In presenza di un forte rischio genetico, unito alla necessità della donna di assumere psicofarmaci e a un'età materna avanzata, prima di decidere di avere un figlio è opportuno confrontarsi con specialisti che possano prospettare con chiarezza le eventualità a cui la scelta può esporre. »
La paroxetina è un principio attivo sicuro in gravidanza, quindi smettere di assumerla quando si aspetta un bambino può essere più dannoso che utile. Meglio non correre rischi, specialmente se il ginecologo curante consiglia di continuare a impiegarla. »
Per comprendere se l'Eutirox viene assunto in quantità corretta è sufficiente ripetere il dosaggio degli ormoni tiroidei dopo circa un mese e mezzo dall'inizio della cura. »
Non si comprende l'opportunità di somministrare l'antibiotico nel corso di una bronchite asmatica, in quanto generalmente la causa è virale. E l'eventuale orticaria concomitante dipende sempre dall'infezione virale e non dal farmaco assunto. »
Se il dosaggio dell'Eutirox, preparato che si deve assumere quando la tiroide lavora poco, è corretto è senz'altro possibile dare inizio a una gravidanza. »
Se l'ipotiroidismo è ben controllato mediante una terapia adeguata, è certamente possibile dare inizio a una gravidanza. A patto, però, che non vi siano altri problemi che interferiscono con la fertilità. »
In gravidanza, l'ipotiroidismo espone a rischi solo se non viene curato. La terapia sostitutiva con Eutirox elimina ogni pericolo, a patto che la dose dell'ormone tiroideo sia ben calcolata. »
Durante la gestazione, i rischi legati a un eventuale ipotiroidismo materno riguardano solo i casi in cui il problema non viene controllato con i farmaci e monitorato attraverso specifici esami. »
La priorità assoluta è che la mamma stia bene, quindi se è assolutamente e irrevocabilmente obbligatorio che una donna scelga tra assumere medicine e allattare, non le resta che optare per la cura. Ma non sempre la circostanza impone una decisione così drastica. »