Colesterolo brutto: danneggia cuore e arterie

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta

La quantità di colesterolo brutto nel sangue è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari più elevato di quanto si è creduto finora. Vediamo perché

Colesterolo brutto: danneggia cuore e arterie

Si chiama “colesterolo residuo” ma è conosciuto anche come “colesterolo brutto” e secondo una nuova ricerca della facoltà di Salute e scienze mediche dell’Università di Copenaghen e dell’ospedale universitario di Copenaghen, pubblicata su Atherosclerosis, è presente nel sangue in quantità molto più elevate di quanto creduto fino a oggi, rappresentando un fattore di rischio – maggiore di quanto precedentemente ipotizzato – per le malattie cardiovascolari.

Tre tipi di colesterolo

La presenza del colesterolo nel sangue è un fattore di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari. Tra i diversi tipi di colesterolo conosciuti – detti “buono” e “cattivo” – è quest’ultimo a essere considerato responsabile di malattie come l’aterosclerosi (in sigla LDL, che sta per Low Density Lipoprotein, ovvero lipoproteine a bassa densità), in quanto responsabile dell’accumulo del grasso all’interno del sangue. Il colesterolo buono, al contrario, funziona come uno spazzino per le arterie perché le lipoproteine ad alta densità (HDL, ovvero High Density Lipoprotein) che lo caratterizzano trasportano il grasso presente nel sangue verso il fegato, dove viene smaltito. La nuova ricerca ha ora messo in evidenza come, nell’insorgenza delle patologie cardiovascolari, un ruolo importante venga giocato da un altro tipo di colesterolo, già conosciuto ma i cui effetti finora erano stati sottovalutati: il “colesterolo brutto”, ovvero il colesterolo residuo.

Maggior rischio di infarto e ictus

I ricercatori hanno esaminato i tre tipi di colesterolo nella popolazione adulta danese che aveva partecipato al Copenhagen General Population Study. Da una precedente analisi era emerso che un individuo su tre aveva elevati livelli di colesterolo e, dunque, un maggior rischio cardiovascolare; quest’ultima ricerca ha messo in evidenza che elevati livelli del terzo tipo di colesterolo, ovvero quello residuo o brutto, potrebbero rappresentare, in misura superiore a quanto ritenuto in passato, un maggior pericolo di sviluppo soprattutto di infarto miocardico e ictus.

 

 

 

 
 
 

Da sapere

NUOVE CURE

La scoperta potrebbe avere implicazioni importanti anche nel campo della prevenzione: Børge Nordestgaard, coordinatore della ricerca, spiega che fino a oggi per la prevenzione dell’infarto miocardico e dell’ictus sia i cardiologi sia i medici di base si sono concentrati principalmente sulla riduzione del colesterolo LDL, mentre lo studio indica che in futuro l’attenzione dovrà essere rivolta anche alla riduzione dei trigliceridi e del colesterolo residuo.

 

Pubblicato il 25.9.2019 Aggiornato il 25.9.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

24 ore senza pillola: sono ancora protetta?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

In caso di mancata assunzione del contraccettivo orale per più di 12 ore dall'ora consueta, è opportuno saltare l'intervallo tra una confezione e l'altra, dopo aver comunque assunto, anche se in ritardo, la pillola dimenticata.   »

Placenta previa: può ripresentarsi anche nella seconda gravidanza?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le donne che hanno avuto la placenta previa in una prima gravidanza in effetti hanno maggiori probabilità che la condizione si ripresenti nelle gravidanze successive. Ma, comunque, non è automatico che accada.   »

6^ settimana e l’embrione in ecografia non si vede: cosa sta succedendo?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

In effetti, in sesta settimana e con un valore delle beta superiore a 5000 l'ecografo dovrebbe visualizzare l'embrione con attività cardiaca. Ma se il ginecologo curante ritiene che la gravidanza sia iniziata più tardi dell'epoca presunta si può ancora sperare che stia andando tutto bene.  »

TSH alto in gravidanza: c’è da preoccuparsi?

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un valore molto alto del TSH richiede un attento monitoraggio della situazione da parte di uno specialista in endocrinologia, nonché l'assunzione dell' Eutirox.   »

Ridatazione della gravidanza gemellare e grande differenza di crescita tra i due bambini

28/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Una gravidanza gemellare in cui uno dei due bambini si sviluppa in maniera più che soddisfacente mentre l'altro ha uno scarso accrescimento deve essere seguita con grandissima attenzione, secondo i protocolli delle gestazioni ad alto rischio.   »

Toxoplasmosi: si può stare tranquille con le IgG e le IgM positive?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

La positività delle IgG esprime l'immunità nei confronti della toxoplasmosi. La conferma si ottiene con il "test di avidità".   »

La pillola funziona dopo un mese?

24/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Canitano

Quando si comincia a prendere la pillola, si può contare fin da subito sulla sua azione contraccettiva, se si assume a partire dal primo giorno di arrivo delle mestruazione.   »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

20/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Fai la tua domanda agli specialisti