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Con il calo delle temperature e la diffusione dei virus respiratori, si torna a parlare di epidemia di Covid, che insieme alle altre infezioni stagionali causerà un numero medio elevato di contagi, secondo le stime degli esperti.
La situazione nel nostro Paese, secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità che effettua un regolare monitoraggio dei casi e dei ricoveri, era stabile a fine settembre 2026, con un caso su 100.000 abitanti, in linea rispetto alle settimane precedenti.
“Il Covid non è scomparso e la fine dell’emergenza pandemica non significa che sia diventato innocuo” esordisce il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università di Milano. “Trascorrere più tempo in ambienti chiusi e poco ventilati facilita i contagi: occorre mantenere un’attenzione proporzionata, soprattutto per proteggere anziani, immunodepressi e persone con malattie croniche”.
Non si può ancora dire se ci sarà una vera epidemia di Covid-19, ma la circolazione delle nuove varianti come XFG provocherà un aumento dei casi. È importante essere preparati e approfittare della disponibilità del vaccino coniugato influenza 2026 e Covid.
La situazione nel mondo
Secondo il bollettino di sorveglianza dell’Iss, in Italia l’incidenza più elevata è in Lombardia (con 1,09 casi per 100.000 abitanti), mentre la più bassa sembra essere in Toscana (con 0,08 casi ogni 100.000 abitanti). Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Umbria non hanno comunicato casi nella settimana in sorveglianza.
L’età media alla diagnosi è 51 anni.
La situazione è abbastanza simile in Francia, dove i casi sono stabili rispetto ai periodi precedenti, secondo quanto riportato dalle autorità sanitarie. È però aumentata la richiesta di vaccinazioni e anche di visite presso di medici di medicina generale e i pediatri, in ogni fascia di età.
Nel Regno Unito, i dati ufficiali registrano un aumento degli accessi al pronto soccorso per sintomi correlati al Covid-19.
In Cina, stando ai dati del China Center for Diseases control, già nei mesi estivi sono stati registrati circa 79mila casi, di cui 130 seri. Si è verificato un solo decesso, in una persona con malattie pregresse.
Negli Stati Uniti, le autorità sanitarie prevedono una situazione ormai endemica, con diversi milioni di casi ma sintomi non eccessivamente seri e simili a quelli dell’influenza.
In generale, in Europa e nel resto del mondo ormai più che di epidemia di Covid-19 si può parlare di un virus endemico, che non va sottovalutato soprattutto nel caso delle persone con malattie croniche o sistema di difese poco attivo.
Sintomi nei bambini
“Non possiamo considerare tutti i bambini piccoli privi di immunità soltanto perché sono nati dopo il 2020: il virus ha continuato a circolare e molti lo hanno già incontrato” chiarisce il professor Pregliasco.
“Nella maggior parte dei casi l’infezione è lieve, ma nei lattanti e nei bambini con malattie preesistenti serve una maggiore attenzione. È importante ricordare che i più piccoli sono soggetti a varie infezioni virali, oltre a quella dovuta al Sars-Cov-2. Potranno contrarre l’influenza stagionale e sono a rischio anche per il Virus respiratorio sinciziale responsabile della bronchiolite”.
Capire quindi quando si tratta realmente di Covid-19 non è semplice. Il pediatra resta il punto di riferimento principale e può capire qual è il problema del bambino basandosi sui sintomi. Quelli in comune con l’influenza sono:
- febbre elevata
- mal di testa
- raffreddore
- mal di gola
- disturbi gastrointestinali
I sintomi tipici del Covid-19 comprendono:
- affaticamento
- dolori muscolari
- tosse secca e fastidiosa
- difficoltà ad avvertire odori e sapori (se il bambino è abbastanza grande per riferirlo).
“Febbre, tosse, mal di gola e stanchezza possono essere provocati da diversi virus respiratori: i sintomi, da soli, non permettono di distinguere con certezza il Covid dall’influenza” chiarisce l’esperto.
“Il tampone è particolarmente utile quando il risultato può orientare le cure o aiutare a proteggere una persona fragile. Nei soggetti a rischio è importante contattare tempestivamente il medico”.
Attenzione se, in seguito, compare difficoltà respiratoria con atti affrettati, pallore, spossatezza. Potrebbe trattarsi in questo caso di Virus respiratorio sinciziale ed è importante contattare subito il pediatra.
Come avviene il contagio
La stagione di Covid-19 sarà caratterizzata dalla variante XFG (che fa parte del tipo Omicron): i sintomi sono contenuti ma è altamente contagiosa, soprattutto all’interno di gruppi ristretti come famiglie o classi scolastiche.
Il virus si trasmette esattamente come altri virus respiratori, ossia attraverso le particelle di saliva diffuse negli ambienti poco aerati, con i colpi di tosse e gli starnuti.
I virus possono raggiungere direttamente le altre persone, oppure essere portati alle mucose di occhi e vie respiratorie attraverso la manipolazione degli oggetti in comune.
“Per questa modalità di trasmissione, un modo per ridurre la circolazione del virus è seguire regole igieniche che dovremmo avere appreso tutti” aggiunge l’esperto. “Quindi, lavare spesso le mani con acqua calda e sapone e utilizzare la mascherina non appena si avvertono sintomi respiratori. Sarebbe opportuno evitare, in ogni caso, di incontrare persone fragili quando non ci si sente bene”.
Tutte le cure
Il Covid-19, prima ancora di essere curato, può essere prevenuto con il vaccino.
La campagna inizia a ottobre 2026 in Italia e può anche essere somministrato in un’unica formulazione con il vaccino antinfluenzale. La vaccinazione si può effettuare in farmacia, dal medico di medicina generale oppure dal pediatra, negli ambulatori vaccinali della Asl di pertinenza.
Sono gratuiti per tutti, a partire dai sei mesi di età in su e sono raccomandati per le persone anziane, per chi ha malattie respiratorie o cardiovascolari, per le donne in gravidanza. Per chi si è sottoposti in passato al vaccino contro il Covid-19 è sufficiente una sola somministrazione. Il vaccino protegge i bambini da complicanze di forme virali, come la miocardite.
Scopri qui quando parte la campagna vaccinale 2026-2027
Se invece compaiono i sintomi, è importante:
- Tenere il bambino a riposo, proponendogli molti liquidi per assicurare l’idratazione. I piccoli possono incorrere in disidratazione per la febbre e la dissenteria. Vanno bene tè deteinato, spremute fresche, brodo vegetale, latte tiepido. Il neonato deve continuare a nutrirsi al seno perché il latte materno contiene anticorpi
- Controllare la febbre assumendo una dose adeguata di paracetamolo oppure ibuprofene pediatrico, dopo aver chiesto al medico un consiglio. Questi farmaci aiutano anche a contrastare il mal di testa e i dolori muscolari. Il medico può suggerire la formulazione adatta
- Chiedere sempre al pediatra come comportarsi in caso di tosse e raffreddore. I lavaggi nasali con acqua sterile e soluzioni spray sono importanti per liberare le mucose e migliorare la respirazione
- Alimentare il bambino in modo leggero e nutriente, con frutta e ortaggi cotti, carboidrati, proteine magre.
La scuola può essere ripresa quando i sintomi sono scomparsi.
In breve
Il virus del Covid-19 torna a circolare con il freddo e negli ambienti chiusi si diffonde facilmente tra i bambini. Per prevenire il contagio valgono le regole igieniche come il lavaggio delle mani e l’uso della mascherina, per controllare i sintomi si chiede al pediatra per eventuali farmaci. Per ridurre il rischio di complicanze si può scegliere il vaccino
