Puntura di medusa: cosa fare e cosa evitare quando capita ai bambini

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo, con la consulenza di Elena Bozzola - Dottoressa specialista in Pediatria

Anche se generalmente innocue, le meduse possono essere dolorose. In caso di puntura non farsi prendere dal panico, soccorrere il bambino e sciacquare la zona con acqua di mare.

Le punture di meduse sui bambini sono un pericolo reale anche nei nostri mari e sulle nostre spiagge. Ecco cosa fare, e soprattutto cosa evitare, in caso il bambino venga punto da una medusa.

Se si trascorrono le vacanze in una località di mare bisogna tenere in conto che i bambini possano andare incontro a una puntura di medusa. Solitamente le meduse dei mari italiani non sono pericolose.

Possono però essere dolorose, far piangere e spaventare il bambino. Per questo è importante gestire le punture con serenità e mettere in atto le manovre corrette. 

Come soccorrere i bambini

In caso di punture di medusa sui bambini, è importante far uscire il piccolo dall’acqua, cercando di tranquillizzarlo, di sdrammatizzare mostrandosi tranquilli e sereni. Infatti, un attacco di medusa nella maggior parte dei casi dà origine a una lieve eruzione cutanea che si risolve nel giro di pochi giorni.

È anche importante non mostrarsi spaventati, perché questo potrebbe ingenerare nel bambino una sorta di paura dell’acqua.

Dunque cosa fare? Ecco l’elenco di azioni da mettere in pratica secondo la dottoressa Bozzola Società Italiana di Pediatria – Sip:

  1. lavare la parte colpita con abbondante acqua di mare, la più indicata per rimuovere tracce del liquido urticante e favorire il distacco di eventuali brandelli di tentacoli
  2. l’ideale sarebbe utilizzare acqua di mare tiepida, cercando di prenderla in punti dove è molto bassa, oppure chiedendo in qualche bar o locale della spiaggia se è possibile riscaldarla leggermente
  3. per favorire la scomparsa del prurito e del bruciore sarebbe utile applicare uno strato di gel astringente al cloruro di alluminio al 5%. Chi si reca al mare dovrebbe sempre averne una confezione a portata di mano
  4. in casi molto rari il bambino potrebbe essere allergico alla sostanza urticante emessa dalla medusa. In questo caso può presentare difficoltà di respirazione, colorazione pallida o bluastra della pelle, debolezza. È bene chiamare il pronto intervento e portare il bambino in ospedale per le cure del caso per escludere che si tratti di shock anafilattico.

Quali disturbi provoca la puntura di medusa

Per evitare le punture di medusa sui bambini, è importante ovviamente impedire che i piccoli entrino in acqua se sono presenti questi esemplari, specialmente se ci si trova in una zona di mare in cui sono state avvistate nelle ore precedenti.

Puntura di medusa

Gamba di un bambino appena punto da una medusa

Purtroppo non è sempre possibile individuarle, perché le meduse sono trasparenti, costituite per la maggior parte di acqua. Inoltre alcuni esemplari sono piccoli, restano qualche centimetro al di sotto della superficie, di conseguenza vederle è davvero difficile.

Può quindi succedere che il bambino, mentre nuota o gioca in acqua, tocchi involontariamente la medusa, che non punge e non morde, ma rilascia attraverso le estremità dei tentacoli una sostanza urticante.

Il bambino avverte allora una improvvisa, intensa sensazione di dolore bruciante, che lo spinge a uscire dall’acqua rivolgendosi a un genitore.

La parte colpita appare arrossata, calda, con punti più visibili dove i tentacoli hanno sfiorato la cute.

Se il contatto è stato particolarmente prolungato, è possibile che alcune parti di tentacoli della medusa restino attaccate alla pelle.

Cinque errori da non fare

Inoltre, sempre secondo la Sip, è importante evitare alcune manovre scorrette che potrebbero ritardare la guarigione, come per esempio:

  1. Applicare sulla ferita alcol, aceto, ammoniaca o succo di limone, che non riducono il bruciore, non disinfettano e possono, anzi, aumentare l’irritazione. Anche l’acqua dolce è poco efficace
  2. Strofinare la sabbia o l’asciugamano sulla pelle urticata: non aiuta l’eliminazione del liquido urticante e, anzi, peggiora l’irritazione
  3. Applicare pomate antistaminiche che sono poco efficaci in questo caso
  4. Esporre al sole la zona urticata. La pelle è sensibile e potrebbero comparire cicatrici e macchie
  5. Non lasciare il bambino solo perché se, in casi estremi, dovesse peggiorare la situazione, bisogna prestare subito soccorso.

La pipì sulla puntura di medusa funziona davvero?

Lo abbiamo visto fare nei film, nelle serie TV e forse ce lo ha suggerito anche qualche vicino di ombrellone. Ma la storia secondo cui fare pipì su una puntura di medusa placherebbe il bruciore è, dal punto di vista scientifico, una falsità totale. Non solo non funziona, ma rischia persino di peggiorare la situazione.

Perché è una pessima idea? Il mito nasce dal fatto che l’urina contiene tracce di urea e ammoniaca, sostanze che (in teoria e a temperature elevate) potrebbero contrastare il veleno. Nella realtà, però, l’urina è composta per oltre il 95% da acqua dolce.

Le cellule urticanti della medusa rimaste sulla pelle sono sensibilissime ai cambi di densità dei liquidi. L’acqua dolce dell’urina (così come quella del rubinetto o della bottiglia) provoca uno shock osmotico che fa “esplodere” le cellule non ancora rotte, spingendole a rilasciare ancora più veleno e amplificando il dolore a dismisura.

Inoltre la composizione della pipì cambia da persona a persona in base a idratazione, dieta e salute. Usarla come medicinale d’emergenza è come giocare alla roulette russa.

In breve

In estate, al mare, le meduse possono irritare la pelle dei bambini. Il rimedio migliore è lavare con cura la parte con acqua di mare tiepida, applicando poi un gel al cloruro di alluminio. Evitare ammoniaca, alcol, aceto e proteggere da sole per qualche giorno.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 22.6.2026 Aggiornato il 22.6.2026
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Puntura di tafano (con reazione) in gravidanza: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le punture di tafano si infettano facilmente, quindi è prudente fare vedere al medico la zona colpita perché potrebbe essere necessario assumere un antibiotico.   »

Gemelli: “colpa” della mamma o del papà?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La possibilità di avere due gemelli dizigoti (non identici) è influenzata dalla mamma (familiarità per gemelli dizigoti e alta statura), mentre i gemelli identici sono frutto di una pura casualità.   »

Due aborti spontanei nel primo trimestre

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

È probabile che dopo due aborti si riesca a portare a termine una gravidanza, tuttavia è opportuno effettuare alcune indagini prima di cercare un nuovo concepimento.   »

Statine assunte da lui e concepimento: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le statine assunte dall'aspirante papà non influiscono né sulla sua fertilità né espongono il bambino al rischio di nascere con anomalie.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Fai la tua domanda agli specialisti