Hantavirus: sintomi, trasmissione e pericolosità nei bambini

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Elena Bozzola - Dottoressa specialista in Pediatria, Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

La trasmissione da persona a persona è rara e avviene solo dopo un contatto molto stretto. I bambini non rischiano di più ma, se manifestano sintomi simil influenzali dopo essere stati in luoghi a rischio, è bene avvisare il pediatra

Hantavirus

Di hantavirus si parla molto in questo periodo, dopo i casi verificatisi sulla nave da crociera olandese MV Hondius, salpata il 1° aprile 2026 dal Sud America per Capo Verde, e a quanto pare collegati proprio all’infezione da questo agente patogeno. La prima persona a manifestare sintomi di hantavirus è stato un olandese 70enne, poi deceduto. In seguito hanno perso la vita la moglie dell’uomo e una donna tedesca. Il 27 aprile un passeggero britannico, che aveva manifestato i sintomi, è stato ricoverato in Sudafrica. In tutto i casi confermati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono 11 (dato aggiornato al 14 maggio ndr).

Sulla nave non c’erano italiani, ma alcuni connazionali sono entrati in contatto con le persone contagiate poiché si trovavano sull’aereo che la moglie della prima vittima aveva cercato di prendere. Queste persone sono state poste in isolamento preventivo e non hanno manifestato sintomi. Secondo gli esperti italiani, al momento il rischio è sotto controllo, ma l’hantavirus, pur non essendo particolarmente contagioso, causa un’infezione seria, dal decorso potenzialmente mortale soprattutto nelle persone anziane e nei soggetti fragili.

Sintomi

I sintomi dell’hantavirus compaiono da una a 8 settimane dopo il contagio. Possono manifestarsi disturbi come:

  • febbre
  • cefalea
  • nausea
  • vomito
  • dolore addominale
  • dolori osteo-muscolari.

Questi sintomi hanno una durata di circa tre-sei giorni e sono simili a quelli di una comune influenza. Per questa ragione in una prima fase tendono a essere sottovalutati.

Trasmissione e contagio

Hantavirus indica un gruppo di virus della famiglia Hantaviridae, che viene diffuso soprattutto da roditori come topi e ratti, che diffondono il virus nell’ambiente attraverso feci, urine e saliva. Il contagio all’uomo si verifica solitamente attraverso l’inalazione di particelle contaminate presenti in ambienti chiusi o dove c’è un’alta concentrazione di virus per la presenza di escrementi di roditori. A volte, ma è più raro, il contagio si verifica per graffi o morsi di questi animali o per manipolazione del materiale contaminato.

La trasmissione avviene dunque soprattutto secondo questa modalità ed è difficile che si trasmetta da persona a persona attraverso le goccioline di saliva diffuse con colpi di tosse e starnuti. “L’hantavirus è un’infezione rara in Europa e non ha le caratteristiche pandemiche che abbiamo visto con il Covid-19 perché la trasmissione tra individui è difficile” chiarisce il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano. “Può verificarsi attraverso un contatto molto stretto di tipo respiratorio oppure con il passaggio di liquidi biologici, ma i casi ad oggi di trasmissione tra persone sono attualmente così pochi che non c’è ancora sufficiente chiarezza su questa modalità”.

La situazione in Italia

In seguito alla pandemia di Covid-19, il timore che possano comparire nuove malattie virali pericolose è abbastanza diffuso. Secondo gli esperti, però, al momento non ci sono motivi di preoccupazione, soprattutto nel nostro Paese. “L’infezione da hantavirus può essere seria in alcuni casi, soprattutto perché a causa della somiglianza dei sintomi iniziali con quelli di una comune influenza non si dedicano cure adeguate”, aggiunge il virologo. “Il rischio per la popolazione generale però resta molto basso”.

Al momento non risultano casi in Italia e la situazione è sotto controllo. Resta sotto sorveglianza da parte delle autorità sanitarie la donna fiorentina che si era trovata sullo stesso volo di una delle persone decedute per hantavirus: è in buona salute, non presenta sintomi ed è oggetto di monitoraggio regolare da parte del centro di Igiene pubblica dell’Asl Toscana Centro e là resterà per tutto il periodo di sorveglianza attiva che terminerà il prossimo 5 giugno.

È in quarantena presso l’ospedale Sacco di Milano, a scopo precauzionale,  il cittadino britannico che aveva viaggiato in aereo con una delle persone poi decedute e lo resterà fino a giugno quando il rischio che i sintomi si presentino saranno azzerati. È invece risultata negativa all’hantavirus, in seguito ad analisi effettuate allo Spallanzani di Roma, la donna argentina in vacanza in Italia e poi ricoverata per polmonite.

