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Non sempre è facile capire quale sia la differenza tra virus sinciziale e influenza stagionale. In entrambi i casi compaiono sintomi respiratori, malessere, febbre e si tratta di agenti virali seri, che possono portare complicanze soprattutto nei bambini e nelle persone fragili.
Cercare di fare una distinzione tra virus sinciziale e influenza stagionale è però importante, soprattutto per informare il medico in modo corretto e sapere quindi come comportarsi.
Differenza di sintomi
Virus sinciziale e virus dell’influenza stagionale sono entrambi due agenti patogeni in grado di causare condizioni respiratorie piuttosto serie.
“Il virus respiratorio sinciziale non si presenta in un unico modo tra adulti, anziani e bambini piccoli” spiega il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. “In adulti e anziani ha sintomi che possono somigliare a quelli influenzali, con febbre elevata, disturbi respiratori e dolori muscolari. Se non affrontato in modo adeguato, il virus sinciziale può portare a polmonite, ma questa è anche tra le complicanze dell’influenza. Quindi negli adulti e negli anziani non è semplice distinguere tra virus sinciziale e influenza”.
Nei bambini, invece, i sintomi del Vrs possono essere:
- febbre non molto elevata
- tosse
- scolo nasale
- debolezza
- inappetenza.
In un secondo momento, se non si interviene in modo adeguato rivolgendosi al pediatra, i bambini possono sviluppare una pericolosa complicanza chiamata bronchiolite.
I sintomi tipici di questa condizione sono:
- respirazione difficoltosa, con atti respiratori brevi e accelerati
- colorito pallido o addirittura cianotico
- respiro sibilante
- rientro del torace durante la respirazione
- sonnolenza intensa.
Nei bambini, i sintomi influenzali sono:
- febbre anche elevata che esordisce improvvisamente
- mal di testa
- dolori muscolari
- mal di gola
- scolo nasale
- inappetenza.
Nei piccoli possono a volta comparire anche sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea, che sono completamente assenti in caso di virus sinciziale.
“La diagnosi non è sempre facile, anche se un pediatra esperto attraverso una visita attenta e con l’aiuto dell’anamnesi potrebbe arrivare a capire se si tratta di virus sinciziale oppure di influenza” aggiunge il virologo.
“L’unico modo per sapere qual è il virus che ha infettato il bimbo è eseguire a un tampone molecolare, che individua particolari sostanze nelle secrezioni mucose, oppure effettuare indagini di laboratorio sul muco in cui sono presenti gli antigeni virali”.
Cosa fare
Sapere la differenza tra virus sinciziale e influenza è importante soprattutto per evitare complicanze. Il Vrs infatti può causare la bronchiolite, soprattutto nei bambini di età inferiore ai due anni. La bronchiolite è l’infiammazione dei bronchioli, le estremità finali dei bronchi, dove avvengono gli scambi respiratori: l’organismo cede anidride carbonica e fa scorta di ossigeno che viene poi distribuito a tessuti e organi. La condizione infiammatoria dei bronchioli impedisce questo scambio e comporta i sintomi di difficoltà respiratoria.
Per questo motivo, sintomi come febbre, tosse, malessere generale in un bambino piccolo non vanno mai sottovalutati. È importante avvisare il pediatra che potrà visitare il bambino e suggerire un primo trattamento a casa, con antinfiammatori e igiene nasale. A volte, se c’è il sospetto di virus respiratorio sinciziale, può essere utile ricoverare il bambino per qualche giorno, per somministrargli ossigeno, che aiuta la respirazione, e assicurargli idratazione e nutrimento con il sondino.
La prevenzione è sempre importante, in caso di virus sinciziale e influenza. Sono sempre validi i consigli di lavare accuratamente le mani, indossare la mascherina se si hanno sintomi respiratori ed evitare i contatti stretti con i soggetti fragili e i bambini piccoli.
Inoltre, sarebbe importante approfittare della disponibilità dei vaccini per prevenire queste infezioni. “Il vaccino antinfluenzale è gratuito e raccomandato a tutti” continua l’esperto. “Dall’autunno 2025 è disponibile anche il vaccino per il virus sinciziale, al momento autorizzato solo per gli adulti. Può essere scelto dalle donne in gravidanza per proteggere i bambini fino ai primi tre mesi di età, perché produce nel corpo materno anticorpi che passano al neonato”.
Anticorpi contro il virus sinciziale
Ai bambini piccoli, nella prima stagione a contatto con il virus sinciziale e fino ai 24 mesi di età, possono invece essere somministrati anticorpi monoclonali, come nirsevimab. Si tratta di proteine che attaccano in modo specifico il virus e lo neutralizzano, impedendogli di moltiplicarsi e di infettare l’organismo del bambino, esattamente come gli anticorpi naturali prodotti dal sistema immunitario.
Il farmaco viene somministrato in ambiente sanitario, per esempio presso gli ambulatori della propria Asl, in un’unica iniezione che ha la durata di circa 5 mesi, pari alla stagione invernale in cui è più diffuso il virus sinciziale. Il pediatra può fornire ulteriori informazioni in merito.
Le cure
I trattamenti sono simili per il virus sinciziale e l’influenza. È importante:
- tenere il bambino a riposo
- somministrargli liquidi in abbondanza per assicurargli l’idratazione
- preferire una alimentazione leggera
- continuare ad allattarlo al seno, se assume latte materno
- garantirgli un ambiente con un adeguato livello di umidità
- dietro suggerimento del pediatra, somministrargli paracetamolo oppure ibuprofene in formulazioni pediatriche per controllare la febbre.
È essenziale contattare il pediatra in caso si notino difficoltà di respirazione, pallore insolito, torpore.
In breve
Solo il pediatra è in grado di capire se un bambino ha il virus sinciziale o l’influenza, analizzando i sintomi che possono essere simili. Il trattamento si basa su liquidi, riposo e antinfiammatori e può essere necessario un breve ricovero in caso di bronchiolite
Fonti / Bibliografia
- VRSInformazioni essenziali su sintomi, complicazioni, fattori di rischio, diffusione, prevenzione, vaccinazione e trattamento del VRS.
