Febbre West Nile: come prevenirla

Luciana Pellegrino A cura di Luciana Pellegrino

Il Ministero della Salute ha divulgato un piano di prevenzione per ridurre la diffusione e la trasmissione del West Nile Virus, quello responsabile della Febbre del Nilo. Ecco come difendersi

Febbre West Nile: come prevenirla

La febbre West Nile, o febbre del Nilo occidentale, è una malattia che si trasmette attraverso la puntura della zanzara comune, di tipo Culex, principale vettore del virus. Questa malattia può in certi casi, per fortuna rari, diventare letale: in soggetti particolari, infatti, può causare febbre acuta con manifestazioni cutanee fino a encefalite e meningite. Gli uomini e gli animali sono solo gli ospiti casuali di questo virus e, anche se punti, non possono trasmettere il virus.

Il piano del ministero della Salute

Per contenere il rischio di diffusione e di trasmissione del virus il ministero della Salute ha divulgato un piano nazionale utile per la prevenzione, la sorveglianza e il controllo dell’infezione dal West Nile Virus. Questo perché da maggio a novembre le zanzare aumentano e di conseguenza risulta più facile essere soggetti alle punture da zanzare. Nella maggior parte delle persone l’infezione decorre senza sintomi gravi, ma nei soggetti immunocompromessi possono manifestarsi febbre, dolori muscolari e sintomi neurologici anche letali.

No a ristagni di acqua

Le zanzare sono particolarmente attive di sera e di notte, mentre di giorno trovano riparo nelle zone fresche come acquitrini, depuratori, cisterne, tombini, sottovasi, barattoli vuoti e tutti quei luoghi dove può raccogliersi l’acqua, idonei per la concentrazione delle zanzare. Le autorità pubbliche si impegneranno quindi a mantenere puliti giardini e parchi oltre a eliminare rifiuti e contenitori vuoti. È inoltre consigliabile che i sottovasi delle piante vengano svuotati poiché potrebbero trasformarsi in un ricettacolo di zanzare.

Sì a repellenti e insetticidi

Altre misure di prevenzione utili nella vita quotidiana sono repellenti per la pelle, indumenti chiari come camicie a maniche lunghe e pantaloni, zanzariere per porte e finestre, spray, insetticidi domestici e dissuasori per uso esterno.

I soggetti a rischio

Gli anziani, i malati oncologici e i soggetti affetti da diabete, ipertensione, malattie renali e coloro che hanno subito un trapianto sono i soggetti più a rischio contagio dal West Nile Virus, i quali devono dunque prestare molta attenzione.

LEGGI QUI L’INTERVISTA AGLI ESPERTI SULLA FEBBRE DEL NILO

 

 

 
 

DA SAPERE

QUASI 600 CASI NEL 2018

In Italia nel 2018 sono stati segnalati 595 casi di febbre del Nilo, di cui 238 di forma neuro-invasiva.

 

Pubblicato il 30.5.2019 Aggiornato il 30.5.2019
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