Vaccino antinfluenzale ai bambini: 7 genitori su 10 dicono sì

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 03/12/2020 Aggiornato il 03/12/2020

La maggior parte delle famiglie è d’accordo nell’effettuare il vaccino antinfluenzale ai bambini per il suo effetto protettivo anche contro il Covid

Vaccino antinfluenzale ai bambini: 7 genitori su 10 dicono sì

I bambini italiani anche nel corso della seconda ondata di pandemia di Covid-19 conducono una vita “quasi” normale perché riescono per lo meno a frequentare la scuola elementare e fino alla prima media in presenza quasi ovunque. Restano però più esposti ai virus respiratori che circolano ogni anno, responsabili di raffreddore e mal di gola. A questi si aggiungono il virus dell’influenza stagionale e il Sars-Cov-2. È vero che, secondo gli esperti, i giovanissimi si ammalano meno rispetto agli adulti e incorrono più raramente in complicanze. Questo però non significa che non vadano protetti, non solo se soffrono di qualche malattia cronica o se stanno seguendo cure particolari. La maggior parte dei genitori italiani è consapevole di questa necessità e, infatti, quasi tutti sono d’accordo nell’effettuare il vaccino antinfluenzale ai bambini.

Sì al vaccino contro l’influenza per i bambini

Ben 7 genitori su 10 ritengono che i bambini vadano immunizzati contro l’influenza stagionale, la cui campagna vaccinale è partita da qualche settimana ma andrà ancora avanti, tenendo conto che il picco è solitamente concentrato fra gennaio e febbraio. Il dato è stato diffuso in seguito a un sondaggio svolto da un portale di salute in collaborazione con la Società italiana di Pediatria  su un campione di 1.200 genitori. Il campione era composto per il 60 per cento da genitori di bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni, per il 26 per cento da genitori di bambini dai 7 ai 12 anni e, ancora, per il 13 per cento famiglie con bambini dai 12 anni in poi. Circa 7 genitori su 10, secondo il sondaggio, quest’anno ha scelto di far effettuare il vaccino antinfluenzale ai bambini. Si tratta di un deciso cambiamento di rotta rispetto al passato, se si pensa che alla domanda “Negli anni precedenti, hai scelto di far vaccinare tuo figlio contro l’influenza?” il 77 per cento del campione aveva risposto “no”.

Il peso del Covid-19

Su questa decisione per oltre un genitore su due gioca un ruolo importante la pandemia da Covid-19. Effettuare il vaccino antinfluenzale ai bambini in tempi di pandemia è importante anche per evitare il rischio di una possibile co-infezione di entrambi i virus, situazione che potrebbe peggiorare il decorso clinico. Infatti, le vie aeree già indebolite dall’influenza potrebbero andare più facilmente incontro a complicanze in caso di attacco da Sars-Cov-2 e viceversa. Il vaccino costituisce, quindi, una protezione in più. Chi non ha ancora vaccinato il proprio bambino, può quindi rivolgersi al proprio pediatra per avere informazioni.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Nell’attesa del vaccino, è essenziale mettere in atto tutte le strategie di difesa: dall’uso della mascherina al distanziamento sociale alla corretta sanificazione delle mani. Queste regole servono a proteggere dal Covid 19, ma sono utili anche per il virus dell’influenza.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Positiva allo streptococco a qualche settimana dal parto

19/04/2021 Bambino di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Smettere di allattare e sensi di colpa

27/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le mamme sono specializzate in sensi di colpa, ma forse riuscirebbero a nutrirne di meno se solo acquisissero la consapevolezza che la tristezza e l'ansia che ne derivano non fanno bene alla serenità del bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti