Coronavirus: occorre un vaccino anti-influenzale di massa

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 25/05/2020 Aggiornato il 25/05/2020

Il prossimo autunno occorrerà limitare il più possibile la pericolosa sovrapposizione tra influenza e Coronavirus. La Simg lancia l'appello per una vaccinazione anti-influenzale di massa. Intanto è in fase di preparazione una circolare ministeriale per la vaccinazione anti-influenzale nei bambini sotto i 6 anni

Coronavirus: occorre un vaccino anti-influenzale di massa

Le stime circa l’evoluzione del coronavirus non escludono una coda lunga che possa portare l’emergenza fin oltre il prossimo autunno. Per questo la Società italiana di medicina generale (Simg) lancia l’allarme e suggerisce alle autorità un piano per un vaccino anti-influenzale di massa che possa evitare pericolose sovrapposizioni tra i malanni di stagione e i casi di coronavirus.
A questo appello si sono uniti, per le loro competenze, anche la Sip (Società italiana di pediatria) e la Fimp (Federazione italiana medici pediatri) e ora il ministero della Salute (d’intesa con l’Istituto superiore di sanità) sta lavorando a una circolare riguardo la vaccinazione anti-influenzale tra i bambini tra i 6 mesi e i 6 anni

Evitare sovrapposizioni con l’influenza stagionale

A oggi è difficile stimare con certezza evoluzione e tempistiche dell’emergenza coronavirus. Le previsioni parlano di una durata complessiva non inferiore a sette mesi, con una coda epidemica che potrebbe estendersi anche fino a 180-270 giorni dal Paziente 1. Quello che sembra difficile da evitare è il sovrapporsi dell’emergenza con l’inizio e lo sviluppo della normale epidemia di influenza stagionale. Come sottolineato dal presidente della Simg, Claudio Cricelli, sarà fondamentale muoversi in anticipo per evitare il peggio e salvaguardare la salute di tutti.

Diagnosi più complicate

I sintomi d’esordio delle due patologie potrebbero rendere complessa una diagnosi corretta, con inevitabili ripercussioni sul sistema sanitario. Le autorità di molti Paesi stanno già suggerendo un vaccino anti-influenzale di massa. Non possiamo farci trovare impreparati, spiega Cricelli. Per questo motivo, la Simg ha inviato una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza, destinandola per conoscenza anche al direttore dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, ai governatori delle Regioni e agli assessori alla Sanità, per chiedere di programmare da subito un vaccino anti-influenzale di massa in autunno. Secondo le stime dell’Istituto superiore di sanità nelle prime settimane dell’emergenza coronavirus i 160mila casi stimati si sono sovrapposti ai circa due milioni di pazienti colpiti da influenza stagione. Questa concomitanza ha complicato il percorso diagnostico di medici e pazienti provocando una sottovalutazione dei casi di Covid-19.

La situazione in Italia

Nel nostro Paese, il vaccino anti-influenzale gratuito e prioritario coinvolge tutta la popolazione over 65, chi è affetto da malattie croniche e i soggetti a rischio. La vaccinazione globale, di contro, non è sconsigliata, ma nemmeno esplicitamente suggerita, il che porta una gran parte della popolazione a non vaccinarsi. Tuttavia, sottolinea la Simg, una cospicua percentuale di patologie croniche colpisce la popolazione ben prima dei 65 anni, con diagnosi già intorno ai 50 anni e un progressivo abbassamento dell’età di esordio. Il vaccino anti-influenzale copre dunque una buona parte della popolazione a rischio, ma lascia scoperti alcuni milioni di individui.

Estendere il vaccino alla popolazione

La Simg invita, poi, a rendere gratuita la vaccinazione per tutti quei casi stabiliti dall’Oms. Stiamo parlando, ricorda Cricelli, dei bambini dai 6 mesi ai 4 anni; degli over 50; di chi è affetto da patologie croniche di tipo polmonare, cardiovascolare, epatiche, neurologiche, ematologiche, nefrologiche, sindromi metaboliche (incluso il diabete mellito); degli immunosoppressi; delle donne in gravidanza; dei giovani fino ai 18 anni che possono sviluppare la sindrome di Reye dopo un’influenza virale; degli ospiti delle case di cura o di strutture di lungodegenza; dei soggetti affetti da obesità; del personale sanitario; di chi si prende cura di pazienti sotto i 5 o sopra i 50 anni e di tutti coloro che possono essere soggetti a maggior rischio per assistenza a individui deboli o malati.

Benefici per tutti

Attraverso l’estensione del vaccino anti-influenzale, la Simg stima importanti effetti clinici, sanitari ed economici su tutto l’indotto sanitario. Si avrebbe una riduzione del 40% delle ospedalizzazioni da influenza stagionale e, contemporaneamente, un calo del 45% delle assenze per malattia sul posto di lavoro, con risparmi per miliardi di euro sul Servizio sanitario nazionale.

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

L’emergenza Coronavirus ha già portato con sé una riduzione delle vaccinazioni dei bambini.

 

Fonti / Bibliografia

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