Colera: cos’è, sintomi, cura e come prevenire la malattia infettiva

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Evitare i frutti di mare crudi soprattutto nei bambini piccoli e nelle donne in gravidanza è un modo semplice ed efficace per prevenire il colera.

Colera: cos’è, sintomi, cura e come prevenire la malattia infettiva

Il colera è una malattia ormai quasi scomparsa nel nostro Paese, ma di tanto in tanto si sente parlare di qualche sporadico caso. Succede più spesso in estate, quando è più facile che si consumino alimenti crudi e in special modo frutti di mare. Sono soprattutto questi a veicolare il microrganismo responsabile del colera. Vediamo come prevenire questa seria malattia e come difendere, in modo particolare, le donne in gravidanza e i bambini.

Colera: cos’è e come si contrae?

L’agente che porta alla comparsa dei sintomi è il Vibrio cholerae, un batterio del quale esistono diversi tipi. Vediamo insieme quali sono:

  • i più pericolosi sono il Vibrio cholerae 01 e lo 0139, responsabili di epidemie soprattutto in alcune zone tropicali dell’Asia e dell’Africa;
  • i vibrioni di questi ceppi producono una enterotossina nociva che causa sintomi evidenti e che si diffonde facilmente tra la popolazione;
  • i ceppi di colera presenti alle nostre latitudini, invece, sono meno contagiosi e non danno origine a forme epidemiche;
  • “il principale serbatoio del vibrione del colera è rappresentato dall’uomo e, di conseguenza, dalle acque contaminate da materiale fecale degli individui infetti, quindi portatori sani, malati o convalescenti” spiega il professor Massimo Andreoni, infettivologo a Roma. “In particolare, possono contenere ingenti quantità di vibrioni le acque salmastre vicino alle coste o agli estuari dei fiumi, ricche di plancton e di alghe”;
  • quando una persona entra in contatto con acque o cibi contaminati da vibrioni può contrarre il colera. I veicoli di trasmissione della malattia sono quindi alimenti crudi (soprattutto frutti di mare come le cozze) oppure acqua contaminata;
  • la trasmissione da persona a persona in condizioni igienico sanitarie normali è rarissima.

Quali sono i sintomi del colera

“Non tutte le persone che entrano in contatto con il vibrione sviluppano sintomi. Quando succede, si tratta spesso di sintomi lievi e facilmente curabili” aggiunge l’esperto. “Una piccola percentuale di casi è soggetta a disturbi più intensi, di tipo gastrointestinale”.

Ecco i sintomi che si possono presentare:

  • Circa 2 o 3 giorni dopo l’ingestione di cibo o acqua contaminati dai vibrioni, compare diarrea, inizialmente marrone e liquida, successivamente acquosa e chiara, tanto che gli esperti la definiscono “ad acqua di riso”. Questa condizione, in alcuni casi, può portare a una rapida disidratazione, pericolosa per la vita stessa.
  • Altri sintomi che possono comparire in caso di colera sono nausea, vomito, crampi e, più raramente, febbre.

Colera in gravidanza e nei bambini: come prevenirlo

Nei Paesi in cui esiste una buona rete di smaltimento delle acque fognarie e si osservano comuni regole igieniche è difficile ammalarsi di colera. È vero però che esistono alcune categorie che richiedono una particolare tutela. È il caso delle donne in gravidanza, in cui eventuali infezioni possono passare la barriera della placenta e causare seri problemi al feto, come succede nel caso della toxoplasmosi. Anche i bambini più piccoli, al di sotto dei due anni di età, hanno bisogno di particolari attenzioni. Infatti il loro sistema immunitario è ancora in formazione e li espone a contrarre più facilmente alcune malattie. Anche le conseguenze possono essere più serie. Infatti, l’organismo di un bambino è costituito per la maggior parte di acqua. Le perdite dovute a diarrea possono causare disidratazione che nei più piccoli può avere serie conseguenze per la salute.

Le regole per evitare il colera

Ecco alcune regole utili per evitare il colera, valide anche per le infezioni e le parassitosi che si possono contrarre soprattutto nei viaggi all’estero.

  1. Evitare i cibi crudi come verdure, carne, pesci, crostacei, che potrebbero essere contaminati dalle acque o dalle mani di una persona infetta. La frutta cruda deve essere sbucciata personalmente. Il discorso è valido sempre, ma soprattutto per le donne in gravidanza e i bambini.
  2. Ai più piccoli il pesce crudo spesso non è gradito e non esiste una valida ragione nutrizionale per proporlo. Meglio evitarlo, offrendolo sempre ben cotto e caldo.
  3. I gelati artigianali, le creme e le salse a base di maionese possono essere a rischio, perché preparati con latte o uova crudi: di conseguenza non si possono escludere contaminazioni.
  4. L’acqua di rubinetto, nei paesi tropicali, potrebbe essere contaminata. Per bere o lavarsi il viso e i denti si deve usare solo acqua contenuta in bottiglie sigillate. Se questo non è possibile, l’acqua del rubinetto va fatta bollire per almeno 15 minuti.
  5. Meglio non aggiungere ghiaccio alle bevande, a meno che non si sia sicuri che è stato preparato con acqua non contaminata. Infatti i batteri possono sopravvivere anche nel ghiaccio.
  6. Sempre per questo motivo non si dovrebbe mangiare la frutta che sia stata appoggiata sul ghiaccio, a meno che non la si possa sbucciare.

Come curare il colera 

Solitamente, il colera si risolve se la persona riesce ad assumere soluzioni elettrolitiche a base di acqua, zuccheri e sali minerali, in modo da reintegrare i liquidi e le sostanze perse con la diarrea. Se questo rimedio non è efficace, perché per esempio la persona è debilitata, può essere necessario il ricovero in ospedale e la somministrazione per endovena di ringer lattato (un medicinale utile contro la disidratazione) o soluzioni elettrolitiche. Questo rimedio è adatto soprattutto se i malati sono bambini, che corrono un rischio maggiore di disidratazione. Nei casi ancora più seri, è opportuno ricorrere anche ad antibiotici come le tetracicline.

Foto di elvira987 da Pixabay

In breve

Per evitare il rischio di colera e di altre infezioni con sintomi gastrointestinali, è bene evitare il consumo di frutti di mare crudi, di pesce crudo non trattato, di preparazioni alimentari crude e di acqua del rubinetto soprattutto nei Paesi dove queste malattie sono diffuse. Il discorso vale in particolare per le donne in gravidanza e per i bambini.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 17.7.2023 Aggiornato il 17.7.2023
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Bimba di due anni e mezzo che vuole stare con il papà (e non con la mamma)

29/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Ci sono situazioni complicatissime da gestire in cui il comportamento materno (che pure ha tantissime giustificazioni e si può comprendere) può indurre il bambino a preferire la vita che gli offre il padre grazie ad atteggiamenti più permissivi.   »

Camera gestazionale grande: proseguirà la gravidanza?

29/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

La rilevazione dell'attività cardiaca del feto è un ottimo segno, tuttavia l'ecografia non permette di fare previsioni sul futuro della gravidanza, ma consente solo di valutare il "qui e ora".   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti