Gengive infiammate? Sale il rischio di ictus

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi

Curare gengivite e parodontite riduce l'infiammazione locale della bocca e quella generale, abbassando anche il pericolo di ictus. Ecco perché

Gengive infiammate? Sale il rischio di ictus

Chi soffre di gengive infiammate non mette a rischio soltanto la salute della bocca. Gengivite e parodontite, infatti, sono associate a un maggior rischio di ictus e infarto. Per contro, i trattamenti odontoiatrici delle gengive possono aiutare a ridurre i rischi cardiovascolari. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, condotto presso il Dental Technology Centre del Christian Hospital di Changhua, a Taiwan.

Lo studio su oltre 160.000 persone

Lo studio ha analizzato circa162mila individui affetti da gengive infiammate e parodontite che non avevano avuto in precedenza nessun “incidente”  cardiovascolare (come infarto e ictus). Il campione è stato seguito nel tempo, registrando i casi di ictus e confrontando i dati in base al tipo di trattamento odontoiatrico seguito. Dalla ricerca è emerso che la pulizia profonda o il trattamento sotto-gengivale non chirurgico (‘Dental scaling’) su questi pazienti ha abbassato il rischio di ictus con una percentuale variabile a seconda della gravità del problema gengivale. Al contrario, l’estrazione di denti a causa della parodontite ha aumentato il rischio di ictus del 56%, risultato maggiore del 36% anche nei pazienti con parodontite non trattata.

Infezione da locale a generale

Spesso la gengivite è l’esordio di una patologia più complessa, la parodontite, causata dall’attacco di microrganismi batterici, che si depositano nel solco tra dente e gengiva formando la placca che favorisce la nascita di una tasca parodontale, cioè uno spazio dove si accumulano e proliferano i batteri. Questa infezione intacca la parte ossea, compromettendo la stabilità del dente, che comincia a “dondolare”.  I batteri dalla bocca possono poi migrare in altre parte dell’organismo, provocando vari problemi.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Attenzione ai segnali di allarme della gengivite: gengive arrossate, gonfie e doloranti al tatto; sanguinamento gengivale mentre si mangia, si lavano i denti o si passa il filo interdentale.

 

Pubblicato il 10.12.2019 Aggiornato il 10.12.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Antibiotico: può causare orticaria a un bimbo di tre anni e mezzo?

02/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Spetta all'allergologo stabilire se la comparsa di un'orticaria dipenda da un'infezione dovuta a un agente infettivo oppure sia una reazione all'antibiotico.   »

Perdite rosa in 7^ settimana: sono da impianto?

02/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le perdite da impianto si manifestano (quando succede) prima della settima settimana di gravidanza.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti