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Il pesce scorpione (Pterois miles), noto anche come pesce leone, o lionfish, è una specie tropicale entrata nel Mediterraneo dal Canale di Suez e oggi sorvegliata con campagne dedicate, come “Attenti a quei 4!”, anche a causa delle nuove segnalazioni in Italia, soprattutto in Puglia e in Calabria.
L’ISPRA segnala che le osservazioni stanno aumentando e che il veleno resta attivo per 24-48 ore anche dopo la morte dell’animale, motivo per cui il contatto va evitato sempre.
Per i bambini, la puntura merita particolare prudenza perché il dolore può essere intenso e la reazione locale può risultare più importante rispetto all’adulto, soprattutto nei più piccoli o in caso di soggetti allergici.
La specie può essere avvistata anche in acque basse o vicino alla riva, come riportato da cronache recenti sul versante ionico e salentino, quindi la prevenzione in spiaggia e durante le attività di snorkeling resta fondamentale.
Sintomi post puntura
I sintomi più comuni dopo una puntura di pesce scorpione sono dolore immediato e molto forte, arrossamento, gonfiore e, in alcuni casi, vesciche o peggioramento progressivo del fastidio nelle ore successive.
Le spine velenose possono causare una reazione locale importante e, secondo le fonti sanitarie, il dolore può essere alleviato con acqua calda non bollente, ma non bisogna improvvisare trattamenti aggressivi.
Nei bambini, oltre al dolore, è importante osservare eventuali segnali di malessere generale, come debolezza, irritabilità, difficoltà a muovere la parte colpita o peggioramento rapido della zona.
Se compaiono sintomi sistemici, come vomito, difficoltà respiratoria, pallore marcato o svenimento, la situazione va trattata come un’urgenza medica.
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È pericoloso?
Sì, la puntura di pesce scorpione può essere pericolosa, anche se nella maggior parte dei casi non è mortale.

Il rischio principale è dato dal dolore molto intenso e dalla possibile estensione della reazione locale, mentre nei bambini piccoli e nelle persone più fragili l’attenzione deve essere ancora maggiore.
Il pesce scorpione non è aggressivo per natura, ma difende il proprio territorio e le spine dorsali, anali e pelviche sono velenose.
L’ISPRA sottolinea, inoltre, che la specie è considerata tra le più invasive al mondo e che le spine restano pericolose anche dopo la morte del pesce, quindi non va mai maneggiato.
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Cosa fare
La prima cosa da fare è allontanare subito il bambino dall’animale e non toccare l’area colpita con mani nude.
Se la puntura riguarda un arto, è utile mantenere la calma, evitare movimenti inutili e rimuovere eventuali residui superficiali solo se visibili e facilmente raggiungibili, senza incidere la pelle.
Il trattamento consigliato è l’immersione della parte colpita in acqua calda ma non bollente, idealmente 43-45 ° C, per ridurre il dolore. Questo passaggio non sostituisce la valutazione medica, soprattutto quando si tratta di un bambino, ma può essere utile nell’attesa dei soccorsi.
È consigliabile chiamare subito il medico o recarsi al pronto soccorso:
- se la puntura è profonda
- se il dolore non si riduce
- se il bambino è molto piccolo
- se compaiono sintomi più ampi del semplice dolore locale.
Se sono presenti difficoltà respiratorie, alterazioni dello stato di coscienza o segni di reazione importante, bisogna attivare immediatamente i soccorsi.
Per prudenza, non vanno applicati ghiaccio diretto, incisioni, succhiamento della ferita o rimedi casalinghi non verificati.
È utile invece lavare delicatamente la zona con acqua pulita, controllare l’eventuale comparsa di peggioramenti e seguire le indicazioni di un professionista sanitario.
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Conseguenze
Nella maggior parte dei casi, le conseguenze della puntura di pesce scorpione sono locali e temporanee, ma il dolore può durare a lungo e la pelle può restare irritata, gonfia o sensibilizzata per diverse ore o giorni.
Possono comparire vesciche e il decorso richiede attenzione, soprattutto se la ferita si infetta o se la reazione è più intensa del previsto.
Nei bambini, la principale conseguenza pratica è il forte impatto sul benessere generale: il dolore può provocare pianto inconsolabile, agitazione, difficoltà a camminare o a usare la parte colpita, oltre a un comprensibile spavento.
Se la risposta infiammatoria è marcata, il medico può valutare un’ulteriore terapia di supporto e monitorare la guarigione.
Sul piano più ampio, l’aumento degli avvistamenti nei mari italiani conferma che la prevenzione è essenziale, soprattutto nelle zone dove la specie sta avanzando più rapidamente.
ISPRA e SNPA invitano a segnalare gli avvistamenti e a non creare allarmismi, ma a mantenere alta l’attenzione, perché la diffusione del pesce scorpione è un tema sia sanitario sia ambientale.
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In breve
La prevenzione è essenziale: agire tempestivamente con calma e contattare un medico è la soluzione, evitando di affidarsi a rimedi casalinghi e improvvisati.
Fonti / Bibliografia
- "Attenti a quei 4!”: occhi aperti in mare per scovare gli alieni invasivi — ItalianoRiparte la campagna ISPRA/CNR-IRBIM La mappatura della presenza del pesce scorpione (Pterois miles) nel Mediterraneo aggiornata a marzo 2025, ci riporta 1.840 segnalazioni, provenienti dai diversi paesi del bacino. La specie si sta diffondendo anche nei mari italiani e il Mar Ionio si conferma come una delle aree più vulnerabili. Oggi pescatori, subacquei e chiunque abbia osservato o catturato nei mari italiani un pesce scorpione o un’altra delle tre specie tropicali potenzialmente pericolose – pesce palla maculato, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato, sono chiamati nuovamente a fornire il loro supporto alla campagna di allerta “Attenti a quei 4!”, vòlta a informare la cittadinanza sulla presenza di queste specie invasive nei nostri mari. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Ancona (CNR-IRBIM), in collaborazione con il progetto AlienFish,...
- Attenti al pesce scorpione: due nuovi avvistamenti in Calabria - SNPA - Sistema nazionale protezione ambienteSegnalati nelle acque calabresi due esemplari di pesce scorpione Pterois miles, specie aliena originaria del Mar Rosso. Il primo catturato pochi giorni fa in località ‘Le Castella’ in provincia di Crotone da pescatori professionisti alla profondità di circa 24 metri. Il secondo avvistato e fotografato il 25 giugno scorso durante un’immersione ricreativa lungo le coste […]
