Infezioni vaginali in gravidanza
A cura di Francesco De Seta - Professore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 24/06/2023
Aggiornato il 12/03/2026 A fronte di sintomi che esprimono la presenza di un'infezione vaginale, è utile effettuare il tampone che può guidare alla scelta di un antibiotico mirato e, proprio per questo, efficace.
Una domanda di: Pamela
Sono alla 27esima settimana di gravidanza e mi è stato diagnosticato ancora un mese fa facendo il tampone l’ureaplasma parvum. Il ginecologo mi aveva dato l’antibiotico zitromax e finita la cura con questo mi è spuntata anche la candida. Quest’ultima l’ho curata semplicemente con una crema. Ora è da una settimana che ho di nuovo perdite acquose e tendenti al giallo, tanto prurito e un po’ di bruciore. Sicuramente ho ancora l’ureaplasma. Ieri ho fatto un altro tampone vaginale e ora aspetto i risultati ma sono molto preoccupata per queste continue infezioni intime e ho paura, come scrivono in internet, di avere un parto prematuro o che l’infezione arrivi al feto. Cosa mi consigliate di fare? È tanto pericoloso l’ureaplasma? Sembra che il mio ginecologo non dia molta importanza alla cosa. Grazie mille, se mi risponderete, ve ne sarei grata.

Francesco De Seta
Cara signora, purtroppo i dubbi relativi alla reale implicazione dell’ureaplasma sulle possibili complicazioni della gravidanza, come appunto quelle che lei teme, ovvero il parto pretermine e le infezioni fetali o neonatali, sono, a tutto oggi ancora numerosi, gli specialisti non hanno pareri univoci sull’opportunità di prescrivere l’antibiotico, e i dati non sono di facile interpretazione. Il referto del tampone vaginale sarà invece molto importante e dirimente perché può dare un’idea più precisa dell’infezione e guidare un trattamento antibiotico mirato che, in quanto tale, può rivelarsi più efficace. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta Il trattamento dell'ureaplasma parvum è dibattuto, tuttavia se ci sono sintomi è opportuno effettuarlo. Per quanto riguarda il dosaggio dell'antibiotico viene valutato dal medico che lo prescrive. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta L'ureaplasma non è un batterio esclusivamente a trasmissione sessuale, ma può appartenere naturalmente all'ecosistema vaginale. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta Non è ancora chiaro se la presenza di ureaplasma esponga a rischi durante la gravidanza, tuttavia nel caso in cui persista va valutata l'opportunità di una cura con antibiotici per via orale. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta L'impiego di antibiotico nelle infezioni da ureaplasma senza sintomi è ancora molto dibattuto: non tutti gli specialisti ritengono opportuno prescriverlo. In alcuni casi, però, anche in assenza di sintomi può essere opportuno usarlo. »
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Francesco De Seta Non è mai facile stabilire se possa essere l'ureaplasma il batterio responsabile dell'infezione, a volte estremamente grave, che coinvolge gli annessi fetali (amnio, corion, placenta, liquido amniotico, funicolo ombelicale) o se sia coinvolto un altro agente patogeno. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti