Celiachia: più 15.000 nuove diagnosi

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi

La malattia è in costante crescita e, dai dati diffusi dal ministero della Salute, risultano oltre 400mila i casi di celiachia non ancora diagnosticati

Celiachia: più 15.000 nuove diagnosi

Nel 2016 il numero totale delle nuove diagnosi di celiachia è stato di 15.569, oltre 5.000 diagnosi in più rispetto all’anno precedente: risultano diagnosticati in Italia 198.427 celiaci (di cui 2/3 appartenenti alla popolazione femminile e 1/3 a quella maschile). Le regioni in cui si è registrato il maggior numero di nuove diagnosi sono  Lombardia con un più 5.499 casi, seguita da Lazio con 1.548 diagnosi ed Emilia Romagna con 1.217 nuovi casi. L’incremento delle diagnosi di celiachia potrebbe essere dovuto anche alla maggiore sensibilizzazione dei cittadini e ai nuovi indirizzi scientifici.

Una malattia sommersa

La celiachia è una condizione infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità, che determina nella persona colpita la rigorosa esclusione del glutine dalla dieta. Questa patologia, ormai classificata come malattia cronica, si sviluppa nelle persone geneticamente predisposte e colpisce circa l’1% della popolazione, ma si stima che siano oltre 400mila gli italiani celiaci non ancora diagnosticati.

Sintomi e rischi

Dolori o crampi addominali, diarrea e vomito, stanchezza, irritabilità, anemia, perdita di peso, ritardo di crescita nei bambini, sono alcuni dei segni che non andrebbero mai sottovalutati. Tuttora, però, passano in media sei anni prima di arrivare alla diagnosi di celiachia, mentre sarebbe importante riconoscerla presto per evitare conseguenze serie sulla salute. Nelle donne colpite, per esempio, la celiachia si associa a infertilità e a un maggior rischio di complicanze in eventuali gravidanze. Ciò è dovuto all’infiammazione intestinale scatenata dal glutine: per evitare problemi occorre mangiare cibi che ne sono naturalmente privi (riso o mais) e sostituire i derivati del frumento con prodotti analoghi senza glutine.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

I nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) hanno previsto lo spostamento della celiachia e della sua variante clinica (la dermatite erpetiforme) nell’elenco delle malattie croniche invalidanti. Ai fini di garantire un’alimentazione corretta ed equilibrata, è stato confermato per i celiaci il diritto all’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine specificatamente formulati.

 

Pubblicato il 12.3.2018 Aggiornato il 7.8.2018
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Creme cosmetiche usate a inizio gravidanza: ci sono rischi per il feto?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Le sostanze contenute nelle creme destinate a un uso cosmetico non comportano un aumento del rischio di malformazioni né altri pericoli per lo sviluppo dell'embrione e del feto. Questo vale anche per i prodotti contenenti vitamina A o suoi derivati.  »

Calendario mestruale: come si usa per rimanere incinta?

20/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia.   »

Incinta a 46 anni: si può e, se sì, ci sono rischi?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In linea teorica, è possibile avviare e portare a termine una gravidanza anche in età molto matura, tuttavia si tratta di un evento eccezionale. in più, il rischio di avere un bambino con uno sbilanciamento cromosomico è alto.   »

Beta che aumentano tantissimo: cosa può essere?

19/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Un aumento particolarmente alto del valore delle beta è generalmente un ottimo segno, a volte potrebbe anche esprimere che la gravidanza è gemellare.   »

Tosse dopo aver usato un prodotto per la pulizia della casa: ci sono rischi per il feto?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

La tosse che può comparire dopo aver accidentalmente respirato un prodotto tossico è conseguenza di un'irritazione locale che non può nuocere al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti