Mal di schiena cronico: nuova cura dalle staminali

Stefania Lupi A cura di Stefania Lupi

È partita la sperimentazione sull’uomo al Campus Biomedico di Roma per trattare i pazienti che non rispondono alle normali terapie contro il mal di schiena cronico

Mal di schiena cronico: nuova cura dalle staminali

Il mal di schiena colpisce il 97% della popolazione: secondo il Global Pain Index si stima che in Italia sei persone su dieci ne soffrano ogni settimana. E in seguito al lockdown è aumentato ancora di più. Ma oggi è finalmente possibile curare il mal di schiena cronico con la medicina rigenerativa personalizzata: dopo anni di ricerche, l’équipe guidata da Vincenzo Denaro, primario emerito di Ortopedia presso il Campus Biomedico, ha eseguito al Policlinico universitario Campus Biomedico di Roma i primi trapianti italiani di cellule staminali autologhe, ovvero provenienti dallo stesso paziente.

Gli interventi hanno dato il via alla fase clinica della sperimentazione, che prevede il reclutamento di 52 pazienti in età lavorativa, dai 18 ai 65 anni, con patologie dei dischi intervertebrali che provocano un mal di schiena cronico.

Verso la rigenerazione dei dischi intervertebrali

Il progetto, finanziato dal Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’Inail, punta alla rigenerazione dei dischi intervertebrali danneggiati. La tecnica chirurgica utilizzata, in sperimentazione da oltre 15 anni presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma, viene ora eseguita con successo sull’uomo per la prima volta in Italia. I risultati hanno mostrato finora benefici sulla salute del paziente senza effetti collaterali.  I benefici si manifestano già un mese dopo l’intervento.

Allo studio da più di 15 anni

“Le nostre sperimentazioni sulle cellule staminali sono partite più di 15 anni fa” – spiega Denaro . “Oggi diamo il via all’ultima fase di questo lungo percorso di ricerca che vede al centro lo sviluppo della medicina rigenerativa personalizzata applicata a patologie di grande diffusione e impatto sociale”. “Questa terapia avanzata, attualmente non ancora utilizzata in ambito clinico – aggiunge  Gianluca Vadalà, medico dell’Unità di Ortopedia e traumatologia del Campus – utilizza cellule mesenchimali autologhe presenti all’interno del midollo osseo, prelevate dalla cresta iliaca dello stesso individuo. Il sangue midollare viene inviato presso la Cell Factory della Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, partner del progetto, dove le cellule vengono isolate e moltiplicate fino a un numero ideale per favorire la rigenerazione”.

 
 

Da sapere

NUOVA VITA AI TESSUTI

“È come se queste cellule restituissero vita al disco danneggiato – spiega il dottor Fabrizio Russo – facendo tornare il tessuto da degenerato a sano e ripristinando la capacità biologica ammortizzante. Nel caso dei dischi intervertebrali il risultato è ancora più significativo”.

 

Fonti / Bibliografia

Pubblicato il 19.7.2021 Aggiornato il 19.7.2021
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