Puntura di ricci di mare e altri pesci: cosa fare

Francesca La Rana A cura di Francesca La Rana

Il fondale marino è pieno di creature e il contatto con alcune di queste può essere urticante, doloroso e pruriginoso: con acqua di mare, calore e lenitivi è possibile risolvere in fretta.

Puntura di ricci di mare e altri pesci: cosa fare

Le punture di ricci e altri pesci sono un inconveniente di cui tenere conto quando si parte per le vacanze al mare, soprattutto quando si cammina a piedi nudi su fondali sabbiosi o rocciosi. Nella maggior parte dei casi non si tratta di emergenze gravi, ma è importante sapere subito come intervenire per ridurre dolore, rischio di infezione e complicazioni, soprattutto nei bambini.

Le situazioni più comuni riguardano punture di riccio di mare, tracina o pesce ragno, pulci di mare e contatto con le meduse. Per ciascun caso il primo soccorso cambia: il calore aiuta con tracina e riccio, mentre con le meduse bisogna usare acqua di mare e non acqua dolce.

Puntura di ricci di mare

La puntura di riccio di mare avviene quando gli aculei si conficcano nella pelle, di solito nei piedi o nelle mani. Il problema principale non è solo il dolore immediato, ma anche la possibilità che piccoli frammenti restino sotto pelle e causino infiammazione o infezione nei giorni successivi.

Sintomi

I sintomi più comuni sono dolore, bruciore, arrossamento e difficoltà a camminare se la puntura è sulla pianta del piede. In alcuni casi compaiono gonfiore, sensazione di corpo estraneo e, se gli aculei restano conficcati, una reazione locale che tende a persistere.

Come togliere gli aculei

La rimozione degli aculei deve essere delicata, perché le spine del riccio sono fragili e possono spezzarsi.

È necessario ammorbidire prima la pelle con acqua calda e poi rimuovere gli aculei visibili e superficiali con pinzette sterilizzate, senza forzare se sono profondi.

Se gli aculei sono molti o molto profondi, è meglio non insistere con manovre improvvisate. In questi casi può essere necessario un controllo medico, perché un frammento lasciato nella pelle può continuare a dare fastidio per diversi giorni.

Rimedi

Dopo la rimozione, la zona va disinfettata con cura. L’acqua calda è utile per alleviare il dolore e l’eventuale impacco caldo può dare sollievo, mentre è opportuno controllare l’evoluzione della ferita nelle ore successive.

La nostra guida sulle regole da seguire per la sicurezza in piscina e al mare dei bambini

Puntura di tracina o pesce ragno

La puntura di tracina — spesso chiamata anche pesce ragno — è una delle più dolorose tra quelle che possono capitare in spiaggia.

Questo pesce si nasconde nella sabbia e può pungere chi lo calpesta accidentalmente, soprattutto in acqua bassa.

Sintomi

Il sintomo dominante è un dolore intenso e improvviso, spesso descritto come bruciante o trafittivo. Possono comparire gonfiore, arrossamento e difficoltà a poggiare il piede, e nei casi più importanti anche malessere generale o nausea.

Rimedi

Il rimedio più importante è immergere subito la parte colpita in acqua calda, idealmente alla massima temperatura tollerabile, per un tempo prolungato. La tracina ha un veleno termolabile, cioè sensibile al calore, e l’acqua calda aiuta a ridurre il dolore in modo significativo.

Dopo il bagno caldo, bisogna pulire bene la ferita, rimuovere eventuali residui di spine e valutare se sia necessario un controllo medico.

È utile anche verificare l’eventuale copertura antitetanica, soprattutto se la ferita è profonda o sporca di sabbia.

Puntura di pulci di mare

Le pulci di mare non pungono nel senso classico del termine, ma possono causare fastidiose reazioni cutanee dopo il contatto con la pelle o con sabbia e asciugamani contaminati. Il disturbo interessa spesso gambe e caviglie e si manifesta con piccoli ponfi molto pruriginosi.  

Sintomi

I segni più comuni sono prurito, piccoli rilievi rossi, arrossamento localizzato e una sensazione di irritazione simile a una dermatite. Di solito il disturbo è limitato e tende a risolversi, ma può essere fastidioso per i bambini che si grattano facilmente.

Rimedi

In genere è sufficiente lavare la zona e lenire la pelle con prodotti delicati ad azione calmante. Nelle forme più fastidiose possono essere utili creme lenitive o, su indicazione medica, trattamenti antinfiammatori locali.

Puntura di meduse

In caso di puntura di medusa, o per meglio dire di contatto con i tentacoli urticanti, bisogna eseguire il trattamento corretto, che è diverso da quello usato per ricci o tracine.

Sintomi

I sintomi più comuni sono dolore, arrossamento, striature sulla pelle, prurito e, in alcuni casi, gonfiore.

Se il contatto è esteso o coinvolge il viso, possono comparire disturbi più importanti, soprattutto nei soggetti sensibili.

Rimedi

La prima cosa da fare è uscire con calma dall’acqua e sciacquare la zona con sola acqua di mare, evitando l’acqua dolce. Quest’ultima può favorire il rilascio di ulteriore veleno dalle cellule urticanti residue.

I filamenti vanno rimossi con attenzione, senza toccarli a mani nude, usando oggetti rigidi come una tessera di plastica.

In molte indicazioni cliniche si raccomanda poi un prodotto a base di cloruro di alluminio per limitare prurito e diffusione della reazione, mentre devono essere evitati sfregamenti e rimedi fai da te come ammoniaca o alcol.

Se compaiono difficoltà respiratorie, gonfiore del volto o malessere generale, è necessario un medico subito.

Altri pesci da conoscere

Oltre a ricci, tracine, pulci di mare e meduse, è utile conoscere anche il pesce scorpione (o pesce leone), segnalato sempre più spesso nel Mediterraneo.

La sua puntura è molto dolorosa e richiede in genere lo stesso approccio delle altre tossine termolabili: rimozione di eventuali spine, disinfezione e immersione in acqua molto calda.

Un altro nome da tenere presente è il pesce pietra, noto per il suo veleno potente e per il rischio di punture molto dolorose. Anche se è meno comune sulle coste italiane rispetto ad altre specie, rientra tra gli animali marini da non sottovalutare quando si parla di sicurezza in acqua.

Come prevenire il contatto

La prevenzione è il modo migliore per evitare puntura di ricci e altri pesci durante una giornata in spiaggia.

Le scarpe di gomma o le scarpette da scoglio sono molto utili nei fondali bassi, sabbiosi o rocciosi, perché proteggono il piede da ricci, tracine e frammenti taglienti.

Per i bambini è importante anche camminare lentamente in acqua bassa, osservare il fondale e non immergersi in aree dove sono state avvistate meduse. In caso di mare mosso, la presenza di meduse può aumentare e il rischio di contatto cresce, soprattutto vicino alla riva.

Sono utili anche altri accorgimenti pratici: non lasciare asciugamani direttamente sulla sabbia in zone a rischio, controllare sempre dove si appoggiano i piedi e portare con sé un piccolo kit da mare con pinzette sterilizzate e disinfettante delicato.

I nostri suggerimenti su cosa portare in vacanza al mare coi bambini

 
 
 

In breve

Quando si parla di mare e bambini conviene ricordare che non tutte le punture si trattano allo stesso modo. Sapere distinguere tra riccio, tracina, medusa e pulci di mare permette di intervenire con più calma e con i rimedi giusti, riducendo dolore e complicazioni.

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 15.7.2019 Aggiornato il 8.7.2026
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