Cancro alle ovaie: lo screening per tutte è inutile

Laura de Laurentiis A cura di Laura de Laurentiis

Non è necessario lo screening per il cancro alle ovaie nelle donne asintomatiche e non a rischio per familiarità. Ecco perché

Cancro alle ovaie: lo screening per tutte è inutile

Un’ecografia transvaginale e il dosaggio nel sangue del cancer antigen 125 (CA-125) sono i controlli per lo screening del cancro alle ovaie. Queste indagini non sono però consigliate di routine a tutte le donne, secondo quanto stabilito dallo US Preventive Service Task Force (USPSTF) e successivamente pubblicate dalla rivista scientifica Jama. Diverso è il caso delle donne a rischio di sviluppare questo tipo di carcinoma per questioni di familiarità. In questa eventualità, infatti, l’Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) raccomanda di effettuare l’ecografia transvaginale a partire dai 30 anni di età ogni sei mesi. È inoltre necessario effettuare la visita ginecologica e l’ecografia transvaginale se compaiono disturbi della digestione, gonfiore e dolore alla pancia, perdita dell’appetito, ovvero i sintomi che possono costituire un segnale d’allarme nei confronti del cancro alle ovaie.

Il caso Jolie

Alcuni anni fa Angelina Jolie si è sottoposta all’asportazione delle mammelle, delle tube di Falloppio e delle ovaie perché portatrice dell’alterazione genetica che predispone a sviluppare i carcinomi in questione. La madre della Jolie è morta a 57 anni di tumore alle ovaie e l’attrice aveva circa l’80% di probabilità di andare incontro alla malattia.

Quando i controlli sono raccomandati

Lo screening per il cancro alle ovaie è raccomandato alle donne che hanno parenti di primo grado già colpite dalla malattie, in quanto hanno alte probabilità di ammalarsi a loro volta. I geni implicati nella comparsa di questo tipo di tumore sono il BRCA1 e il BRCA2, la cui mutazione favorisce anche il cancro del seno.

E quando no

Per le donne che non hanno una vulnerabilità genetica verso la malattia non è, invece, raccomandato lo screening per due ragioni: il rischio di falsi positivi è elevato; inoltre, almeno fino a ora, nessuna ricerca ha evidenziato una diminuzione della mortalità per cancro alle ovaie dovuta agli esami di controllo effettuati su donne non a rischio. Lo sostiene anche Stefania Gori, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica (AIOM) e direttrice del Cancer Center dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar a Verona. Riguardo ai falsi positivi, variano dal 3% all’11%, a volte suggerendo di ricorrere, senza giustificazione reale, all’intervento chirurgico per sospetto cancro, con tutte le conseguenze e i rischi del caso.  Va detto che il cancro alle ovaie è poco frequente, tuttavia in Italia rappresenta la quarta causa di morte nelle donne fino a 49 anni. Sempre in Italia ogni anno ne vengono diagnosticati 5.200.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

L’allattamento al seno è un fattore protettivo nei confronti del cancro alle ovaie.

 

Pubblicato il 24.8.2018 Aggiornato il 24.8.2018
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Carenza di vitamina B12 in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti