Puntura di zecca nei bambini: sintomi, come riconoscerla e cosa fare

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo

Il parassita va rimosso al più presto, meglio se affidandosi al medico, per evitare che possa trasmettere germi in grado di causare infezioni anche serie.

Puntura di zecca nei bambini: sintomi, come riconoscerla e cosa fare

La puntura di zecca è un evento poco piacevole che può toccare anche ai bambini.

Questo parassita può attaccare, per esempio, quando ci si siede nell’erba alta oppure sotto un albero o un cespuglio, cioè in mezzo alla natura, in luoghi normalmente considerati piacevoli, rilassanti, salutari. Già perché le zecche si comportano in un modo decisamente insidioso: visto che per sopravvivere hanno bisogno di pungere, anzi di mordere, un “ospite” a sangue caldo (umano o di altri animali come i cani e i cavalli), si acquattano sugli alberi e nelle sterpaglie (in zone di pianura, collina o montagna) in attesa che passi di lì la loro vittima potenziale. Oltre che nel verde, però, le zecche possono essere presenti anche nello stalle, nelle cucce o nelle crepe dei muri e del pavimento, restando senza nutrirsi anche per lunghi mesi.

La puntura di zecca non è dolorosa, ma può avere spiacevoli conseguenze. Infatti questi parassiti possono veicolare malattie infettive anche pericolose. Per questo motivo, dopo essere stati all’aperto in zone erbose o comunque in luoghi a rischio, è importante ispezionare tutto il corpo  e, se si nota una zecca, è meglio rivolgersi a un medico per farla rimuovere. Altrettanto importante è adottare un abbigliamento coprente e utilizzare specifici prodotti repellenti.

Sintomi post puntura

Accorgersi di una puntura di zecca non è semplice perché, contrariamente a quanto accade nel caso di insetti come vespe e calabroni che causano dolore intenso, l’attacco è indolore e non provoca reazioni allergiche. Inoltre, quella della zecca non è una vera e propria puntura, ma un morso, grazie al quale il parassita resta attaccato alla pelle della vittima anche per diversi giorni. 

  • La puntura di zecca appare come un puntino scuro in rilievo sulla pelle, perché la zecca rimane attaccata alla pelle e si ingrossa a mano a mano che aspira il sangue dell’ospite
  • Può comparire anche un piccolo rigonfiamento arrossato con prurito.

Come avviene la puntura della zecca

Contrariamente a quello che si pensa, la zecca non salta, ma si apposta tra l’erba alta o sugli alberi e, quando capta la presenza di un organismo a sangue caldo, vi si arrampica oppure vi si lascia cadere dall’alto. Può camminare sulla pelle anche per ore, fino a quando trova il punto ideale per il morso, privilegiando zone calde e umide come le ascelle, le pieghe inguinali, il collo e il cuoio capelluto.

A questo punto, perfora la pelle della preda con il suo apparato boccale, chiamato rostro. Questo è dotato di due appendici laterali affilate che permettono alla zecca di ancorarsi saldamente alla pelle e di restare attaccata anche per giorni.

La vittima in questione non avverte nulla perché nella saliva della zecca sono presenti sostanze anestetiche che impediscono di sentire dolore. Inoltre ci sono anticoagulanti che impediscono la formazione di grumi e ponfi. Le piccole dimensioni e il colore bruno del parassita, inoltre, fanno sì che la zecca passi inosservata oppure che sia scambiata per un neo. Il parassita resta attaccato alla preda per giorni o settimane, quindi si lascia cadere spontaneamente.

Sintomi da puntura di zecca infetta

Nella maggior parte dei casi, la puntura di zecca non ha conseguenze, ma è importante tenere sotto controllo la zona colpita nell’eventualità che si manifestino i segni di una infezione.

Se entro un mese circa dalla puntura non compaiono sintomi, è probabile che non ci siano conseguenze e che non si sviluppi alcuna malattia.

Attenzione invece a questi sintomi:

  • comparsa di rash cutaneo, ossia di chiazze di colorito rossastro della pelle del viso, in un periodo medio variabile tra i 7 e i 10 giorni dopo il morso (se la persona si accorge di essere stata attaccata dalla zecca)
  • formazione di un’area arrossata attorno alla zona della puntura, che può raggiungere un’ampiezza anche di alcuni centimetri. In questo caso può essere utile disegnare con una matita il contorno dell’eruzione, per controllare se aumenta di dimensioni. Questo aiuta nella diagnosi.
  • malessere generale, con debolezza, mal di testa, febbre, dolori muscolari.

