Influenze primaverili: il pericolo non è ancora passato

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 03/05/2019 Aggiornato il 03/05/2019

Anche se la stagione influenzale è quasi finita, in questo periodo si può essere vittima delle influenze primaverili. Tutta colpa degli sbalzi termici

Influenze primaverili: il pericolo non è ancora passato

Anche se l’inverno è ufficialmente finito e la bella stagione è (si spera) alle porte, è ancora troppo presto per tirare un sospiro di sollievo e archiviare la “questione influenza”. Proprio in questo periodo, infatti, aumenta il pericolo di ammalarsi delle cosiddette influenze primaverili, ossia sindromi parainfluenzali che possono causare sintomi di vario tipo, da vomito  e diarrea a raffreddore e malessere generale. Secondo Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, ogni settimana quasi 200mila italiani sono costretti a letto a causa di questi malanni.

250 virus

Le influenze primaverili sono problematiche di vario tipo che possono essere scatenate da più di 250 virus differenti. Si tratta di microrganismi che, più che le basse temperature, amano gli sbalzi termici. Ecco perché sono più attivi nelle cosiddette “stagioni di mezzo”, proprio come questa, quando è normale assistere a repentini cambi climatici nel giorno di poche ore. Infatti, “gli sbalzi termici sono alla base di un temporaneo blocco di un meccanismo di difesa importante dell’organismo, chiamato clearance muco-ciliare” ha dichiarato Pregliasco. In pratica, questo meccanismo è gestito dalle cellule ciliate nel naso, che imprigionano i patogeni in un sottile strato di muco, convogliandoli poi verso lo stomaco: se questo meccanismo si inceppa, i virus si propagano con più facilità.

Come si trasmettono

Nella maggior parte dei casi, i virus parainfluenzali si trasmettono nello stesso modo di quelli influenzali, ossia per via aerea, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni respiratorie, in maniera diretta (con tosse, starnuti, colloquio a distanza molto ravvicinata) oppure indiretta (tramite la dispersione delle goccioline e secrezioni su oggetti e superfici). Alcuni virus, tuttavia, entrano nell’organismo anche attraverso altre vie. Per esempio, gli Enterovirus possono essere trasmessi per via oro-fecale, attraverso il contatto con le feci, come a causa di scarsa igiene quando si cambia un pannolino  o se si utilizzano servizi pubblici.

I sintomi principali

Le influenze primaverili più diffuse sono di tre tipologie: una riguarda l’apparato gastrointestinale e le altre due quello respiratorio. Nel primo caso, in genere, i sintomi iniziali sono caratterizzati da un lieve mal di gola, accompagnato da poca febbre. A distanza di qualche ora subentrano vomito, diarrea e dolori addominali. Nel caso delle influenze nasali, a essere colpito non è l’apparato gastroenterico, bensì quello respiratorio. In alcuni casi, compare solo un raffreddore. In altri, invece, la persona avverte anche forte mal di gola e spesso anche tosse e qualche linea di febbre.

 

 

Da sapere!

Ma come distinguere le influenze primaverili da una coda della classica influenza stagionale? Se i sintomi compaiono in modo improvviso e rapido, se è presente almeno una manifestazione sistemica, come febbre, malessere generale e dolori muscolari, e se la persona è affetta da almeno un disturbo respiratorio, come tosse, respiro difficile e affannoso oppure mal di gola, allora si tratta ancora di influenza vera e propria.

 

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