Come misurare la febbre a neonati e bambini, consigli utili

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

La temperatura va controllata a riposo, lontano dai pasti, in un ambiente confortevole, quando il piccolo è tranquillo.

Come misurare la febbre ai bambini

Misurare la febbre ai bambini è un gesto apparentemente semplice, che però può suscitare qualche dubbio, specie nei primi mesi di vita del bebè. È normale che i genitori alle prime armi non sappiano esattamente come procedere.

Infatti, in commercio si trovano diversi tipi di termometro, da quelli più semplici in vetro a quelli ultra tecnologici. Anche le sedi di misurazione sono varie: ascella, inguine, retto, bocca, orecchio e fronte.

Come regolarsi dunque? In linea di massima, nei neonati è preferibile controllare la temperatura nel sederino con un termometro a gallio o digitale, per una maggiore precisione. Nei bambini più grandi, invece, si possono impiegare modalità meno invasive e fastidiose.

In ogni caso, per avere risultati più affidabili, si consiglia di ricorrere sempre allo stesso metodo di misurazione. È essenziale inoltre osservare anche il comportamento del bambino: la febbre, infatti, va interpretata nel suo insieme e non solo come un numero.

Quale termometro usare

Negli anni sono cambiati sia gli strumenti sia le raccomandazioni. Oggi i termometri a mercurio non sono più in commercio a causa della loro pericolosità per la salute e l’ambiente, e si utilizzano essenzialmente quattro tipi di termometri.

1) Termometro a gallio o galinstano

Funziona come il tradizionale termometro in mercurio, ma contiene una lega non tossica. Sfrutta il fenomeno fisico della dilatazione termica dei corpi all’aumentare della temperatura ed è molto preciso. Può essere usato essenzialmente per via rettale, inguinale o ascellare.

2) Termometro digitale

Contiene sensori elettronici che rilevano la temperatura corporea e la convertono in un valore numerico sul display. La misurazione è rapida e il risultato semplice da leggere. Può essere usato in diverse sedi: ascella, ano, cavo orale, inguine.

3) Termometro a infrarossi frontale/auricolare

Misura la temperatura rilevando il calore (o energia infrarossa) emesso dalla pelle di fronte e tempia o presente all’interno del condotto uditivo. Non richiede il contatto diretto con le superfici corporee, per cui consente una misurazione più confortevole, possibile anche quando il bambino dorme.

È rapido, ma il valore può essere influenzato da alcuni fattori, come sudore o distanza non corretta, per cui è fondamentale seguire attentamente le istruzioni.

4) Termometro bluetooth

Si tratta di termometri digitali che inviano i dati direttamente a smartphone o tablet tramite connessione bluetooth. Possono essere impiegati per via rettale, frontale o auricolare. Rappresentano la tecnologia più recente e vengono utilizzati soprattutto se è necessario un controllo continuo dell’andamento della febbre.

Dove misurare la febbre in base all’età del bambino

La temperatura corporea si può misurare in diverse sedi a seconda dell’età del bambino e delle situazioni.

Nei bimbi sotto i due anni, la misurazione più affidabile è quella rettale. Infatti, è quella più precisa e meno influenzabile dalla temperatura ambientale. La procedura è semplice. Stendere il piccolo sulla schiena con le gambine alzate oppure a pancia in giù con le ginocchia piegate sotto il corpo.

Quindi, disinfettare il termometro, spalmare un gel lubrificante sulla punta e inserirla delicatamente nell’ano, stringendo le natiche. Aspettare uno-due minuti (anche meno se si usa un termometro digitale). La temperatura reale sarà di 0.5°C inferiore a quella che compare sullo strumento.

Dopo i sei mesi, e soprattutto dopo l’anno di età, può diventare più difficile misurare la temperatura nel sederino. Si può allora optare per modalità meno invasive e meno fastidiose per il bambino.

  • Misurazione ascellare: è la più utilizzata perché semplice, indolore e ben tollerata. È adatta soprattutto ai bambini più grandi e consente controlli frequenti senza creare disagio. Poiché rileva una temperatura più superficiale ed è influenzata dalla temperatura ambientale, può risultare leggermente meno precisa e accurata. Va presa mettendo la punta del termometro sotto l’ascella asciutta e mantenendola ferma in sede, a stretto contatto con il corpo, per qualche minuto.
  • Misurazione inguinale: funziona in modo simile a quella ascellare, ma viene effettuata nella piega dell’inguine. Anche in questo caso si tratta di una misurazione periferica, comoda ma meno precisa rispetto a quella rettale, e richiede che la pelle sia asciutta e il termometro ben aderente. Il piccolo può essere coricato su un fianco o a pancia in su con le gambine piegate sull’addome.
  • Temperatura auricolare: effettuata con termometri a infrarossi inseriti nel condotto uditivo, è rapida e comoda, soprattutto con bambini poco collaborativi. Tuttavia, la precisione dipende dal corretto posizionamento del termometro e può essere influenzata dalla presenza di cerume e secrezioni o dalla conformazione del condotto uditivo. Per avere la temperatura cutanea è necessario sottrarre 0.3°C dal valore finale. Meglio rilevare la temperatura sempre nello stesso orecchio e non usare questo metodo in presenza di otite.
  • Misurazione frontale: rileva la temperatura della pelle tramite infrarossi (più raramente per contatto). È veloce e non invasiva, ideale mentre il bambino dorme, ma può risentire delle condizioni ambientali, del sudore, della presenza di capelli o dell’esposizione al freddo.
  • Misurazione orale: può essere effettuata nei bambini più grandi che sono in grado di tenere il termometro sotto la lingua senza morderlo o spostarlo. Offre una buona attendibilità, ma può essere influenzata da cibi, bevande calde o fredde e dalla respirazione, per cui va eseguita a distanza di almeno 15–20 minuti dai pasti.

Misurare la febbre senza termometro

È un’evenienza che può capitare a tutti: il bambino sembra malaticcio, ma il termometro non si trova o non è sempre facile far collaborare il bambino. In questi casi, il tatto può dare una prima indicazione, sebbene non sostituisca una vera misurazione. Si consiglia di appoggiare il dorso della mano su fronte, guance e soprattutto collo per verificare se effettivamente il corpo è caldo.

Non usare il palmo, che è meno affidabile. Ci sono anche altri segnali che potrebbero rivelare la presenza della febbre, come le guance arrossate, gli occhietti lucidi, il colorito pallido, i sudori freddi, le difficoltà respiratorie. Da non sottovalutare poi i cambiamenti nel comportamento: un bimbo che ha la febbre, in genere, non ha voglia di giocare, si muove meno, appare mogio e abbattuto, ha scarso appetito, è poco reattivo, può essere più irritabile del solito.

I bambini più grandi, già in grado di comunicare come si sentono, possono anche riferire di avere brividi, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza.

Tuttavia, solo il termometro può confermare se la temperatura è davvero elevata. Per questo è sempre utile averne uno in casa, pronto all’uso, soprattutto nei periodi invernali, durante il picco dell’influenza stagionale e quando i bambini frequentano la scuola.

Misurarla mentre dormono

Uno dei dilemmi più comuni riguarda il momento del sonno. Se il bambino si è addormentato, è necessario svegliarlo per misurare la febbre? Nella maggior parte dei casi, la risposta è no. Un bambino che dorme tranquillo sta probabilmente affrontando bene il rialzo febbrile.

Il sonno è un alleato prezioso e non va interrotto inutilmente, a maggior ragione se la febbre non è troppo alta. Se si vuole comunque controllare la temperatura, i termometri a infrarossi permettono di farlo senza disturbarlo. In alternativa, si può utilizzare il termometro a vetro, infilandolo sotto l’ascella.

Al risveglio, poi, sarà possibile valutare meglio la situazione e misurare la febbre con più calma.

Scopri qui come somministrare le medicine ai bambini

Consigli utili per misurare la febbre nei bambini

  • La temperatura va misurata a riposo, in un ambiente confortevole, quando il bambino è tranquillo
  • Aspettare almeno 15-20 minuti dall’ingestione di cibi o bevande e dall’esposizione a caldo/freddo
  • Non misurare la febbre subito dopo il bagnetto
  • Qualunque sia lo strumento scelto si consiglia di usare sempre lo stesso termometro e lo stesso metodo, così da poter confrontare i valori nel tempo
  • Misurare la febbre continuamente non serve e anzi aumenta l’ansia. In genere è sufficiente controllarla ogni qualche ora, oppure quando il bambino sembra stare peggio o prima di somministrargli un antipiretico
  • Valutare non solo il numero sul display, ma anche le condizioni generali del bambino.
 
 
 

In breve

Sapere come misurare la febbre ai bambini è il primo passo per gestirla nel modo corretto. Si possono utilizzare varie tipologie di termometro e varie modalità, ognuna con indicazioni e precisioni diverse. La scelta dipende dall’età del piccolo e dalla situazione. In ogni caso, è importante controllare la temperatura a riposo, quando il bimbo è tranquillo, e valutare anche il suo comportamento e le sue condizioni generali.

Pubblicato il 12.1.2026 Aggiornato il 12.1.2026
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