Colesterolo Ldl alto? La pericolosità dipende anche dai geni

Luce Ranucci A cura di Luce Ranucci Pubblicato il 12/07/2021 Aggiornato il 12/07/2021

Il colesterolo Ldl alto (quello nocivo) fa male a tutti ma il pericolo di infarto sembra essere correlato anche a una certa predisposizione genetica. Oggi sembra possibile identificare i soggetti più a rischio

Colesterolo Ldl alto? La pericolosità dipende anche dai geni

L’effetto del colesterolo Ldl (il cosiddetto colesterolo “cattivo”) sul rischio di sviluppare un infarto miocardico dipende anche dai geni e combinando le informazioni sul livello di questa sostanza con quelle sul Dna si possono identificare persone a maggior rischio cardiovascolare che sarebbero altrimenti invisibili ai tradizionali screening.

Questo è il risultato dello studio pubblicato sulla rivista scientifica Circulation, dell’American Heart Association, e realizzato da Allelica, società di software di genomica.

Lo score poligenico

Il Prs (Polygenic Risk Score) o score poligenico è un valore che calcola il rischio di malattie di una persona in base ai suoi geni e si ottiene analizzando il genoma di una persona e valutando gli effetti di un gran numero di varianti genetiche nel genoma. Allelica si è specializzata nello sviluppare innovativi strumenti digitali per il calcolo del Prs di una persona rispetto alle patologie cardiovascolari. Ha studiato i dati genetici di circa 408.000 individui della biobanca del Regno Unito ed è riuscita a realizzare un semplice test genetico salivare, detto CardioriskSCORE®, che promette di valutare il Prs di ogni individuo.

Colesterolo cattivo da controllare

Le malattie cardiovascolari, ricorda Allelica, sono la principale causa di morte in Europa, con quasi 4 milioni di decessi (43% di tutti i decessi) nel 2016. Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Circulation mostra, in particolare, che le persone con livelli medi di colesterolo Ldl (130-160 mg/dl) ma con uno score poligenico (Prs)  elevato hanno un rischio equivalente di soffrire di malattie cardiovascolari e infarto rispetto alle persone con ipercolesterolemia (> 190 mg/dl) ma con un Prs di valore medio. Inoltre, la ricerca ha dimostrato che le persone con punteggi poligenici elevati possono ridurre il rischio di malattia se mantengono livelli ottimali di Ldl, con farmaci e una corretta dieta.

Quando usare i farmaci

“Il rischio di un individuo di avere un infarto o un ictus è determinato dall’interazione di molti elementi, essendo esso multifattoriale e poligenico – spiega Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di cardiologia -. Questo studio suggerisce che i maggiori benefici dei farmaci che abbassano il colesterolo Ldl si otterrebbero negli individui con alti score di rischio poligenico”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Il colesterolo Ldl è noto per essere un importantissimo “termometro” del rischio cardiovascolare. Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all’aterosclerosi, come l’angina pectoris, l’infarto miocardico, l’ictus o la claudicatio intermittens. Queste malattie, nell’insieme, rappresentano la principale causa di morte nel nostro Paese e nel resto del mondo industrializzato; per questo sono oggetto di intense attività di ricerca.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Mal di gola che ritorna dopo la cura con antibiotico

28/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

A fronte di un mal di gola che si ripresenta dopo quattro giorni dal termine della cura con antibiotico è opportuno fare un tampone per escludere la responsabilità dello streptococco.   »

PMA e perdite marrone dopo il transfer

28/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

In un terzo delle gravidanze iniziate grazie alla procreazione medicalmente assistita si manifestano perdite che però non hanno significato né valore prognostico.   »

Aborto spontaneo: l’espulsione potrebbe non avvenire naturalmente?

26/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Dopo un mese da un'interruzione spontanea della gravidanza, se l'utero non si è ripulito spontaneamente, è prassi intervenire con il raschiamento. A volte, in alternativa, è possibile anche impiegare i farmaci.  »

Si può concepire di nuovo prima del capoparto?

12/02/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima ovulazione dopo il parto può verificarsi quando ancora non si sono ripresentate le mestruazioni e questo vale anche se si allatta, quindi è possibile avviare una gravidanza prima che si manifesti il capoparto.   »

Fai la tua domanda agli specialisti