Congiuntivite: non tutte le forme sono uguali

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 09/09/2020 Aggiornato il 09/09/2020

I medici distinguono fra congiuntivite virale, batterica e allergica. Attenzione: ogni forma è caratterizzata da sintomi precisi e, soprattutto, richiede una cura diversa

Congiuntivite: non tutte le forme sono uguali

Di congiuntivite non ce n’è una sola. Anche se i sintomi principali possono sembrare simili, l’origine è spesso diversa. I medici, infatti, in base ai fattori scatenanti, distinguono tre tipi di malattia: virale, batterica e allergica. Ecco come riconoscerle e come curarle.

No al fai da te

Una importante premessa. La congiuntivite non va mai sottovalutata: infatti, oltre a creare sintomi fastidiosi, può causare diverse complicanze, come danni alla cornea e malattie sistemiche. Ecco perché quando si è soggetti a questa problematica, bisogna sempre rivolgersi al medico. In questo modo, inoltre, si può capire di che tipo di congiuntivite si tratta. Come ricordato recentemente dall’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid), la diagnosi è fondamentale: solo una corretta diagnosi, infatti, permette di ricevere il trattamento idoneo, evitando complicazioni gravi. Assolutamente proibito, dunque, il fai da te.  

La forma batterica

La congiuntivite più comune nei bambini è quella batterica, dovuta all’azione aggressiva da parte di alcuni batteri. Secondo le stime, nel 50-70% dei casi questa malattia colpisce proprio i più piccoli.  È più frequente nel periodo freddo, fra dicembre e aprile, e si caratterizza essenzialmente per due sintomi: la sensazione di un corpo estraneo nell’occhio e una secrezione purulenta appiccicosa. Può essere favorita da alcuni fattori di rischio, come scarsa produzione lacrimale, traumi, basse difese immunitarie. Nella maggior parte dei casi, i batteri arrivano fin dentro gli occhi attraverso mani non lavate accuratamente e frequentemente. La congiuntivite batterica richiede quasi sempre una cura antibiotica, spesso a base di colliri da applicare localmente.

La forma virale

La congiuntivite virale, invece, è scatenata da virus. Interessa soprattutto gli adulti e compare prevalentemente in estate. Nella maggior parte dei casi, si manifesta con una secrezione acquosa, bruciore e fotofobia, ossia fastidio alla luce. Può accadere che il virus responsabile colpisca anche altre parti: per esempio, se il responsabile è l’Adenovirus in associazione possono subentrare sintomi come mal di gola, rinite, tosse e ingrossamento dei linfonodi. Il medico può consigliare di ricorrere a impacchi freddi, lacrime artificiali e antistaminici topici per mitigare le manifestazioni fastidiose. Per prevenire le complicanze può anche prescrivere antivirali topici o sistemici. Per impedire la trasmissione dell’infezione, è utile utilizzare asciugamani e salviette personali.

La forma allergica

La congiuntivite da allergia, infine, deriva da una risposta infiammatoria della congiuntiva al contatto con allergeni presenti nell’ambiente. Si tratta della forma più frequente di congiuntivite, che compare soprattutto tra fine marzo e settembre (quando i pollini aumentano la loro concentrazione nell’aria), ma anche in altri periodi a seconda del tipo di allergia. Si manifesta con prurito e arrossamento degli occhi. I fastidi agli occhi possono essere associati a naso che cola, starnuti e, a volte, febbre. Per migliorare la situazione, è utile evitare il più possibile il contatto con la sostanza scatenante e utilizzare lacrime artificiali. Nei casi più seri il medico può prescrivere colliri antistaminici e farmaci corticosteroidei.

 

 

 

 
 
 

Da sapere

LENTI A CONTATTO

I portatori di lenti a contatto devono prestare particolare attenzione in caso di congiuntivite perché sono più a rischio di complicanze. Per questo, al minimo accenno di arrossamento congiuntivale, con o senza secrezione, devono sospenderne immediatamente l’applicazione.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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