Se si notano questi malesseri è importante contattare subito il medico.

Come riconoscere la zecca e cosa fare

Le zecche  appartengono alla stessa famiglia dei ragni e degli acari della polvere. Hanno otto zampe, e non sei come gli insetti, e dimensioni tra i due e gli otto millimetri di lunghezza. Mediamente gli esemplari più grandi sono le femmine adulte.

Si riconoscono per il colore bruno-rossastro, le otto zampe e il caratteristico rostro, l’apparato boccale costituito di mandibole penetranti attraverso le quali la zecca si attacca alla pelle in modo tenace, per succhiare il sangue.

Le zecche vivono tra le erbe selvatiche, i cespugli, le zone del sottobosco nei climi temperati, ma si adattano anche a condizioni ambientali sfavorevoli di freddo o clima secco.

Terapia e rimedi

La puntura di zecca è indolore e quindi è possibile non accorgersi della sua presenza.

Per questa ragione, di ritorno da una escursione, è importante togliere al bambino i vestiti ed esaminarli con cura, per assicurarsi che non vi siano zecche nascoste nelle pieghe dei tessuti.

Poi bisogna ispezionare accuratamente la pelle del piccolo, soprattutto nelle pieghe dei gomiti e delle ginocchia, sulla schiena, sul cuoio capelluto e dietro le orecchie. È in questi punti, infatti, che le zecche tendono ad attaccarsi. In caso di puntura di zecca, ossia se si nota il parassita attaccato con il rostro alla pelle del bambino, ecco i consigli da seguire.

Come togliere una zecca

  1. Se si nota che il bambino ha una zecca attaccata alla pelle, si deve restare calmi e cercare di togliere il più presto possibile il parassita per limitare il tempo in cui il rostro resta a contatto con la pelle
  2. Con le mani ben pulite, si utilizza una pinzetta a punte angolate da appoggiare sulla pelle
  3. Si preme leggermente per afferrare bene la zecca, quindi si tira con fermezza e decisione, effettuando una rotazione in senso orario senza schiacciare
  4. Infine, si disinfetta la lesione con una garza e una soluzione disinfettante non alcolica.

Se non si è sicuri di riuscire a farlo, è meglio rivolgersi al medico.

La manovra eseguita in modo scorretto può far rigurgitare alla zecca il sangue già succhiato, aumentando il rischio di infezione.

Non è necessario assumere di propria iniziativa farmaci, in modo particolare antibiotici non necessari.

Puntura di zecca non curata

Il morso in sé non causa reazione allergica, ma le zecche sono pericolose perché possono diventare portatrici di diversi tipi di agenti infettivi, come virus o batteri. Esse stesse possono infettarsi mordendo animali che a loro volta sono infetti e fungono così da “serbatoio”, trasferendoli in altri individui quando li pungono per effettuare il loro pasto.

Più tempo la zecca trascorre con il rostro nella pelle, maggiore è il rischio che trasmetta germi alla persona.

Per questa ragione è essenziale effettuare un’ispezione dopo essere stati all’aperto nelle zone a rischio. La rimozione corretta del parassita è fondamentale. 

Conseguenze e malattie

Nel caso la zecca fosse infetta, potrebbero svilupparsi malattie che vanno curate in modo appropriato.

1) Tbe o meningoencefalite da zecche

È una malattia virale che può avere sintomi lievi di tipo influenzale, oppure causare mal di testa, dolori muscolari, febbre alta, confusione mentale, dolore alla schiena o alla nuca, perdita di sensibilità agli arti. I malesseri compaiono 7-14 giorni dopo l’attacco. La difesa più efficace è il vaccino.

È importante distinguerla dall’encefalite dovuta ad altre cause.

2) Borreliosi o malattia di Lyme

È dovuta al batterio Borrelia burgdorferi. Causa il cosiddetto eritema migrante due settimane dopo il morso, accompagnato da dolori osteo-muscolari, mal di testa, stanchezza intensa. Si cura con antibiotici prescritti dal medico.

3) Febbre bottonosa del Mediterraneo o rickettsiosi

Nel punto del morso della zecca compare un’eruzione cutanea simile a un bottone, causata dal batterio Rickettsia: si tratta di un’ulcera arrossata con una zona centrale di colore scuro.

