Cisti ovariche: scoperte nuove cause

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi

All’origine delle cisti ovariche anche alcune proteine. Possibile una loro implicazione nella sindrome dell’ovaio policistico

Cisti ovariche: scoperte nuove cause

Le cisti ovariche sono delle sacche ripiene di materiale liquido o solido, che si formano internamente o esternamente alle ovaie e colpiscono una donna su tre soprattutto in età fertile. Un nuovo studio apre nuove prospettive nello studio delle cause che sono alla base della loro comparsa. E la scoperta potrebbe aprire la porta allo sviluppo di farmaci che consentono di correggere la sintomatologia della malattia.

Il ruolo di alcune proteine

Lo studio, condotto dal Centro Ivi Siviglia, insieme all’Instituto de Investigaciones Quimicas  e pubblicato sul Journal of Assisted Reproduction & Genetics, rivela che l’espressione anomala delle proteine della neurochinina B e kisspeptina, così come dei loro recettori, potrebbero essere associati alla sindrome dell’ovaio policistico (SOP). La novità di questo studio consiste principalmente nel fare luce sul loro ruolo a livello molecolare nell’ovaio, ossia su come vengono fabbricati o sintetizzati e qual è la loro funzione lì, oltre alla loro possibile implicazione nel SOP. In questo studio sono state coinvolte, da una parte, 43 pazienti con trattamenti di riproduzione assistita e affette da SOP e, dall’altra, 46 donatrici di ovuli.

Come si è svolta la ricerca

Le donne di entrambi i gruppi sono state sottoposte a un trattamento di stimolazione ovarica controllata per indurre lo sviluppo e la maturazione di follicoli ovarici multipli, ossia le strutture in cui maturano gli ovuli. L’ipotesi dell’équipe di ricerca era che, se l’espressione della neurochinina B, la kisspeptina e/o i loro recettori risultava alterata nelle pazienti affette da SOP rispetto alle donatrici fertili, questo poteva rappresentare un fattore genetico coinvolto nell’insorgenza delle cisti ovariche.

Il parere dell’esperto

“Per questo – spiega Victor Blasco, principale ricercatore dello studio ed embriologo di Ivi Siviglia – abbiamo analizzato i livelli di espressione di questi geni nel liquido follicolare ed effettivamente abbiamo riscontrato che erano alterati nelle pazienti affette da SOP rispetto alle donatrici. Questi livelli anomali potrebbero contribuire allo sviluppo follicolare anomalo e ai problemi di ovulazione osservati in queste pazienti”. Aggiunge Daniela Galliano, direttrice del Centro Ivi di Roma : “Nelle fasi successive del lavoro sarà studiato se l’espressione di questi geni sia presente anche nei casi di avanzata età materna, endometriosi e bassa risposta ovarica”.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Le cisti ovariche nella maggior parte dei casi non causano problemi, anche se di grandi dimensioni; spesso sono indolori e scompaiono all’arrivo del ciclo mestruale. In alcuni casi, però, possono rompersi e causare dolore o complicazioni emorragiche, imponendo un trattamento tempestivo, a volte chirurgico.

 

Pubblicato il 6.11.2019 Aggiornato il 6.11.2019
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