Influenza

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I bambini sono una delle categorie considerate molto vulnerabili al virus dell’influenza. Con l’arrivo dei primi veri freddi inizia la stagione clou per l’influenza. Per questo, è importante arrivare preparati all’appuntamento con i virus e sapere come comportarsi in caso di malattia.
Cos’è l’influenza?
L’influenza è una malattia infettiva acuta dell’apparato respiratorio. È tipicamente invernale perché il riscaldamento e l’umidità elevata favoriscono la diffusione dei virus responsabili, mentre il freddo indebolisce le difese immunitarie.
I bambini sono una delle categorie più colpite dalla malattia. Innanzitutto, perché hanno un sistema immunitario ancora immaturo, per cui sono più vulnerabili agli attacchi dei microrganismi nocivi.
In secondo luogo, perché trascorrono gran parte del loro tempo in luoghi chiusi (asili, scuole, mense scolastiche, palestre), a stretto contatto con altre persone potenzialmente infette. Infatti, occorre tenere presente che i virus influenzali si diffondono facilmente negli ambienti chiusi e affollati.
I sintomi
In genere, l’influenza si manifesta con la comparsa improvvisa di un problema respiratorio, come tosse o raffreddore, accompagnato da febbre, solitamente sopra i 38° C.
La febbre sale rapidamente nelle prime 24 ore e cala gradualmente nell’arco di quattro-cinque giorni (ma in alcuni casi può persistere anche più di una settimana).
Oltre a questi possono comparire poi uno o più sintomi generali, tipo:
  • cefalea;
  • malessere;
  • profonda stanchezza;
  • brividi;
  • sudorazione.
Anche quando la temperatura scende può permanere una sensazione di spossatezza, a maggior ragione nei bambini.
Le cause: l’origine è virale
L’influenza è una malattia di origine virale. I tre tipi di virus influenzali attualmente conosciuti appartengono al genere Orthomixovirus:
  • il tipo A e B, responsabili della classica influenza;
  • il tipo C, generalmente non dà sintomi o solo un comune raffreddore.
I virus A circolano nell’uomo e in altre specie animali e si dividono in vari sottotipi. I virus B sono presenti solo nell’uomo. I vari ceppi mutano e si trasformano ogni anno.
In ogni caso, la modalità di contagio è sempre uguale: i virus si trasmettono per via aerea attraverso le secrezioni respiratorie (tosse, saliva, rinorrea) emesse da un soggetto malato mentre parla, tossisce o starnutisce oppure per contatto con oggetti infetti.
I malati sono contagiosi già 36-48 ore prima della comparsa dei sintomi e questo non fa che facilitare il contagio, poiché il virus può essere trasmesso da persone apparentemente sane.
Quando rivolgersi al pediatra
Nei bambini sani, generalmente, l’influenza non dà origine a particolari complicanze. Tuttavia, nel caso in cui il piccolo sia soggetto a vomito, accelerazione del respiro, dolore al torace o all’addome, sonnolenza, scarsa reazione agli stimoli, ridotta produzione di urine e lacrime, è meglio avvertire il pediatra. Lo stesso se ha meno di sei mesi, se le cure non danno alcun risultato oppure se è affetto da malattie croniche.
Le cure: tanti liquidi e riposo
Per curare l’influenza, occorre tenere il bambino a casa, in un ambiente caldo (ma non troppo). Il piccolo deve stare a riposo, ma non necessariamente a letto. Per trattare la febbre, specialmente se supera i 38-38,5 gradi si può somministrare un antipiretico.
Da preferire il paracetamolo. In caso di disturbi alle vie respiratorie, si possono eseguire suffumigi con acqua calda e bicarbonato o estratto di camomilla oppure aerosol con soluzione fisiologica.
In presenza di tosse, il pediatra potrebbe consigliare di ricorrere allo sciroppo. Per pulire il naso, specialmente nei bimbi piccoli, sono indicati i lavaggi con soluzione salina fisiologica.
Il bimbo malato non va forzato a mangiare, ma invitato a bere molto: vanno bene acqua, ma anche tè, tisane e spremute. In questo modo si reintegrano i liquidi persi con la sudorazione.
La prevenzione: il vaccino antinfluenzale
Per prevenire l’influenza si può ricorrere alla vaccinazione antinfluenzale, consigliata soprattutto ai bambini con malattie croniche o debilitanti. La protezione inizia a distanza di circa due settimane dalla somministrazione.
È bene sapere che il vaccino è sconsigliato nei lattanti sotto i sei mesi. I virus dell’influenza cambiano di anno in anno e, quindi, per ogni stagione epidemica bisogna mettere a punto un nuovo vaccino.
A cura del Dottor. Piercarlo Salari.
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