Hantavirus nei bambini

L’hantavirus nei bambini è un’eventualità molto remota. “L’esposizione si verifica più frequentemente durante attività come la pulizia di ambienti infestati, ma può avvenire anche durante le attività quotidiane in aree ad alta presenza di roditori. I casi umani sono infatti più comuni in contesti rurali, come foreste, campi e fattorie” spiega la dottoressa Elena Bozzola, Il Bambino e il suo Pediatra onlus. “In Italia sono stati segnalati solo pochi casi sporadici di infezione da hantavirus, correlati a esposizione avvenuta all’estero. I bambini complessivamente non corrono un rischio più elevato, rispetto agli adulti, di contrarre il virus. Sono a maggior rischio le persone che svolgono attività che possono esporre al contatto con i roditori, tra cui anche la pulizia di ambienti chiusi e poco ventilati o la permanenza in ambienti infestati da roditori”.

Per ridurre il rischio di infezione da hantavirus è importante ridurre i contatti tra persone e roditori. Come ricorda il Ministero della Salute, misure efficaci includono:

  • evitare il contatto con roditori e loro escreti
  • aerare bene locali chiusi prima di pulirli
  • usare guanti e mascherine durante le pulizie di cantine, soffitte o magazzini, aree potenzialmente contaminate da roditori
  • non spazzare a secco polvere potenzialmente contaminata
  • inumidire le aree contaminate prima della pulizia; mantenere puliti gli ambienti domestici e di lavoro
  • lavare le mani spesso e con cura.

É comunque sempre bene ricordare ai bambini di prestare attenzione alle buone norme igieniche. In generale, i piccoli possono essere più esposti a contrarre infezioni per le modalità di gioco che, soprattutto nelle zone rurali, porta a manipolare la terra senza che avvenga un corretto lavaggio delle mani dopo aver giocato all’aperto. “Qualsiasi sintomo sospetto, anche se simile a quello di una normale influenza, va segnalato al pediatra” aggiunge la pediatra. “Altre misure di prevenzione non esistono perché attualmente non è disponibile un vaccino specifico contro l’hantavirus“.

Conseguenze

In alcuni casi, se l’infezione non viene trattata può evolvere in forme più serie che sono essenzialmente due:

  • L’Hcps o sindrome polmonare da hantavirus, legata a ceppi virali presenti nel continente americano. I sintomi che presenta sono tosse, difficoltà respiratoria, accumulo di liquido nei polmoni. Tra gli hantavirus responsabili di questa sindrome uno, chiamato Andes, può essere trasmesso da uomo a uomo in seguito a un contatto stretto e prolungato. Sembrano essere di questo tipo i casi verificatisi sulla nave olandese.
  • L’Hfrs o febbre emorragica con sindrome renale è dovuta a virus presenti in Europa e Asia ed è caratterizzata da abbassamento della pressione arteriosa, insufficienza renale, disturbi della coagulazione del sangue. Non sembra esserci la trasmissione da persona a persona.

Nel caso ci si sia recati in luoghi chiusi, poco sicuri per la presenza di roditori e scarsamente igienizzati, avvertendo in seguito sintomi come quelli elencati sopra, è bene per sicurezza evitare il contatto con altre persone e avvisare il proprio medico.

Photo by StockSnap for pixabay

 
 
 

In breve

Nel nostro Paese al momento non c’è motivo di preoccuparsi per l’hantavirus perché i contatti con le persone infette sono monitorati dalle autorità. Se si avvertono malesseri di tipo influenzale è sempre bene segnalarlo al medico ed evitare i contatti con altri. 

 

Fonti / Bibliografia

  • Hantavirus cluster linked to cruise ship travel, Multi-countryThis is the third Disease Outbreak News report on the hantavirus cluster, following the notification to the World Health Organization (WHO) on 2 May 2026 of severe respiratory illness cases aboard MV Hondius, a cruise ship. Since the last DON was published on 8 May, two additional confirmed cases were reported from France and Spain. In addition, there is one inconclusive result for a case in the United States of America. All were passengers on the ship. As of 13 May, a total of 11 cases, including three deaths, have been reported (case fatality ratio 27%). Eight cases were laboratory-confirmed for Andes virus (ANDV) infection, two are probable, and one case remains inconclusive and undergoing further testing. Through the International Health Regulations (2005) (IHR) channels, National IHR Focal Points (NFPs) have all been informed and are supporting international contact tracing efforts. WHO has assessed the risk posed by this event to the global population as low and will continue t...
  • FacebookLe malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all'uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale. Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori ma che possono occasionalmente essere trasmessi all'uomo. La trasmissione degli hantavirus all'uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori.
Pubblicato il 15.5.2026 Aggiornato il 15.5.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti