A fronte di sintomi che esprimono la presenza di un'infezione vaginale, è utile effettuare il tampone che può guidare alla scelta di un antibiotico mirato e, proprio per questo, efficace.
Una domanda di: Pamela Sono alla 27esima settimana di gravidanza e mi è stato diagnosticato ancora un mese fa facendo il tampone l’ureaplasma parvum. Il ginecologo mi aveva dato l’antibiotico zitromax e finita la cura con questo mi è spuntata anche la candida. Quest’ultima l’ho curata semplicemente con una crema. Ora è da una settimana che ho di nuovo perdite acquose e tendenti al giallo, tanto prurito e un po’ di bruciore. Sicuramente ho ancora l’ureaplasma. Ieri ho fatto un altro tampone vaginale e ora aspetto i risultati ma sono molto preoccupata per queste continue infezioni intime e ho paura, come scrivono in internet, di avere un parto prematuro o che l’infezione arrivi al feto. Cosa mi consigliate di fare? È tanto pericoloso l’ureaplasma? Sembra che il mio ginecologo non dia molta importanza alla cosa. Grazie mille, se mi risponderete, ve ne sarei grata.
Francesco De Seta
Cara signora, purtroppo i dubbi relativi alla reale implicazione dell’ureaplasma sulle possibili complicazioni della gravidanza, come appunto quelle che lei teme, ovvero il parto pretermine e le infezioni fetali o neonatali, sono, a tutto oggi ancora numerosi, gli specialisti non hanno pareri univoci sull’opportunità di prescrivere l’antibiotico, e i dati non sono di facile interpretazione. Il referto del tampone vaginale sarà invece molto importante e dirimente perché può dare un’idea più precisa dell’infezione e guidare un trattamento antibiotico mirato che, in quanto tale, può rivelarsi più efficace. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Il trattamento dell'ureaplasma parvum è dibattuto, tuttavia se ci sono sintomi è opportuno effettuarlo. Per quanto riguarda il dosaggio dell'antibiotico viene valutato dal medico che lo prescrive. »
Non è ancora chiaro se la presenza di ureaplasma esponga a rischi durante la gravidanza, tuttavia nel caso in cui persista va valutata l'opportunità di una cura con antibiotici per via orale. »
L'impiego di antibiotico nelle infezioni da ureaplasma senza sintomi è ancora molto dibattuto: non tutti gli specialisti ritengono opportuno prescriverlo. In alcuni casi, però, anche in assenza di sintomi può essere opportuno usarlo. »
Non è mai facile stabilire se possa essere l'ureaplasma il batterio responsabile dell'infezione, a volte estremamente grave, che coinvolge gli annessi fetali (amnio, corion, placenta, liquido amniotico, funicolo ombelicale) o se sia coinvolto un altro agente patogeno. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »
Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »