Dengue nei bambini: sintomi, cure, vaccino

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 02/04/2024 Aggiornato il 02/04/2024

I casi di Dengue in Italia sono in aumento e l'infezione può colpire i bambini. Vediamo come difendersi e quali sono le cure.

Dengue nei bambini: sintomi, cure, vaccino

La Dengue è un’infezione virale trasmessa dalla zanzara Aedes aegypti, che colpisce soprattutto bambini piccoli, giovani e adulti. I sintomi principali, che compaiono 5-7 giorni dopo la puntura, sono febbre alta, dolori ossei, dolore intorno agli occhi e mal di testa. Questi sintomi tipici a volte non compaiono nei bambini. L’insetto, diffuso soprattutto nelle aree tropicali, ha già causato oltre due milioni di casi in Brasile. Anche in Argentina la situazione è piuttosto seria, visto che da fine luglio 2023 a metà marzo 2024 sono stati registrato oltre 150mila contagi e almeno 106 morti. Questa febbre è arrivata in Italia, motivo per cui è molto importante capire quali siano i sintomi e come possiamo difenderci con misure precauzionali da seguire tutti i giorni.

Come si trasmette 

La Dengue è una malattia emergente: secondo le stime, negli ultimi 30 anni i casi si sono moltiplicati di 50 volte. I virus della Dengue sono quattro, molto simili tra di loro: Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4. La malattia non si trasmette da una persona all’altra, ma solo attraverso la puntura della zanzara. Il problema, sul quale le autorità sanitarie stanno concentrando l’attenzione, è che i casi segnalati in Italia sono autoctoni, ossia contratti nel nostro Paese e non in seguito a periodi trascorsi nei luoghi a rischio.

I sintomi della Dengue

La Dengue colpisce soprattutto bambini piccoli, giovani e adulti. I sintomi, che spesso sono assenti nei bambini, compaiono 5-7 giorni dopo la puntura da parte di questa zanzara, consistono in:

  • febbre alta che raggiunge anche i 39-40 gradi,
  • dolori osteo-muscolari,
  • mal di testa,
  • eruzione cutanea di colore rosso,
  • nausea e vomito
  • linfonodi (detti anche ghiandole) gonfi,
  • dolore nella zona intorno e dietro agli occhi.

Nei soggetti più deboli, come bambini piccoli, persone con sistema immunitario poco attivo, diabete o malattie di cuore possono comparire complicanze. Queste consistono in respiro affannoso, agitazione, dolore addominale, vomito con sangue.

Diagnosi e cure

La diagnosi coincide con la ricerca nel sangue degli anticorpi diretti contro il virus e con l’analisi di indici infiammatori, come la Pcr (proteina C reattiva). Poiché non esistono farmaci specifici contro la Dengue, la cura consiste nel riposo, nell’idratazione (bere tanti liquidi) e nell’assunzione di paracetamolo (per abbassare la febbre e alleviare i dolori) nelle dosi adatte a ciascuna età. Andrebbero evitati i Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei) e l’Aspirina, perché aumentano il rischio di sanguinamenti cui espone la malattia.

Il vaccino

Lo scorso autunno, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato nel nostro Paese un vaccino contro la Dengue che ha l’obiettivo di prevenire le serie conseguenze della puntura di una zanzara infetta. Il vaccino, vivo e attenuato, contiene i quattro sierotipi (Den 1-2-3-4) e può essere somministrato a partire dai 4 anni di età. Al momento, però, non ci sono dati sufficienti sul suo impiego nelle persone di età superiore ai 60 anni e nei malati cronici. Le donne in età fertile devono evitare la gravidanza per almeno un mese dopo aver eseguito la vaccinazione. L’immunizzazione consiste in due iniezioni nel muscolo del braccio, a distanza di tre mesi. Possono comparire effetti collaterali come febbre, dolori muscolari, irritabilità, inappetenza, debolezza, malessere generale, sonnolenza, mal di testa, dolore ed arrossamento nella sede di somministrazione. Il vaccino è a disposizione delle Regioni italiane che ne facessero richiesta, come è successo per l’Emilia Romagna che ha inviato richiesta al Ministero della Salute per avere una scorta di vaccini. Anche in Lombardia il vaccino è già disponibile. Chi è interessato può rivolgersi alla sezione Medicina del Turismo, presente presso la propria Asl.

Le regole per prevenire la Dengue

Una importante strategia di difesa consiste nel combattere la diffusione della zanzara Aedes attraverso l’eliminazione di acque stagnanti e rifiuti e l’igienizzazione dei luoghi dove l’insetto depone le uova. Inoltre si devono utilizzare insetticidi e disinfettanti ambientali, repellenti sulla pelle e sugli indumenti, zanzariere alle finestre impregnate di insetticidi. In modo particolare è importante proteggere i bambini con queste misure di sicurezza.
Ecco qualche consiglio utile per proteggersi dal rischio di contrarre la Dengue e altre malattie trasmesse dagli insetti come la Zika, la Chagas e la Febbre gialla. Vanno seguite soprattutto d’ora in poi, dato che con la bella stagione aumenta la diffusione della zanzara Aedes e i viaggi ai Tropici diventano più frequenti.

  • Prima di mettersi in viaggio, informarsi sui rischi di infezioni presenti nel Paese ospitante
  • Chiedere al proprio medico se ci sono eventuali vaccinazioni da eseguire: le indicazioni su quali profilassi effettuare variano infatti a seconda della destinazione
  • Non aspettare gli ultimi giorni. Un vaccino può richiedere qualche tempo prima di essere attivo
  • Avere sempre con sé repellenti adatti, da applicare generosamente soprattutto sulle parti scoperte della pelle
  • Vestire adeguatamente con pantaloni lunghi e maglie a maniche lunghe
  • Mantenere la pelle pulita: il sudore attira gli insetti
  • Non utilizzare profumi o essenze, che possono richiamare gli insetti
  • Dormire con una zanzariera a copertura del letto, soprattutto nelle zone calde e umide come il Sud Est asiatico
  • Informare il proprio medico se al ritorno si manifesta un malessere che non ci si sa spiegare.

Le misure protettive del Governo 

Nel frattempo, il Governo sta mettendo in atto alcune misure protettive contro la Dengue, rafforzando le misure di controllo negli aeroporti, e monitorando i viaggiatori che rientrano dai paesi dove la zanzara è diffusa. L’ultima circolare del Ministero della Salute raccomanda la messa in atto di misure locali di monitoraggio e di contrasto degli insetti, individuando i siti a rischio di introduzione di nuove specie di zanzare invasive.

In particolare, la circolare invita le Regioni a:

  • predisporre le misure previste nel Piano Nazionale di Prevenzione
  • potenziare la sorveglianza dei casi di persone con Dengue su tutto il territorio italiano, in modo rapido
  • migliorare la comunicazione sulla malattia
  • sensibilizzare gli operatori sanitari, compresi i pediatri e i medici di medicina generale, per permettere di identificare rapidamente i casi
  • portare avanti azioni di bonifica ambientale per ridurre i siti dove le zanzare possono proliferare. Per esempio, si raccomanda lo sfalcio della vegetazione incolta, la rimozione degli accumuli d’acqua stagnante e così via
  • aumentare la consapevolezza del rischio Dengue in scuole, aree urbane, luoghi ricreativo-sportivi e tra gli operatori sanitari
  • aumentare i controlli sul sangue donato.

Verranno inoltre aumentati i controlli in porti e aeroporti sui viaggiatori provenienti dai Paesi dove ci sono molti casi di Dengue, effettuando test rapidi.

La situazione in Italia e in Lombardia

Un caso recente di Dengue si è verificato a Busto Arsizio, cittadina in provincia di Milano. La persona infettata dal virus era rientrata da poco dal Brasile. Si era recata dal medico per accertamenti in seguito a febbre e ad altri malesseri che in seguito sono stati messi in relazione proprio con la Dengue. Dopo il ricovero in ospedale, l’uomo è stato dimesso, al momento sta bene e il Comune ha effettuato una disinfestazione per eliminare sia esemplari adulti di zanzare Aedes sia eventuali larve.
Al momento, però, non sembrano esserci rischi perché il contagio è avvenuto probabilmente in Brasile, dove la persona è stata punta da una zanzara. Nel nostro Paese, secondo dati che però si riferiscono ancora al 2023, le regioni dove sono stati registrati più casi sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Lazio, con focolai non collegati tra di loro. Non si sono verificati casi autoctoni in Italia, dal momento che gli episodi di infezione provengono dall’estero: in altre parole, le persone sono state punte dalla zanzara mentre erano nei paesi dove l’insetto è endemico.

 
 
 

In breve

Il rischio di contrarre la Dengue aumenta con l’arrivo del clima caldo e del proliferarsi dei casi anche in Italia. Ci sono alcuni rimedi e regole per prevenire le punture di queste zanzare e un vaccino per immunizzarsi.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Placenta bassa in 16^ settimana: si può prendere l’aereo?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una sospetta inserzione bassa della placenta va confermata con l’ecografia transvaginale a partire dalla 20^ settimana, quindi circa un mese prima di questa data è prematuro diagnosticarla: proprio per questo un viaggio in aereo si può affrontare senza rischi.   »

Dopo tre cesarei si può partorire naturalmente?

08/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Al travaglio di prova dopo un parto cesareo, noto con l'acronimo TOLAC dall'inglese trial of labour after cesarean, possono essere ammesse solo le mamme che abbiano già affrontato l'intervento solo una, massimo due volte.   »

Manovre effettuate durante l’ecografia: possono causare danno al feto?

04/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giovanni Battista Nardelli

Nessuna delle manovre manuali esterne effettuate dal medico per poter svolgere l'ecografia nel migliore dei modi può esporre il feto a rischi.   »

Bimbo di 4 anni con una tosse che non passa nonostante l’antibiotico

02/04/2024 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

È un'eventualità frequente che i bambini della scuola materna passino più tempo a tossire che il contrario. Posto questo, l’antibiotico andrebbe usato quanto la tosse con catarro persiste per più di un mese senza tendenza alla remissione.  »

Fai la tua domanda agli specialisti