Impetigine nei bambini: cause, sintomi e cure

Francesca Scarabelli A cura di Francesca Scarabelli, con la consulenza di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria

È un'infezione della pelle non solo molto contagiosa, ma anche fastidiosa per chi ne soffre: causa infatti un intenso prurito che spinge a grattarsi fino a rompere le bolle.

impetigine bambino

L’impetigine è un’infezione batterica della pelle molto comune in età pediatrica. La sua comparsa non è legata a una scarsa igiene personale né, nella maggior parte dei casi, a gravi problemi del sistema immunitario.

Si tratta tuttavia di una patologia altamente contagiosa, che richiede un intervento tempestivo e l’isolamento domestico del bambino fino all’inizio della cura.

Sintomi e tipi di infezioni curanee

“L’impetigine si riconosce da bolle sulla pelle, che tendono a non guarire e a diffondersi – spiega il Dottor Leo Venturelli, pediatra di famiglia e responsabile dell’educazione alla salute della SIPPS (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) – A volte c’è prurito e il grattamento aumenta la diffusione sul corpo. È una forma contagiosa, fino a quando non viene impostata terapia che si avvale di igiene locale, applicazioni di creme antibiotiche e, se non si risolve, di antibiotici per bocca. È piu’ frequente in estate, quando la pelle è sottoposta a maggiore stress per calore, sudorazione ed esposizione al sole”.

In genere il pediatra è in grado di formulare la diagnosi con un semplice esame visivo; in casi dubbi, ci si può rivolgere a un dermatologo pediatrico. Si distinguono principalmente due varianti:

  1. L’impetigine classica è dovuta allo streptococco beta emolitico e si presenta con piccole macule-chiazze erimatose che si ricoprono poi con un crosta giallastra. Inizialmente si manifesta vicino a naso, bocca e orecchie, per poi diffondersi sul resto del corpo.
  2. L’impetigine bollosa, causata dallo staffilococco aureo, è ormai la forma più diffusa: si manifesta con la comparsa di vescicole, cioè bolle con diametro inferiore a mezzo centimetro e con un caratteristico orletto periferico, che si rompono facilmente lasciando uscire siero.

Quando le bolle scoppiano, la pelle viene esposta ad altre infezioni batteriche potenzialmente più pericolose dell’impetigine, come ad esempio un’infezione da Streptococco Beta Emolitico di Gruppo A (SBEGA) con complicanze renali, per fortuna molto rara.

Di solito l’eruzione si presenta sul viso, in particolare intorno al naso e ai lati della bocca, e sulle estremità, cioè su mani, braccia e gambe: in altre parole, sulle parti esposte all’aria e non protette dall’abbigliamento. È raro invece che si manifesti come prima zona d’attacco sul sederino o che crei una sovrainfezione su un eventuale eritema da pannolino.

L’infezione può presentarsi sulla pelle già alterata nel suo equilibrio e dunque esposta alle infezioni. Può succedere quindi se il bimbo è colpito da eczema atopico (malattia della pelle caratterizzata dalla comparsa di vescicole) o se la pelle intorno al nasino è arrossata dal continuo colare del naso e dallo sfregamento dei fazzoletti, oppure in seguito a piccole ferite che “aprono” la barriera cutanea e la irritano, come per esempio le punture di insetto.

Le cause

L’infezione batterica della pelle è causata da stafilococchi, streptococchi o da una combinazione di entrambi. I batteri possono attaccare sia la pelle sana (specialmente se un raffreddore cronico crea un focolaio di Stafilococco nel naso) sia una cute già alterata.

La pelle dei bambini è delicata, e l’infezione può farsi strada più facilmente in presenza di alcuni fattori predisponenti:

  • Umidità e macerazione della cute (es. sudore ristagnante o pieghe della pelle umide)
  • Lesioni cutanee, come ferite, graffi, escoriazioni o stati infiammatori
  • Alterazioni della flora batterica cutanea, che riducono le naturali difese della pelle
  • Fattori sistemici o costituzionali, come la dermatite atopica o un temporaneo calo delle difese immunitarie.

Come curare l’impetigine classica

L’infezione va curata con rapidità per evitare che possa dar luogo a complicanze. Di solito la cura è locale, si pratica cioè solamente sulle zone colpite dall’impetigine. I primi risultati sono visibili già dopo qualche giorno.

Un trattamento fondamentale per l’impetigine è la detersione, che ha lo scopo di eliminare dolcemente le crosticine. Il modo dipende da quali parti sono malate:

  • sul viso si possono fare impacchi prolungati con sostanze antisettiche, come il permanganato di potassio (si vende in farmacia su prescrizione medica sotto forma di pastiglie da sciogliere in acqua) o con disinfettanti. Le croste si riescono a togliere dopo almeno tre o quattro impacchi
  • per le altre parti del corpo, oltre agli impacchi, si possono fare dei bagni in acqua un po’ meno calda del solito, in cui viene sciolto il permanganato di potassio. Anche in questo caso, le croste vengono via dopo qualche bagno. Sulla pelle detersa e asciugata delicatamente, da cui eventualmente sono state rimosse le crosticine, si può spalmare un antibiotico in crema, pomata o gel prescritto dal pediatra.

Terapia orale

Se l’impetigine è diffusa su zone ampie o non guarisce con la cura locale, si ricorre ad una cura per bocca, che deve sempre essere valutata e prescritta dal pediatra: il fai da te è sempre sconsigliato. Questo capita soprattutto quando l’infezione provoca febbre e gonfiore dei linfonodi prossimi alle parti colpite.

Si usano di solito antibiotici ad ampio spettro come eritromicina, claritromicina, iosamicina, oppure penicilline semisintetiche come l’amoxicillina associata all’acido clavulanico.

Impetigine bollosa, cosa fare e accorgimenti pratici

In caso di forma bollosa, alla terapia antibiotica locale o sistemica vanno abbinate regole igieniche rigidissime per gestire la rottura delle vescicole ed evitare che il siero infetti altre zone. È fondamentale mettere in pratica questi accorgimenti per lenire il forte stimolo a grattarsi:

  • igiene ultra-delicata: dopo il bagno con il disinfettante, asciugare la pelle esclusivamente tamponando con un asciugamano pulito, senza mai sfregare per non rompere le bolle integre
  • protezione delle lesioni: coprire temporaneamente le zone malate e le bolle aperte con cerotti o garze traspiranti per evitare il contatto diretto con le dita.
  • cura delle unghie: tenere le unghie del bambino sempre cortissime e pulite per minimizzare i danni da lesioni da grattamento.
  • abbigliamento corretto: Far indossare al piccolo solo indumenti di cotone a diretto contatto con la pelle per ridurre l’irritazione e la sudorazione.

Come evitare il contagio in famiglia e in comunità

Il bambino può diffonderla facilmente su altre parti del proprio corpo o trasmetterla ai familiari: il contagio avviene sia per contatto diretto (attraverso le dita), sia indiretto, tramite la condivisione di asciugamani, lenzuola e indumenti. La penetrazione dei batteri è inoltre favorita dalla presenza di piccole ferite, graffi o lesioni sulla pelle.

Per impedire al bambino di grattarsi e infettarsi ulteriormente, occorre tenere le unghie cortissime, fargli indossare solo indumenti di cotone e, se necessario, proteggere le lesioni con cerotti o garze traspiranti.

È necessario poi tenere rigorosamente divisa la biancheria da bagno del bimbo affetto da impetigine da quella degli altri membri della famiglia per non contagiarli. Lavarli quindi sempre ad alte temperature.

Il contagio va evitato anche nei confronti degli altri bimbi, compagni di nido o di asilo; per questo il piccolo va rimandato in comunità solo quando è guarito.

In presenza di condizioni cutanee preesistenti, come la dermatite atopica, l’impetigine tende a manifestarsi con maggiore frequenza e aggressività. In questi casi, è fondamentale adottare misure di prevenzione ancora più rigide.

Prevenzione e consigli per l’estate

Il clima caldo-umido estivo è il terreno ideale per la proliferazione dei batteri, che possono annidarsi nella sabbia o nell’acqua e moltiplicarsi nei costumini bagnati. Ecco le precauzioni fondamentali:

  • in spiaggia: far indossare sempre il costume durante i giochi sulla sabbia, cambiarlo immediatamente se bagnato e non scambiare mai gli asciugamani tra bambini. Proteggere la pelle con creme solari, evitando il sole diretto nelle ore più calde della giornata, usare repellenti per zanzare controllando che non abbiano un effetto foto sensibilizzante. A fine giornata, sciacquare la pelle con acqua dolce e idratarla
  • igiene quotidiana: lavare spesso le mani del bambino, insegnandogli a non tormentare pellicine o labbra secche
  • cura del naso: mantenere il naso libero dal muco soprattutto se c’è rinite ricorrente, cioè se il piccolo durante la stagione fredda è continuamente raffreddato. La continua presenza di muco potrebbe essere infatti un serbatoio di Stafilococco aureo. Eventualmente si può ricorrere allo specialista otorinolaringoiatra per stabilire se c’è un focolaio d’infezione di questo batterio
  • punture d’insetto: disinfettarle subito per evitare che il bimbo si danneggi la pelle grattandosi e che sulla lesione si instauri un’infezione da Streptococco betaemolitico di gruppo A. Per questo è bene usare creme che uniscano antibiotico e cortisone, che combattono contemporaneamente i batteri e l’infiammazione locale; è meglio evitare invece, le creme antistaminiche, che con l’esposizione al sole possono dare effetti allergizzanti.

Scopri qui come proteggere dalle punture di insetti i bambini

 
 

In breve

L’impetigine è una malattia di origine batterica molto contagiosa in età pediatrica. Causa un intenso prurito che spinge a grattarsi fino a rompere le bolle. L’infezione si cura con applicazioni di pomate antibiotiche e a volte con antibiotici per bocca.

 

Pubblicato il 19.5.2026 Aggiornato il 19.5.2026
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