Influenza australiana: 7 cose da sapere secondo Bassetti

Angela Bruno A cura di Angela Bruno, con la consulenza di Matteo Bassetti - Dottore specialista in Infettivologia

Sintomi più pesanti del solito, febbre alta, durata più lunga, la variante del virus influenzale ha già costretto a letto molti italiani. Il parere dell'infettivologo Bassetti.

Influenza nei bambini

L’influenza australiana 2025 è una variante causata dal virus l’H3N2, uno dei due facenti parte del gruppo A.

“L’influenza di quest’anno è stata erroneamente chiamata ‘australiana’. Perchè erroneamente? Perchè ogni anno dovrebbe chiamarsi ‘australiana’, perchè prima arriva in Australia, dove l’inverno è prima rispetto al nostro emisfero”, spiega l’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova

Visto il notevole propagarsi del virus e l’aumento esponenziale dei casi nell’ultimo periodo, abbiamo pensato di sentire il parere di Matteo Bassetti che, nel video in fondo al nostro articolo, ci spiega quali sono le 7 cose da sapere su questa influenza 2025. 

Colpisce indistintamente sia adulti che bambini: il contagio sembra essere partito dai più piccoli che, una volta infetti, hanno poi contaminato genitori e familiari, permettendo alla malattia di diffondersi ampiamente anche nel resto della popolazione, portando in alto il numero dei casi.

Differenze con l’influenza degli anni passati 

I sintomi sono quelli tipici influenzali, ma sembrano essere un po’ più aggressivi rispetto alle varianti precedenti e di durata maggiore. L’influenza, da cui negli anni passati si guariva solitamente in pochi giorni, può ora arrivare ad avere un decorso più lungo, fino ad una settimana. L’infezione, che prevede febbre alta, che raggiunge anche i 39 – 40 gradi, può comprendere anche sintomi respiratori e disturbi intestinali, come dolori addominali e diarrea.

“Che cosa causa questa influenza? Una sintomatologia che dura normalmente qualche giorno in più del passato: normalmente l’influenza durava massimo 5 giorni, oggi arriva a durare anche una settimana con febbre anche molto elevata per tre-quattro giorni. Può esserci un interessamento delle vie respiratorie, quindi con tosse, mal di gola e anche, soprattutto nei bambini, mal di pancia con la diarrea”, spiega Bassetti.

Vietato l’abuso di farmaci e antibiotici 

Per curare l’influenza australiana è necessaria l’assunzione di farmaci antipiretici e medicinali sintomatici per contrastare il virus, che però vanno assunti senza eccessi e solo dopo aver consultato il pediatra o il medico curante, che saprà indicare la terapia più giusta da seguire a seconda dei casi.

“Per l’influenza è molto importante non abusare di farmaci ed evitare di usare antibiotici, che in questo caso non servono. Meglio utilizzare il paracetamolo per far scendere la febbre”, raccomanda Bassetti.

Un altro suggerimento dell’infettivologo è quello di assumere, se necessario, farmaci per curare i disturbi man mano che si presentano o, eventualmente, qualche integratore alimentare utile per recuperare energie. 

Il video di Bassetti

 

In breve

L’infettivologo Matteo Bassetti spiega in questo video in cosa differisce l’influenza australiana da quella classica, in 7 punti. Sintomi più aggressivi, durata maggiore e ripresa lenta tra le caratteristiche tipiche del virus.

Pubblicato il 22.1.2025 Aggiornato il 22.1.2025
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti