi una risalita improvvisa dei contagi, è una conseguenza della gestione della pandemia di Covid-19. Le misure di sanità pubblica, il lockdown e la chiusura delle scuole, il distanziamento sociale, il lavaggio più frequente delle mani e l’utilizzo delle mascherine hanno ridotto il numero di casi di bronchiolite e anche i ricoveri in ospedale per questa malattia. “Una volta che le misure sono state allentate, si è verificato però un un drastico aumento della circolazione del virus, con picchi in periodi dell’anno in cui prima non si presentavano e un impatto considerevole sui servizi sanitari”, spiega il professor Eugenio Baraldi, pediatra, direttore del Dipartimento di Salute della donna e del bambino dell’Azienda-Ospedale Università di Padova. “Questo non si è verificato solo in Italia e in Europa, ma un po’ in tutto il mondo”.

Perché sono importanti le Linee guida per la gestione della bronchiolite dei bambini?

La Società italiana di Pediatria (SIP), la Società di Neonatologia (SIN), la Società per le Malattie respiratorie Infantili (SIMRI) e altre 13 società scientifiche pediatriche hanno realizzato le Linee guida Italiane per affrontare in modo corretto la bronchiolite dei bambini. Le indicazioni, pubblicate sull’Italian Journal of Pediatrics, aggiornano quelle del 2014 alla luce delle ultime evidenze scientifiche. Si tratta di un documento importante per i pediatri che lavorano sul territorio, in ospedale e nei Pronto soccorsi ma anche per i genitori dei bambini più piccoli.

Ecco che cosa dicono le nuovissime Linee guida per la cura della bronchiolite: 

• usare la mascherina in caso di raffreddore quando ci si avvicina al bambino. Se si ha il raffreddore astenersi dal baciarlo ed evitare di toccarsi la faccia
• il latte materno contiene anticorpi contro numerosi agenti infettivi e riduce il rischio di infezioni serie da VRS e di ospedalizzazione per bronchiolite
• lavarsi le mani con acqua e sapone o con un gel alcolico prima di toccare il bambino e chiedere di fare altrettanto ad altre persone in contatto con il piccolo
• tenere lontano il bimbo da altri bambini o adulti con il raffreddore
• non fumare in casa: il fumo aumenta il rischio di infezioni respiratorie
• se il bambino è prematuro o affetto da malattie cardiache o polmonari, chiedere al pediatra se vi sono le indicazioni all’utilizzo degli anticorpi monoclonali per la prevenzione delle infezioni da Virus respiratorio sinciziale

Tutte queste misure aiutano a prevenire anche le infezioni respiratorie causate da altri virus e batteri. “Può sembrare un po’ drastico raccomandare di non baciare il proprio bambino” aggiunge il professor Baraldi, “ma questa misura di precauzione è essenziale se l’adulto ha il raffreddore. Un banale raffreddore di un adulto può causare questa seria infezione nei lattanti. Per questo è bene stare lontani dal piccolo se si ha il raffreddore. I genitori o chi si occupa del bebè devono lavarsi con cura le mani, disinfettarle con apposita soluzione e indossare la mascherina”.

 

Perché viene la bronchiolite ai bambini?

La bronchiolite dei bambini è causata nella maggior parte dei casi dal Virus respiratorio sinciziale (VRS), ma anche da altri virus come adenovirus e rinovirus (tipici del raffreddore) e virus parainfluenzali. Il bambino presenta dapprima i sintomi di un semplice raffreddore, a volte con febbre. Se però il virus riesce a raggiungere le basse vie respiratorie (i bronchioli) può avere serie conseguenze. È nei bronchioli infatti, che avvengono gli scambi di ossigeno ed anidride carbonica, indispensabili per il corretto processo respiratorio. Se i bronchioli si occludono per il danno causato dai virus respiratori, l’arrivo dell’ossigeno al sangue diventa insufficiente e l’anidride carbonica si accumula e non riesce a essere eliminata all’esterno.

Quali sono i sintomi della bronchiolite dei bambini?

La bronchiolite è pericolosa perché i bambini più piccoli non hanno difese immunitarie ben sviluppate e, quindi, possono incorrere in un’insufficienza respiratoria acuta. Per questo è importante fare attenzione a sintomi come:

  • inappetenza
  • tosse stizzosa
  • difficoltà di respirazione
  • aumento della frequenza respiratoria
  • colorazione bluastra delle labbra
  • possibile respiro rumoroso e sibili che si avvertono durante gli atti respiratori

 

Come si affronta la bronchiolite?

Nelle forme lievi la bronchiolite può essere curata a casa dal pediatra di famiglia. Sono utili aspirazioni nasali superficiali per rimuovere le secrezioni mucose che rendono difficoltosa la respirazione. Vanno somministrati pasti piccoli e più frequenti. Non sono utili, secondo le ultime indicazioni dei pediatri, né broncodilatatori né cortisonici, che anzi possono avere effetti collaterali. Nel caso di difficoltà respiratoria, in particolare nei primi mesi di vita, è necessario ricorrere al ricovero ospedaliero per la somministrazione di ossigeno. Generalmente, in questo modo la malattia si allevia nel giro di qualche giorno.

 

 

 
 
 

In Sintesi

Quali sono le ultime cure per la bronchiolite?

Oltre all’ossigeno e all’idratazione non vi sono cure efficaci per questa infezione. Per la prevenzione dell’infezione da  VRS è già disponibile Palivizumab, un anticorpo monoclonale che si usa da anni per proteggere i lattanti nati prematuri o con cardiopatie congenite. Vi sono anche alcuni vaccini in fase di studio, ma per questi è necessario più tempo.

Sono utili gli antibiotici contro la bronchiolite?

No, perché si tratta di una infezione virale e gli antibiotici sono attivi solo contro i batteri. È quindi importante che i genitori non prendano l’iniziativa di somministrare questi farmaci al bambino. Oltre a non essere utili, impoveriscono il microbiota (l’insieme di microrganismi benefici presenti nell’intestino), provocano effetti collaterali e, se usati in modo inappropriato, causano resistenze agli antibiotici.

 

Fonti / Bibliografia

  • Pubblicate le nuove Linee Guida italiane per la gestione della bronchiolite - Società Italiana di PediatriaNon servono cortisone, antibiotici e broncodilatatori; più informazione ai genitori per prevenire il contagio dei loro bambini, in particolare tra i più piccoli. Negli ultimi 2 anni in Italia e nel mondo ci sono state pesanti epidemie di bronchiolite che hanno messo in difficoltà i sistemi sanitari per saturazione dei posti letto nei reparti e […]
  • UPDATE - 2022 Italian guidelines on the management of bronchiolitis in infants | Italian Journal of Pediatrics | Full TextBronchiolitis is an acute respiratory illness that is the leading cause of hospitalization in young children. This document aims to update the consensus document published in 2014 to provide guidance on the current best practices for managing bronchiolitis in infants. The document addresses care in both hospitals and primary care. The diagnosis of bronchiolitis is based on the clinical history and physical examination. The mainstays of management are largely supportive, consisting of fluid management and respiratory support. Evidence suggests no benefit with the use of salbutamol, glucocorticosteroids and antibiotics with potential risk of harm. Because of the lack of effective treatment, the reduction of morbidity must rely on preventive measures. De-implementation of non-evidence-based interventions is a major goal, and educational interventions for clinicians should be carried out to promote high-value care of infants with bronchiolitis. Well-prepared implementation strategies to st...
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