Inoltre compaiono febbre non elevata e un esantema localizzato a palme delle mani e piante dei piedi. Se una persona è in buone condizioni di salute, guarisce spontaneamente.

Leggi di più sulla Rickettsiosi e come si cura

4) Tularemia

È trasmessa dal batterio Francisella tularensis, di cui sono vettori anche pidocchi e tafani.

Qualche giorno dopo il morso, provoca malessere, febbre, gonfiore dei linfonodi e una ulcerazione localizzata. Va diagnosticata con visita medica e prelievo del sangue per la ricerca degli anticorpi. Si cura con antibiotici specifici.

5) Ehrlichiosi

Questa infezione trasmessa dalle zecche è piuttosto comune nei cani ed è più rara nell’uomo, ma non impossibile. Veicolata dai batteri del genere Ehrlichia presenti nelle zecche dei cani, causa sintomi simili a quelli dell’influenza, come febbre, ingrossamento dei linfonodi, stanchezza. Non provoca disturbi alla coagulazione, come avviene invece nel cane e si cura con un trattamento a base di un antibiotico, la doxiciclina.

Come difendersi dalle zecche

Esistono misure di sicurezza efficaci per difendersi dalle punture di zecca, da mettere in atto anche con i bambini quando ci si reca in zone boscose e con vegetazione fitta. Sono utili anche per proteggersi dagli attacchi di altri insetti, per esempio vespe, calabroni e altri imenotteri.

  • Scegliere un abbigliamento coprente, con tessuti più leggeri se fa caldo, per esempio meglio pantaloni lunghi che bermuda e shorts, camicie o polo a manica lunga anziché T-shirt
  • Indossare calzature chiuse e con le calze
  • Infilare l’orlo dei pantaloni dentro le scarpe in modo che le zecche non riescano a entrare
  • Cospargere gli indumenti di specifici prodotti repellenti, a base per esempio di permetrina
  • Sulla pelle utilizzare repellenti cutanei per le zanzare, anche quelli naturali a base di olio di neem, aloe vera, citronella
  • Camminare sui sentieri, evitando di avventurarsi dove l’erba è molto alta
  • A casa, togliere gli indumenti non in camera da letto, scrollandoli e lavandoli a 60 gradi
  • Ispezionare accuratamente la pelle, soprattutto nelle pieghe dei gomiti e delle ginocchia e nelle zone poco visibili, come la schiena e il cuoio capelluto
  • Fare una doccia accurata.

Vaccino anti zecca

Per prevenire la meningoencefalite, in alcuni casi è consigliabile ricorrere al vaccino che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità e lo European Centre for disease prevention and control (Ecdc) andrebbe scelto dalle persone che vivono nelle aree endemiche oppure che le frequentano per viaggi e vacanze. Questo vaccino non difende dalle altre infezioni causate dalle zecche.

Il vaccino contro la Tbe è costituito dal virus inattivato che non causa la malattia, ma è in grado di innescare la risposta immunitaria e quindi la produzione di anticorpi. Il vaccino è raccomandato per i bambini che risiedono, frequentano o viaggiano in aree boschive, rurali o endemiche, in modo particolare nelle zone montane del Nord-Est (Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), dove spesso il vaccino è offerto gratuitamente o in co-pagamento agevolato.

Ai bambini si può somministrare a partire dai 12 mesi compiuti nella formulazione pediatrica, indicata specificamente per la fascia di età 1-15 anni.

Il ciclo comprende tre dosi:

  1. la prima nei mesi invernali
  2. la seconda da uno a 3 mesi dopo la prima dose
  3. la terza da 5 a 12 mesi dopo la seconda dose.

In seguito si devono effettuare un richiamo dopo tre anni dalla terza dose e richiami a intervalli di 5 anni per mantenere la memoria immunitaria.

Il vaccino è sicuro, efficace e ben tollerato nei bambini. Possono comparire, come in altre vaccinazioni, rossore o indolenzimento nel punto di iniezione leggera febbre.

 
 
 

In breve

La puntura di zecca può non avere conseguenze, ma a volte causa infezioni serie come la meningoencefalite. Per questo è importante coprirsi adeguatamente nelle aree boscose dove l’insetto è diffuso, togliere la zecca che si è attaccata alla pelle (possibilmente rivolgendosi a un medico) e valutare con il pediatra la possibilità di fare il vaccino.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 29.5.2026 Aggiornato il 29.5.2026
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