Il diabete non facilita il contagio da coronavirus, ma aumenta le complicanze

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili

Chi ha il diabete non corre rischi maggiori di contrarre il coronavirus. Attenzione però al decorso della malattia: se ad ammalarsi è un diabetico crescono, infatti, le probabilità di andare incontro a complicanze

Il diabete non facilita il contagio da coronavirus, ma aumenta le complicanze

Uno studio dei ricercatori dell’Università di Padova, pubblicato in forma di lettera sul Journal of Endocrinological Investigation, cerca di fare chiarezza circa il rapporto tra diabete e coronavirus, sfatando false credenze e ponendo l’accento su alcune reali attenzioni da tenere in tema di prevenzione e decorso della malattia: con il diabete non ci si ammala più facilmente, ma il decorso può essere più complicesso.

Due aspetti da chiarire

La ricerca, condotta intrecciando i risultati di dodici studi cinesi e alcuni dati preliminari italiani, ha evidenziato come chi convive con il diabete non corra rischi maggiori di contrarre il coronavirus rispetto al resto della popolazione. Di contro, però, quando ci si ammala e si ha il diabete aumentano le eventualità di andare incontro a complicanze.

Il rischio di ammalarsi non cresce

I risultati dello studio lasciano pochi dubbi sulla reale incidenza del diabete in tema di coronavirus. In prima battuta, ribadiscono gli esperti, con il diabete non ci si ammala più facilmente. Tenendo conto dei dati cinesi e di quelli italiani, la percentuale dei diabetici rilevata sul totale degli infetti è, infatti, risultata in linea con l’incidenza del diabete sulla popolazione generale. Il diabete non sembra dunque accrescere il rischio di contrarre l’infezione da Covid-19.

Ma la prognosi si complica

Il secondo aspetto preso in esame dal team guidato dai professori Gian Paolo Fadini e Angelo Avogaro, di concerto con i dottori Mario Luca Morieri e Enrico Longato, riguarda il decorso del coronavirus nei soggetti diabetici. Partendo dall’assunto che i diabetici hanno normalmente un rischio maggiore di andare incontro a complicanze con qualunque malattia o infezione, i dati sul Covid-19 non fanno eccezione. È chiaro dunque che, in caso di infezione da coronavirus, avere il diabete non agevola certamente il decorso della malattia. Spetta ai medici prestare un’attenzione maggiore e monitorare al meglio il decorso dell’infezione.

Prevenzione fondamentale

A oggi risulta impossibile stabilire il reale contributo del diabete nel decorso dell’infezione da Coronavirus e quali possano essere i meccanismi coinvolti. Occorre però ricordare sempre l’importanza della prevenzione. Come rimarcato da Francesco Purrello, presidente della Società italiana di Diabetologia, Paolo Di Bartolo, presidente dell’Associazione Medici Diabetologi, e Francesco Giorgino, presidente della Società italiana di Endocrinologia, è fondamentale attenersi pedissequamente alle norme ministeriali in tema di prevenzione. Restare a casa, indossare la mascherina, lavarsi spesso le mani e rispettare il distanziamento sociale sono fondamentali per evitare il contagio.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I ricercatori sottolineano che le complicanze maggiori in seguito al contagio da coronavirus si sono riscontrate in persone anziane e affette da altre patologie.

 

Pubblicato il 19.5.2020 Aggiornato il 19.5.2020
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti