Influenza Australiana 2026: sintomi, durata e come curarla

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia

Non si tratta di una malattia a se stante, ma di una variante più aggressiva della H1N1. Molto diffusa in questo periodo, può causare complicanze soprattutto nei più piccoli: l'opinione del virologo Pregliasco.

Influenza Australiana 2026: sintomi, durata e come curarla

L’influenza australiana 2026 è una malattia virale delle vie respiratorie con sintomi simili a quelli delle altre infezioni di tipo influenzale come febbre, dolori, tosse e raffreddore. Non comporta rischi particolari, tranne che per i bambini molto piccoli e per le persone che hanno già altre malattie. Ma vediamo in che cosa consiste l’influenza australiana e come la si può affrontare.

Sintomi 

L’influenza australiana o variante australiana è causata dal sottotipo H3N2 del virus dell’influenza A ed è ritenuta un po’ più aggressiva. “Si tratta dell’influenza che si è manifestata nell’emisfero australe nei mesi invernali, i cui primi casi sono stati isolati in Italia a novembre” spiega il virologo Fabrizio Pregliasco. “I sintomi sono simili a quelli di altre sindromi da raffreddamento o di tipo influenzale”. Possono quindi comparire:

  • febbre anche elevata (oltre i 38.5 gradi)
  • mal di testa
  • mal di gola
  • tosse
  • raffreddore
  • dolori muscolari e articolari
  • spossatezza

Nel caso dei bambini piccoli, di età inferiore ai due anni, possono comparire anche disturbi gastrointestinali, come diarrea e vomito. L’influenza australiana 2026 è un po’ più pericolosa perché i suoi effetti rischiano di sommarsi con quelli della variante K dell’influenza stagionale, che può sfuggire al vaccino. Le feste natalizie appena terminate possono aver favorito la diffusione di questi virus, per i contatti a distanza ravvicinata con amici e parenti, in abitazioni private e locali pubblici con scarsa aerazione.

Quanto dura

L’influenza australiana ha una durata simile a quella delle altre forme influenzali, quindi tra la comparsa dei primi sintomi e la guarigione possono trascorrere circa 4-8 giorni. Nei bambini, il decorso può essere più lungo e arrivare anche a dieci giorni circa.

Tuttavia, con questa variante una persona è già contagiosa 36-48 ore prima di manifestare i sintomi: questa caratteristica contribuisce alla rapida diffusione del virus. Per questa ragione, se si sospetta di aver contratto l’influenza australiana 2026, è opportuno limitare i contatti con gli altri e usare la mascherina.

Il rischio di complicanze dell’influenza australiana

La variante australiana, se non affrontata in modo adeguato, può portare a complicanze come otiti e bronchiti. Rispetto all’influenza classica, sembra comportare un rischio più elevato di complicanze neurologiche, come per esempio la sindrome di Guillain Barrè, una malattia neurologica caratterizzata da dolore muscolare, paralisi e perdita della sensibilità. Può provocare encefaliti e meningoencefaliti, cioè infiammazioni delle membrane che avvolgono il cervello.

Nei bambini può causare la comparsa di convulsioni febbrili, caratterizzate da spasmi intensi nei momenti in cui la febbre raggiunge una temperatura più elevata. Il coinvolgimento neurologico è dovuto al fatto che il virus dell’influenza australiana riesce a superare facilmente la barriera mucosa delle vie nasali, raggiungendo il cervello.

Le cure 

Se si prende l’influenza australiana 2026, il trattamento è simile a quello delle altre sindromi para-influenzali. Vediamo nel dettaglio.

  • La febbre si può controllare assumendo paracetamolo, una molecola adatta anche ai bambini piccoli e che fa parte dei farmaci ammessi per le donne in gravidanza.
  • Contro i dolori, ma con un effetto anche antipiretico, si possono assumere alcuni Fans, ossia farmaci antinfiammatori non steroidei, come l’ibuprofene e il ketoprofene. L’ibuprofene esiste anche in formulazione pediatrica e non va assunto insieme con il paracetamolo. Per conoscere le dosi corrette è sempre opportuno chiedere al pediatra.
  • Le vie respiratorie possono essere mantenute libere con l’utilizzo di soluzioni a base di acqua marina o termale, oppure con soluzione fisiologica. La pulizia delle narici favorisce la rimozione del muco in eccesso, quindi aiuta anche a prevenire otite e bronchite.
  • La tosse non va calmata a tutti i costi perché è un tentativo da parte dell’organismo di espellere il virus. Di conseguenza è opportuno alleviare il prurito e il fastidio alla gola utilizzando liquidi caldi, che svolgono un effetto calmante sulle mucose irritate.
  • La persona che ha contratto l’influenza australiana dovrebbe rimanere a riposo, a letto oppure sul divano, per tutto il tempo necessario, dormendo ogni volta che ne avverte la necessità. Il sonno infatti aiuta l’organismo a reagisce all’infezione con le proprie difese naturali.

Vaccino: sì o no?

“Gli effetti dell’influenza australiana si stanno sommando a quelli degli altri virus che caratterizzano la stagione in corso e non sempre è semplice distinguere i sintomi dell’una o dell’altra infezione” aggiunge il professor Pregliasco. “Infatti stanno ancora circolando altri virus, per esempio l’Hmpv o il virus respiratorio sinciziale, e contrarre più infezioni virali in un breve lasso di tempo può aumentare il rischio di complicanze e di ricoveri ospedalieri, soprattutto nei piccolissimi e nelle persone con malattie già presenti”.

Per questa ragione sarebbe opportuno approfittare della possibilità di ricorrere al vaccino antinfluenzale, che contiene anche gli antigeni dell’influenza australiana e quindi stimola le difese dell’organismo. È un vaccino sicuro, che può causare un lieve rialzo febbrile e un po’ di nervosismo, ma che protegge dalle complicanze. Per alcune categorie è gratuito, per esempio nel caso dei bambini dai 6 mesi ai 6 anni. Il consiglio è sempre quello di parlarne con il pediatra.

Photo by Fujikama for pixabay

 
 
 

In breve

L’influenza australiana 2026 è una variante della H1N1 che porta febbre più elevata, tosse, dolori e che può causare complicanze al sistema nervoso. Si controlla con riposo, liquidi, antipiretici sentendo prima il pediatra. Un modo efficace per prevenirla è sottoporsi al vaccino antinfluenzale

 

Pubblicato il 6.1.2026 Aggiornato il 7.1.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti