Inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie renali

Luciana Pellegrino A cura di Luciana Pellegrino

L’inquinamento atmosferico può causare non solo malattie polmonari ma anche problemi renali cronici. Attenzione soprattutto al Pm 2,5

Inquinamento atmosferico aumenta il rischio di malattie renali

Secondo uno studio condotto negli Stati Uniti l’ inquinamento atmosferico non solo provoca malattie ai polmoni ma potrebbe scatenare problemi ai reni, come la Mrc, ossia l’insufficienza renale cronica che si manifesta quando i reni si rovinano e non riescono a filtrare bene il sangue.

Particelle pericolose

È quanto è scoperto dai ricercatori dell’Università del Michigan in uno studio pubblicato sulla rivista medica Plos One, secondo cui le particelle Pm 2,5, contenute nello smog, sono in grado di rimanere nell’aria molto più a lungo della altre e di conseguenza vengono inalate regolarmente. Ma non solo: secondo gli studiosi nell’aria inquinata sarebbero sospesi anche metalli pesanti come mercurio, piombo e cadmio, che influiscono negativamente sulle funzionalità dei reni.

Chi rischia di più

Dagli esami è affiorato un possibile legame tra la concentrazione delle Pm 2,5 e i tassi della malattia renale cronica (Mrc). Nelle aree con miniere di carbone, esattamente nella regione dell’Appalachia, che si trova a Est degli Stati Uniti, è stato rilevato un rischio superiore del 13% nelle donne e del 19% negli uomini di contrarre la malattia renale cronica. L’autrice principale dello studio, Jennifer Bragg-Gresham, ha dunque concluso che l ’inquinamento atmosferico contiene sostanze dannose in grado di colpire direttamente i reni, proprio come il fumo.

Anche altre cause

L’insufficienza renale cronica si contraddistingue per l’incapacità dei reni di filtrare correttamente le scorie metaboliche dal sangue. Tra le principali cause all’origine vi sono anche il diabete e l’ipertensione. Si manifesta con: affaticamento, minzione notturna, nausea, prurito, crampi muscolari, spasmi, affanno, stato confusionale e colore della pelle giallo-bruna. Per confermare le disfunzionalità renali sono necessari esami delle urine e del sangue, ecografia e, in alcuni casi, anche la biopsia.

 

 
 
 

Da sapere!

Per curare la malattia renale cronica è necessario seguire una dieta corretta abbinata all’uso di farmaci e, nei casi più gravi, effettuare la dialisi.

 

 

Pubblicato il 19.10.2018 Aggiornato il 19.10.2018
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Sintomi di gravidanza ma poi le mestruazioni sono arrivate: perché?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Nausea, capogiri e altri sintomi che si manifestano nelle prime settimane successive al concepimento possono anche essere anche dovuti a una ragione diversa dalla gravidanza.   »

Bimbo di 4 anni che suda tantissimo di notte: cosa può essere?

17/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L'eccessiva sudorazione notturna può essere dovuta a una cena troppo ricca di carboidrati, a un ambiente eccessivamente caldo, ma anche solo a una predisposizione individuale influenzata dalla familiarità.   »

Contatto indiretto con carne cruda: sono a rischio Toxoplasmosi?

16/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

In medicina il rischio zero non esiste, ma per fortuna le mamme non immuni alla toxoplasmosi ogni mese ripetono il test.   »

Perdita ematica nel secondo trimestre di gravidanza: perché?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

È possibile che un sanguinamento che si protrae nel secondo trimestre di gravidanza, nonostante tutto stia procedendo bene, sia in relazione con l'infezione da Candida.   »

Mal di testa in gravidanza: si possono assumere i FANS come l’OKI?

14/04/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, è sconsigliabile assumere i FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei) alla cui categoria appartiene anche il principio attivo ketoprofene.   »

Fai la tua domanda agli specialisti