Malanni di stagione: come prevenirli e affrontarli

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa

Favoriti dal persistere del freddo, continuano a circolare virus respiratori responsabili di febbre, raffreddore, tosse e malessere diffuso. In genere i sintomi rientrano in pochi giorni ma è bene non sottovalutarli se permangono più a lungo.

Malanni di stagione: come prevenirli e affrontarli

Non si può ancora abbassare del tutto la guardia. Mentre diminuiscono progressivamente i casi di influenza vera e propria, quella per cui bambini e adulti hanno la protezione della vaccinazione antinfluenzale, continua la circolazione di virus respiratori parainfluenzali che provocano tosse, raffreddore, mal di gola, febbre e malessere.

Sono i sintomi tipici dei malanni di stagione che colpiscono in modo particolare i bambini e che in genere si risolvono comunque in pochi giorni. Il contagio è facile soprattutto nei più piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia e la primaria: una buona igiene delle mani e del naso possono essere d’aiuto nel prevenire forme virali.

Rivolgersi al pediatra per un consulto è comunque opportuno soprattutto se i sintomi persistono per più di quattro, cinque giorni dal momento che c’è sempre il rischio di sovrainfezioni batteriche che necessitano di cure appropriate.

Malanni tipici dell’inverno

I dati dell’Istituto Superiore della Sanità parlano di circa 10 milioni di italiani, tra cui ovviamente molti bambini, che hanno contratto l’influenza o altre infezioni respiratorie acute durante i primi mesi invernali.

L’incidenza dei casi si va progressivamente riducendo ma questo non vuol dire che spariscano i malanni di stagione. Accanto all’influenza, continuano infatti a essere presenti anche altri virus respiratori, come l’adenovirus, il metapneumovirus, il rinovirus che persistono a circolare favoriti dal persistere del freddo ma anche dagli sbalzi di temperatura tipici del periodo.

I sintomi sono i più classici:

  • raffreddore con starnuti, naso che cola, fatica a respirare soprattutto nella posizione sdraiata
  • tosse che in alcuni casi si presenta più secca e stizzosa, in altre più grassa e produttiva
  • mal di gola con bruciore più o meno intenso, gonfiore e fastidio alla deglutizione
  • febbre che in genere non supera i 38°
  • malessere generalizzato accompagnato a volte da dolori muscolari e articolari

Si tratta di una sintomatologia non particolarmente grave che tende a rientrare, spesso senza dover ricorrere a farmaci nell’arco di tre, quattro giorni. Risulta comunque fastidiosa, soprattutto nei bambini più piccoli, perché può favorire insonnia, inappetenza, irritabilità.

Come prevenirli

Parlare di malanni di stagione per molti genitori è sinonimo di malanni da freddo. Ma se è pur vero che le forme parainfluenzali si presentano con maggior frequenza in inverno, è altrettanto vero che non hanno come causa principale l’esposizione al freddo.

Al contrario è lo stare in luoghi chiusi, spesso mal arieggiati e soprattutto in presenza di molte persone, come succede ai bambini che frequentano la materna e la primaria, a favorire il diffondersi dei virus responsabili di tosse, raffreddore e mal di gola tipici del periodo invernale.

Questo fa capire che la prevenzione dei malanni di stagione non passa certo dal tenere i bambini in casa e nel coprirli eccessivamente. Al contrario stare il più possibile all’aria aperta, nelle ore più calde, e con un abbigliamento adeguato che protegga senza far sudare, è il modo migliore per contenere la circolazione dei virus e proteggere i bambini dai disturbi stagionali.

Utile in modo particolare approfittare delle primissime giornate di sole per lasciare che i bambini giochino all’aperto dal momento che i raggi non solo hanno un’azione disinfettante ma stimolano e rafforzano il sistema immunitario che nei piccoli è ancora immaturo, ragione per cui tendono ad ammalarsi con una certa frequenza.

Un’accurata igiene è una valida misura preventiva per i malanni di stagione. Si parte dall’igiene ambientale che consiste nel cambiare di frequente l’aria delle stanze in cui si soggiorna, cercando di farlo nelle ore in cui c’è un minor tasso di inquinamento come ad esempio il mattino presto. Gli inquinanti presenti nell’aria fuori come dentro casa rappresentano infatti un fattore che può complicare il quadro delle malattie di stagione provocando irritazione delle vie respiratorie e broncoreattività. L’uso di un purificatore d’aria in casa può essere un valido supporto in inverno quando i locali restano chiusi a lungo per il freddo.

Importante poi insegnare ai bambini a lavarsi spesso le mani per limitare la circolazione dei virus: la supervisione dell’adulto è comunque importante soprattutto per i più piccoli perché il gesto venga fatto con le dovute accortezze e i giusti tempi.

Se in casa c’è qualcuno ammalato, poi, è bene pulire di frequente gli oggetti di uso comune che possono essere portatori di virus, dalle maniglie alle superfici di tavoli e tavolini fino ai giochi se ci sono più bambini che vivono nella stessa casa.

Le cure migliori

Va subito precisato che la sintomatologia dei malanni di stagione in genere, pur essendo fastidiosa, non è in genere particolarmente pericolosa. Non va mai escluso che ci possano comunque essere sovrainfezioni batteriche che riportano a un quadro decisamente più complesso: per questo è sempre bene, se i sintomi non si attenuano nell’arco di tre, quattro giorni, chiedere il consulto del pediatra. Lo stesso va fatto nel caso di bambini particolarmente fragili oppure debilitati da altre malattie recenti: solo il pediatra, infatti, può avere il quadro chiaro della situazione e indicare quali provvedimenti adottare.

La cura delle malattie di stagione non richiede in genere il ricorso a particolari categorie di farmaci se non gli antipiretici in presenza di febbre. Si possono comunque mettere in atto alcune buone regole che aiutano a risolvere velocemente i sintomi più fastidiosi come la congestione nasale che disturba sia il sonno che l’alimentazione.

Lavaggi nasali

Sono una pratica di igiene, utile sempre e in modo particolare in presenza di malanni di stagione che determinano congestione nasale. Soprattutto nei più piccoli, infatti, che non sono in grado di soffiarsi il naso autonomamente, l’accumulo di muco può causare notevoli disagi, ostacolando la respirazione e rendendo difficili momenti importanti come la poppata e il sonno. I lavaggi permettono di drenare impurità e crosticine, mantenendo per di più le mucose idratate. Questa pratica è fondamentale soprattutto nei primi sei mesi di vita, periodo in cui i neonati respirano quasi esclusivamente con il naso. Oltre al benessere immediato, i lavaggi svolgono una funzione preventiva: il ristagno di muco crea, infatti, un terreno fertile per microrganismi dannosi. Pulire regolarmente le cavità nasali evita che virus e batteri si diffondano verso la gola e i bronchi, riducendo drasticamente il rischio di infezioni respiratorie, otiti e infiammazioni più severe.

La pulizia del naso viene fatta in genere con la soluzione fisiologica.  Sotto i due anni è consigliato usare per i lavaggi una siringa senza ago (2,5-5 ml) che ha la pressione corretta per liberare il naso senza grandi fastidi.

Pic propone RinoFlux Wash, una siringa specificatamente pensata per il lavaggio delle cavità nasali dei bambini che aiuta a detergere il naso da secrezioni, polvere e pollini. È facile da utilizzare: basta riempire la siringa con soluzione salina e inserire delicatamente il beccuccio in silicone nella narice del bambino, posizionandolo con il busto leggermente inclinato. Premere con cautela l’estremità dello stantuffo della siringa fino all’esaurimento del liquido, che fuoriuscirà dall’altra narice.
I flaconcini monouso di soluzione fisiologica sono meno efficaci ma pratici quando si devono fare lavaggi nasali fuori casa. Per i bambini più grandi si possono usare anche docce nasali micronizzate collegate all’aerosol o ricorrere al “neti lota”, una brocchetta specifica per i lavaggi nasali. La scelta dello strumento dipende in ogni caso dall’età e dall’intensità della congestione.

Spray nasali

La soluzione fisiologica per i lavaggi nasali è disponibile anche nella pratica versione in spray. Nei prodotti destinati ai bambini, gli spray nasali hanno un getto particolarmente delicato. 

Isomar Acqua di Mare Isotonica delle Cinque Terre è arricchita con camomilla che potenzia l’azione lenitiva e decongestionante. Getto nebulizzato e beccuccio molto piccolo ne fanno lo spray perfetto per i piccoli, dopo i 12 mesi. Va tenuto presente che mentre la soluzione fisiologica è ideale per l’igiene quotidiana, le soluzioni ipertoniche (hanno con concentrazione di sale al 3%) agiscono come un farmaco: sono indicate per muco denso e forti congestioni, ma il loro utilizzo va sempre concordato con il pediatra.

Suffumigi

Possono essere una pratica utile per decongestionare il naso ma sono assolutamente sconsigliati nei bambini piccoli per il rischio di ustioni.

Si possono fare quindi a partire dai cinque, sei anni ma con la supervisione attenta dell’adulto ed evitando l’aggiunta di prodotti per i suffumigi che, per la presenza di oli essenziali come quello di eucalipto, canfora, menta, possono risultare irritanti per le mucose infantili soprattutto in presenza di un’ipersensibilità. I suffumigi si possono fare semplicemente con il bicarbonato o con erbe decongestionanti come la malva e la camomilla.

Nei neonati e nei bambini piccoli si può ottenere un leggero effetto decongestionante aggiungendo all’acqua del bagnetto un prodotto come le Fiale da Bagno di Laboratorio Silvana: a base di oli di pino e di lavanda, rosmarino, melissa e arancio dolce sono anche rilassanti e favoriscono il riposo. Oltre che nel bagnetto, in particolare quello serale, si possono usare negli umidificatori che può essere utile tenere nelle stanze dei bambini perché li aiutino a respirare meglio.

Aerosolterapia

L’apparecchio per aerosol trasforma le soluzioni saline e i farmaci appositi in una “nebbiolina” di goccioline micronizzate che riescono a raggiungere direttamente le zone più profonde dei bronchi e dei polmoni, agendo dove serve per alleviare sintomi respiratori.

Spesso i genitori tendono a considerare l’aerosol un rimedio universale per ogni malanno stagionale, ma attenzione che si tratta di una vera e propria terapia medica: la sua somministrazione, inclusi i dosaggi dei farmaci e le modalità di impiego, deve essere sempre prescritta dal pediatra.

L’aerosol risulta infatti particolarmente efficace nel caso di patologie come l’asma bronchiale, la bronchiolite e la broncopolmonite ma in caso di raffreddori o di tosse, sintomi tipici dei malanni di stagione, è del tutto inutile, a meno che non venga specificatamente indicato dal medico.

Alimentazione

Scegliere con attenzione cosa offrire al bambino a tavola è importante sempre e in modo particolare in caso di febbre e malessere generale. La regola d’oro resta comunque quella di non forzare mai il piccolo a mangiare se non ha fame evitando però il più possibile digiuni troppo protratti che possono indebolire l’organismo.

  • L’idratazione è il gesto fondamentale per la salute, in ogni momento della vita. E’ bene quindi far attenzione che il bambino beva adeguatamente, acqua o bevande calde non zuccherate ma anche brodi di verdura se piacciono, così da evitare il pericoloso rischio della disidratazione che provoca danni importanti all’organismo.
  • Meglio proporre piccoli pasti frequenti piuttosto che pochi e abbondanti, assecondando i gusti del piccolo senza eccedere però in snack dolci o salati.
  • E’ opportuno evitare di proporre al bambino cibi dal sapore molto intenso o comunque alimenti nuovi che potrebbero non essere graditi e tollerati in un momento in cui il piccolo non è in piena forma. Meglio prediligere piatti ben collaudati nel gradimento cucinati in modo semplice, con pochi grassi.
  • Frutta e verdura apportano acqua, vitamine, minerali e antiossidanti e sono quindi utili per rafforzare le difese. Se il bambino non li ama in modo particolare si possono proporre sotto forma di spremute, frullati e centrifugati.

Attività fisica

Il riposo è fondamentale per una rapida ripresa dai malanni di stagione. Questo non vuol dire in ogni caso che il bambino debba stare necessariamente a letto: può muoversi per la casa e giocare purchè non faccia sforzi eccessivi. La ripresa delle attività sportive invece può avvenire solo dopo che i sintomi sono del tutto rientrati e il bambino è ritornato a scuola.

Foto Olly by Pexels

 
 
 

In breve

I malanni di stagione più che al freddo sono legati al fatto che i bambini restano ancora a lungo nei luoghi chiusi dove i virus circolano abbondantemente. I sintomi in genere non sono preoccupanti e rientrano nell’arco di pochi giorni: importante in ogni caso il consulto con il pediatra qualora congestione nasale, tosse, mal di gola e febbre persistano dopo quattro, cinque giorni. 

 

Pubblicato il 10.2.2026 Aggiornato il 10.2.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Mamma con herpes: c’è il rischio che il lattante venga contagiato?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità.   »

Crisi di rabbia e urla in gravidanza: ci sono pericoli per il bambino?

09/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico.   »

Inizio gravidanza e raggi X

03/02/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Marcello Orsi

Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia.   »

Le mestruazioni non arrivano, ma il test di gravidanza è negativo: perché?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza.   »

Immune alla toxoplasmosi: si deve comunque ripetere l’esame tutti i mesi?

26/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Incinta a 42 anni: quali rischi?

20/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio.  »

Fai la tua domanda agli specialisti