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Una epidemia di diarrea negli Stati Uniti, piuttosto intensa, sta facendo parlare di sé in questo periodo. Secondo gli esperti, è legata all’infezione da Cyclospora cayetanensis, un protozoo presente nel terreno e nelle acque che raggiunge frutta e ortaggi. Una volta che una persona consuma questi alimenti, contrae una forma gastrointestinale con diarrea, vomito e a volte febbre.
Solitamente questa forma gastrointestinale riesce a essere tenuta sotto controllo con riposo e idratazione. Nel caso dell’epidemia di diarrea negli Stati Uniti, sembra però piuttosto intensa, soprattutto se ha colpito bambini piccoli e persone con malattie croniche che hanno manifestato sintomi più intensi e duraturi, tali da richiedere una cura con antibiotici e, a volte, il ricovero in ospedale. È sempre il medico che deve stabilire quando è opportuno assumere i farmaci.
La situazione negli Stati Uniti
L’epidemia di diarrea negli Stati Uniti in questi mesi caldi dell’estate 2026, secondo quanto reso noto dal Preventing Cyclosporiasis | Cyclosporiasis | CDC , ha comportato 1.645 casi confermati di ciclosporiasi di origine nazionale (dati aggiornati al 14 luglio 2026), ma ci sono oltre 5.100 casi che richiedono ulteriori analisi per confermare la diagnosi.
Finora vari Stati hanno segnalato un aumento dei casi rispetto allo stesso periodo del 2025. Il Cdc e le autorità statali e federali stanno collaborando per indagare su diversi focolai di ciclosporiasi. Sono 34 gli Stati che hanno segnalato casi, ma la maggior parte sono concentrati in Michigan, in Ohio, West Virginia e Kentucky.
Secondo gli esperti del Cdc, i casi di gastroenterite sarebbero dovuti all’infezione da un protozoo, la Cyclospora cayetanensis, che attraverso acque da irrigazione avrebbe raggiunto alcuni prodotti alimentari come lattuga in busta, cetrioli, cipollotto, basilico, lamponi e altri ortaggi e frutti che solitamente si consumano crudi.
Gli esperti hanno dichiarato che proprio le caratteristiche di questi prodotti, irregolari e bitorzoluti, possono avere favorito l’annidarsi del parassita che ha poi raggiunto l’organismo delle persone. Si esclude invece che il protozoo possa essere presente nelle acque destinate ad attività ricreative, per esempio quella delle piscine.
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Il protozoo responsabile della diarrea
La Cyclospora cayetanensis è un microrganismo che può causare disturbi solo nell’uomo, non in altre specie animali. Non è nemmeno uno degli agenti patogeni più diffusi e comuni, come per esempio l’Escherichia coli, la Shigella o il Rotavirus.
Tuttavia, in alcune zone, il protozoo è endemico e può diventare pericoloso per l’organismo umano. “Il microrganismo è diffuso anche in altre zone del mondo, per esempio quelle tropicali e subtropicali ed è presente anche in Italia, anche se non è endemico” chiarisce la dottoressa Elena Bozzola, presidente ETS Il Bambino ed il Suo Pediatra. “In passato sono stati segnalati altri casi, come per esempio in India, che ci hanno permesso di studiarlo e conoscerlo meglio. Si tratta di un protozoo, un organismo costituito da una sola cellula, che vive nel suolo e nelle acque sotto forma di oocisti, ossia una cellula avvolta in un guscio protettivo. Le oocisti resistono anche a temperature estreme e sopravvivono anche a sanificazioni a base di cloro, sia ambientali sia sui cibi”.
In condizioni ambientali di umidità elevata e di temperatura tra i 22 e i 32 gradi, le oocisti maturano e divengono sporozoiti, parassiti attivi in grado di provocare l’infezione.
Questo succede se, in seguito a consumo di frutta e verdura contaminati attraverso il terreno e le acque di irrigazione, raggiungono l’organismo. Una volta nell’apparato digerente, in condizioni ambientali favorevoli, gli sporozoiti si moltiplicano e danneggiano le cellule della parete dell’intestino, scatenando i malesseri.
“Come evidenziato da recenti studi scientifici, la Cyclospora cayetanensis ha un profilo epidemiologico particolare” specifica la pediatra. “Le oocisti rilasciate devono attraversare un periodo di 7-14 giorni prima di essere infettive e circa 7 giorni di incubazione nell’ospite prima dell’insorgenza della malattia. Questo rende rara la trasmissione da persona a persona e può creare eventi di contaminazione che si verificano settimane prima della comparsa dei casi clinici”.
Sintomi della diarrea acuta
L’infezione da Ciclospora a volte può essere asintomatica, oppure dare disturbi lievi, simili a quelli di una influenza intestinale, della durata di due o tre giorni. In altri casi, quando l’organismo è delicato come quello di un bambino piccolo, di una donna in gravidanza o una persona fragile, può comparire una forma più severa di gastroenterite.
I sintomi, che compaiono solitamente da qualche giorno a due settimane dopo l’ingestione dell’alimento contaminato, sono:
- diarrea acquosa con scariche frequenti
- crampi e dolori addominali
- perdita dell’appetito e nausea
- gonfiore addominale per la presenza di gas
- stanchezza e sensazione di affaticamento.
A volte possono comparire disturbi di tipo influenzale, per esempio febbre non elevata. Questo sintomo però è meno frequente.
È importante curare l’infezione perché, in caso contrario, i sintomi possono tornare dopo essere scomparsi per qualche tempo e così via ciclicamente, causando disidratazione che debilita fortemente l’organismo. In alcuni casi è sufficiente assicurare idratazione con somministrazione di liquidi, ma spesso è necessario assumere una cura antibiotica.
“La diagnosi di infezione da Cyclospora cayetanensis viene stabilita tramite esame microscopico delle feci” chiarisce Elena Bozzola. “Gli oocisti possono essere rilevati attraverso un esame che si chiama colorazione acido-resistente modificata delle feci, in cui gli oocisti appaiono dal rosa chiaro al viola intenso”.
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Come prevenirla per viaggi con bambini
Al momento non risulta un allarme in Italia, anche se il protozoo esiste. È invece bene fare attenzione nel caso ci si rechi per viaggi o vacanze anche con bambini nelle zone dove il protozoo è endemico.
La prevenzione della diarrea nei bambini e soprattutto in quelli molto piccoli parte sempre da una attenta gestione degli alimenti, utile per difendersi in generale da tutte le tossinfezioni alimentari.
- È importante lavarsi le mani con acqua e sapone prima e dopo aver toccato o preparato frutta e verdura crude
- Si deve poi lavare accuratamente tutta la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente del rubinetto o con acqua pulita prima di consumarle, tagliarle o cuocerle. Lo stesso suggerimento vale per le verdure in busta, anche quelle già lavate
- È bene strofinate la frutta e la verdura più dura, come meloni e cetrioli, con una spazzola pulita
- Prima di preparare e consumare frutta e verdura, si devono eliminare tutte le parti danneggiate o ammaccate dove il protozoo tende ad annidarsi
- Bisogna conservare in frigorifero la frutta e la verdura tagliate, sbucciate o cotte il prima possibile (comunque entro 2 ore)
- Consumare gli ortaggi cotti, sia nei luoghi a rischio sia per evitare altre infezioni veicolate da questi alimenti (per esempio la Toxoplasmosi) elimina il rischio.
Bisogna ricordare che le oocisti di Cyclospora cayetanensis sono resistenti alle tradizionali strategie di sanificazione dei prodotti ortofrutticoli, sia in Italia sia in altri Paesi. Ecco perché vanno trattati con acqua potabile corrente a lungo prima di proporli a un bambino piccolo o a una donna in attesa.
Per maggiore consigli su come comportarsi se si viaggia all’estero, in Paesi dove ci sono rischi di tossinfezioni alimentari, è bene chiedere al pediatra.
In breve
Il protozoo Ciclospora ha causato migliaia di casi di diarrea negli Usa. Se per vacanza ci si reca in zone dove il parassita è endemico, per esempio Michigan e Ohio, è importante parlare con il pediatra che spiegherà come difendere i bambini e anche se stessi. La frutta e la verdura che non si possono sbucciare vanno lavate con cura oppure consumate cotte, se possibile
