Gengivite: a volte è colpa dei farmaci

Laura Raimondi A cura di Laura Raimondi

Specifici gruppi di farmaci influenzano il volume gengivale e aumentano il rischio di ristagno batterico, provocando gengiviti

Gengivite: a volte è colpa dei farmaci

Alcune classi di farmaci aumentano il rischio di gengiviti. Questa correlazione è dovuta all’aumento dei batteri all’interno del tessuto paradontale (ovvero delle parti di tessuto vicine ai denti), problematica che può alterare la stabilità dei denti nelle persone predisposte all’infiammazione gengivale.

I farmaci “contro” le gengive

Studi recenti, infatti, confermano che alcuni medicinali di uso comune, come contraccettivi orali e anti-ipertensivi, possono avere tra gli effetti indesiderati un aumento del volume e del sanguinamento gengivale. Nello specifico, sono tre i gruppi di farmaci interessanti: anticonvulsivi utilizzati per la cura dell’epilessia (fenintoina e sodio valproato); calcio-antagonisti assunti come anti-ipertensivi, ovvero per stabilizzare la pressione sanguigna (nifedipina, verapamil, diltiazem, amlodipina, felodipina) e immunoregolatori, impiegati nel post-trapianto. Anche i contraccettivi orali in dosi massicce possono contribuire alla comparsa di gengivite.

Prevenzione, la prima cura

L’igiene orale ovviamente riveste un ruolo centrale per la prevenzione della gengivite: lavarsi i denti con attenzione sempre dopo i pasti principali, l’utilizzo quotidiano del filo interdentale e l’utilizzo del pulisci-lingua aiutano a eliminare il rischio batterico.

Per tanti, ma non per tutti

Spiega Mario Aimetti, presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) “l’aumento dell’infiammazione e del volume gengivale che ne consegue non si presenta in tutti i pazienti che ne fanno uso.  Inoltre, gli effetti possono variare anche nella stessa persona, a seconda dell’età o dal cambio di abitudini, come l’aumento o la cessazione del fumo e una più o meno accurata igiene orale”.

Dal dentista regolarmente

L’aumento del volume gengivale promosso da questi medicinali contribuisce all’accumulo di placca batterica sulla superficie dentale in prossimità della gengiva. È necessario quindi avvisare il proprio dentista se si utilizzano questi farmaci, in modo da programmare controlli con un parodontologo, figura professionale specializzata nei tessuti limitrofi ai denti.

 

 
 
 

Da sapere!

La rimozione professionale della placca e del tartaro in combinazione con un’efficace igiene orale risolve il problema se la gengivite è in fase iniziale. Per casi più gravi, invece, è opportuno valutare la variazione della terapia farmacologica.

 

Pubblicato il 21.5.2019 Aggiornato il 21.5.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Gemelli nel pancione che non si sentono più muovere

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se verso il termine della gravidanza non si avvertono più i movimenti fetali, per togliersi ogni dubbio è opportuno recarsi in pronto soccorso.   »

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Pipì a letto di notte a 4 anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Può capitare che nel periodo di vacanza ci siano regressioni rispetto al controllo notturno della vescica, ma in genere tutto si risolve con il ritorno alla normale routine quotidiana.   »

Massaggiatore elettrico vibrante: si può usare in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il massaggiatore elettrico è controindicato in gravidanza, perché può causare problemi anche importanti. Tuttavia, un uso occasionale per brevissimo tempo non dovrebbe provocare conseguenze.   »

Si può andare in montagna col pancione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Durante la gravidanza, l'altitudine ideale per chi sceglie una vacanza in montagna è intorno ai 1000 metri e non superiore ai 1500.   »

Fai la tua domanda agli specialisti