Melanoma: sempre più casi fra i giovani. Serve maggiore informazione

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi

Il 90% delle persone con melanoma riesce a guarire. Ma non bisogna abbassare la guardia, specie fra i giovani, che sono sempre più colpiti

Melanoma: sempre più casi fra i giovani. Serve maggiore informazione

Buone notizie per gli oltre 12mila italiani che ogni anno si ammalano di melanoma: questo tumore, infatti, è sempre più trattabile. Grazie alla diagnosi precoce e alle cure, oggi circa il 90% dei pazienti guarisce. Anche per le forme più avanzate sono stati compiuti grandi progressi. Non bisogna, però, abbassare la guardia. Specialmente fra i giovani: i casi in questa fascia d’età, infatti, sono in aumento. Basti pensare che il 20% delle nuove diagnosi registrate in Italia nel 2019 ha riguardato persone con meno di 40 anni. A dirlo gli esperti di Fondazione Aiom (Associazione italiana oncologia medica).

Un tumore della pelle

Il melanoma è un tumore 
che origina dai melanociti, le cellule che contengono la melanina, il pigmento responsabile della colorazione della pelle. Si tratta di una malattia che colpisce con frequenza i giovani, tanto che è il secondo tumore per incidenza nei maschi di età inferiore ai 49 anni e il terzo nelle donne della stessa fascia d’età.
Come per gli altri tumori, non si conoscono esattamente le cause scatenanti. Si conoscono, però, i fattori di rischio. Il principale è rappresentato dalla scorretta esposizione al sole() e ai raggi ultravioletti (Uva 
e Uvb). Anche l’utilizzo di lampade solari e lettini abbronzanti 
è associato a un aumento del rischio.  Fra gli altri fattori predisponenti ci sono: la presenza di più di 15 nevi, la presenza di molte lentiggini, la presenza di nevi atipici, la carnagione chiara, pregresse scottature solari, storia famigliare di melanoma solare.

I sintomi da non sottovalutare

Quando è il caso di rivolgersi al medico? Quando si nota la comparsa di una lesione pigmentata o parzialmente pigmentata sulla cute o quando una lesione o un neo modificano aspetto o diventano sintomatici (causando sintomi come prurito, arrossamento, sanguinamento). In particolare, è bene fare attenzione alle lesioni che presentano asimmetria dei bordi, irregolarità nei colori, accrescimento, prurito persistente
, sanguinamento spontaneo.

Fondamentale la diagnosi precoce

In genere, se il melanoma viene scoperto in fase iniziale, si procede alla sua rimozione chirurgica. Nel caso in cui l’esame istologico confermi che si tratta di tumore, si può intervenire una seconda volta per asportare la pelle attorno e allargare i margini, in modo da ridurre il rischio di recidiva e per ricercare il linfonodo sentinella (che drena la sede cutanea o mucosa da dove si è sviluppato il melanoma primario). Il medico potrà anche proporre la biopsia del linfonodo sentinella per evidenziare l’eventuale presenza di metastasi linfonodali e altri esami per escludere la presenza di eventuali metastasi. Nei casi più avanzati possono essere necessari altri trattamenti, come chemioterapia e altre cure farmacologiche.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Per ridurre il rischio di melanoma è fondamentale esporsi al sole con le giuste precauzioni: usare sempre i prodotti solari e riapplicarli con frequenza, evitare le ore centrali della giornata, esporsi in maniera graduale.

 

Pubblicato il 7.8.2020 Aggiornato il 7.8.2020
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Carenza di vitamina B12 in gravidanza: ci sono rischi per il bambino?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nelle donne che seguono un'alimentazione vegane è comune la carenza di vitamina B12, quindi l'assunzione di integratori che la contengono diventa indispensabile. Ma se il deficit è lieve e la dieta include anche alimenti di origine animale non ci sono rischi per lo sviluppo del feto.   »

Litigi ingestibili tra fratelli: che fare?

23/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Sono gli adulti a dover trovare il modo di mediare i conflitti tra fratelli, anche pretendendo con affettuosa fermezza il rispetto di alcune regole base, prima tra tutte il divieto di offendersi con parolacce e insulti vari.   »

Influenza con variante K: può causare (anche) la cistite?

22/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

I sintomi causati dal virus influenzale che sta circolando massicciamente non includono la cistite che, nella stragrande maggioranza dei casi, è dovuta a un batterio.   »

Come faccio a togliere la poppata notturna a un bimbo di un anno?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Per indurre il bambino a rinunciare a bere il latte durante la notte può essere una buona strategia sostituirlo gradualmente con l'acqua.  »

Nausea fortissima che si protrae oltre il 1° trimestre: che fare?

18/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Se la nausea si protrae oltre il primo trimestre, interferendo pesantemente sulla qualità della vita, diventa opportuno valutare opzioni terapeutiche che abbiano una maggiore efficacia rispetto ai tradizionali rimedi naturali.   »

Salmone scaduto: dopo quanto possono comparire i sintomi di un’intossicazione?

17/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.   »

Camera gestazionale più piccola dell’atteso: proseguirà la gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Bisogna sempre attendere l'8^ settimana prima di pronunciarsi rispetto al destino di una gravidanza e anche qui con un margine di errore dell'1% sull'esito favorevole dello sviluppo embrio-fetale. L'aspetto importante è che questo processo di selezione sia rispettato e compreso dalla donna.   »

Gravidanza e poca tolleranza nei confronti dell’integrazione di magnesio

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La scarsa tolleranza al magnesio potrebbe essere dovuta al fatto che non è ciò di cui si è carenti perché l'organismo, se ha bisogno di qualcosa, di solito ne fa tesoro.  »

Tampone vaginale: può essere pericoloso in gravidanza?

15/12/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui ci sia il sospetto di una vaginite, anche inn gravidanza è opportuno effettuare il tampone vaginale che da un lato non espone a rischi dall'altro permette di individuare l'origine dei sintomi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti