Celiachia: i casi sono in preoccupante aumento

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Rispetto a vent’anni fa i casi di celiachia sono raddoppiati, specie in alcune città. La colpa potrebbe essere di agenti ambientali. Ecco perché

Celiachia: i casi sono in preoccupante aumento

La celiachia è sempre più diffusa. Secondo un nuovo studio italiano presentato durante il convegno annuale dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), le persone colpite da questa malattia sono quasi un milione, pari al 2% della popolazione: il doppio, dunque, dei casi stimati 20 anni fa, quando si parlava di una prevalenza dell’1% (con circa 600mila individui interessati). È chiaro, dunque, che l’attenzione nei confronti di questa problematica deve crescere ulteriormente.

Più frequente in alcune zone

I dati discussi dagli esperti non hanno evidenziato solo una crescita dei casi di celiachia. Hanno anche rilevato che i più colpiti dalla malattia sono le persone che risiedono in alcune aree metropolitane. Per quali ragioni? Si pensa che la colpa sia di cause ambientali non ancora individuate: ecco perché alcune zone sarebbero più a rischio di altre.

È un’intolleranza al glutine

Il termine celiachia è utilizzato per indicare un’intolleranza alimentare permanente al glutine, un complesso di proteine contenute in alcuni cereali di uso comune, come frumento, orzo e segale. Alla base c’è uno scorretto funzionamento del sistema immunitario. Nelle persone celiache, infatti, il sistema immunitario riconosce il glutine come sostanza estranea per cui quando esso entra nell’intestino, inizia a produrre anticorpi. Questo, alla lunga, porta alla comparsa di una lesione della mucosa che ricopre l’intestino e a un danneggiamento dei villi intestinali, le strutture che permettono l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Non sempre causa sintomi caratteristici

Purtroppo la celiachia non è facile da riconoscere. Solo in alcuni casi, infatti, causa sintomi caratteristici, come diarrea cronica, mancanza di appetito, dolori addominali, malassorbimento, ritardo nella crescita (quando colpisce i bambini. In alcune persone, infatti, non si manifesta affatto o si manifesta con disturbi poco specifici che traggono in inganno, tipo afte in bocca, anemia, orticaria, irregolarità mestruali, stanchezza. Il risultato è che, in media, la diagnosi viene posta a distanza di sei anni dalla comparsa dei primi sintomi. Ecco perché gli esperti dell’Aic propongono di effettuare test del sangue mirati su tutte le persone ricoverate in reparti come ginecologia, pediatria, medicina interna, così da individuare i casi che magari resterebbero sotto silenzio a lungo.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Per diagnosticare la celiachia occorre ricercare nel sangue la presenza degli anticorpi contro il glutine. Ecco perché in prima battuta si ricorre a semplici analisi del sangue. Poi si può procedere con altri accertamenti, come una biopsia dell’intestino.

 

Pubblicato il 20.11.2019 Aggiornato il 20.11.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Citomegalovirus e paura del contagio

26/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se, durante la gravidanza, si teme che il proprio partner sia stato contagiato dal citomegalovirus, che si trasmette anche attraverso i rapporti sessuali, può essere opportuno verificarlo attraverso un dosaggio degli anticorpi specifici.   »

Regressione nel linguaggio in un bimbo di 18 mesi: c’è da preoccuparsi?

24/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il dubbio che il bambino sia interessato da un disturbo del neurosviluppo è opportuno richiedere il parere di uno specialista.   »

Streptococco: può dare febbre nonostante l’antibiotico?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

L'infezione alla gola dovuta a streptococco ha caratteristiche inconfondibili: mal di gola e febbre elevata, assenza di raffreddore e tosse (che invece accompagnano di norma le infezioni respiratorie virali) e, soprattutto, scomparsa della febbre a 24 ore dall’inizio della terapia antibiotica.   »

Vitamina D: una sua carenza può influenzare la fertilità?

17/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La vitamina D non serve soltanto per fissare il calcio nelle ossa, ma ha effetti sia sul sistema immunitario (potenzia le difese, come la vitamina C) sia sulla fertilità maschile e femminile.   »

Quale latte a 13 mesi se si smette di allattare al seno?

10/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Dopo l'anno di vita si può tranquillamente offrire il latte vaccino, meglio in tazza per evitare che il bambino ne assuma troppo.   »

Mutazione MTHFR: bisogna assumere eparina e cardioaspirina quando inizia una gravidanza?

04/11/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

La mutazione MTHFR non influisce in modo negativo sulla gravidanza e non richiede cure particolari a salvaguardia della gestazione.   »

Fai la tua domanda agli specialisti